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MotoGP, L'insostenibile peso del talento di Acosta: "Mai stato senza una telecamera"

Per lo spagnolo non c'è mai stato un momento senza pressione sulle spalle, sin dai primi passi nella Rookies Cup. Da predestinato, ha dovuto convivere con attenzioni costanti dei media e crearsi spalle larghe

MotoGP: L'insostenibile peso del talento di Acosta: "Mai stato senza una telecamera"

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Pedro Acosta è indicato da molti nel paddock come il predestinato, quel pilota che può segnare un'epoca come prima di lui hanno fatto Doohan, Rossi, Marquez, tanto per citarne qualcuno. Lo spagnolo è entrato nel paddock del motomondiale e si è fatto immediatamente notare nella Rookies cup, chiudendo la sua prima stagione in seconda posizione per poi dominare la seconda stagione. 

A quel punto era chiaro a tutti quanto fosse grande il suo talento, che gli ha poi permesso di debuttare da vincente nella Moto3, categoria vinta all'esordio. Acosta ha dimostrato in quella stagione talento straordinario e freddezza propria di un serial killer più che di un teenager in moto. La sua ascesa è poi continuata in Moto2, con il titolo conquistato alla seconda stagione e la promozione incassata per la MotoGP con GasGas. 

Ma queste vittorie, questo talento, tutta questa attenzione, hanno anche un prezzo molto elevato e Pedro ne ha parlato in un podcast spiegando quanto sia stato difficile convivere con aspettative sempre più elevate sulle sue spalle. 

"Io non so cosa voglia dire girare senza avere una telecamera che ti segue nel paddock. Ricordo che al mio primo test ero secondo alle spalle di Masia, poi in gara anche ho chiuso secondo. Ricordo che il mio telefono è impazzito subito, non riuscivo più a sbloccare lo schermo. Faceva dei suoni strani, ne ho dovuto comprare uno nuovo! Io davvero non so cosa significhi vivere un campionato senza avere pressione sulle spalle". 

Pressione che non è mai diminuita anche con il passaggio in Moto2. 
"E' stata dura arrivare in Moto2, come potete immaginare avevo tanta pressione sulle spalle perché avevo vinto la Moto3 al debutto. Le aspettative erano alte. Nel primo test chiusi subito davanti a tutti, ma in realtà non capivo neanche io come avessi fatto". 

Acosta vinse la sua prima gara in Moto2 all'ottavo round del mondiale, ma pensava di poterci riuscire prima. 
"Magari non ero sicuro di poter vincere subito, ma almeno di poter fare dei bei risultati e salire qualche volta sul podio già ad inizio stagione. Ma poi andammo a correre in Qatar e chiusi 12° in gara. In Indonesia feci 8° e poi ho messo assieme una serie di 0 lunga, la pressione era alle stelle". 

Oggi sappiamo bene che Pedro ha poi gestito alla grande la pressione diventando campione in Moto2 alla sua seconda stagione. L'ultimo step è la MotoGP, ma lo spagnolo sembra avere le spalle abbastanza larghe da poter reggere il colpo. 

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