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MotoGP, Martin: "Ho perso il titolo in Indonesia, sentirmi superiore mi ha fatto fallire"

"Voler umiliare i miei avversari mi ha fatto fallire. A mio agio solo con ALeix, è come un fratello, si occupa di me da quando ho 16 anni. Il team è come un famiglia, la tensione era alta, ho sbagliato a prendermela con loro in alcuni momenti"  

MotoGP: Martin: "Ho perso il titolo in Indonesia, sentirmi superiore mi ha fatto fallire"

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La stagione 2023 si è appena conclusa e per i piloti è tempo di tracciare un bilancio dell'anno appena trascorso, per poi godersi una meritata pausa in vista delle sfide successive. E' questo anche il caso di Jorge Martin, che durante una intervista nella trasmissione "El hormiguero" su Antena3 ha commentato il suo percorso ed il suo finale di campionato. Martinetor infatti, dopo una prima metà di stagione nella mischia , si è poi imposto come il principale rivale nella corsa al titolo contro Bagnaia.

Lo spagnolo nella seconda metà di stagione ha saputo interpretare il nuovo format della gara breve rendendola una sua proprietà quasi esclusiva, arrivando così a giocarsi il titolo all'ultima gara disponibile, a Valencia, con uno svantaggio di 14 punti dal rivale di marca. Il finale della storia, però ,è già storia: lo spagnolo cerca la sfida con Pecco, la trova, poi una scia ed un contatto lo porta lungo. Tenta la rimonta ma la foga lo tradisce, ad ingresso curva con l'anteriore si aggancia al posteriore di Marquez scaraventando entrambi nella ghiaia. Al di là del rammarico però, lo spagnolo sente anche di aver imparato delle lezioni importanti, e diversi sono gli altri temi trattati:  tra amicizie, rivalità ed aneddoti, senza risparmiare però per se stesso anche delle critiche.

Il pensiero va quindi subito all'ultima tappa di campionato.
"L'ultimo round di Valencia mi è piaciuto molto - racconta lo spagnolo - c'erano molti tifosi e dopo la vittoria alla sprint del sabato tutti cantavano "si, possiamo farcela". E' stato un anno complicato, non ho iniziato come mi aspettavo, ma poi ho preso il ritmo. In fondo il mio obiettivo a inizio anno era chiudere nella top3, quindi in prospettiva sono abbastanza contento di ciò che sono riuscito ad ottenere".

"A fine stagione ero ossessionato dall'idea di vincere"

In pista quest'anno, lo spagnolo è stato il re sulle distanze brevi, in cui ha raccolto tanto, ben 9 sprint le sprint che lo hanno visto salire sul gradino più alto.
"Ho uno stile di guida particolare perché sono piccolo e non posso fare diversamente, se voglio che la moto giri devo appoggiarmi molto all'indietro. Prima si gira, prima si accelera. Quando si è in pista ci sono mille cose a cui pensare, non basta schiacciate il gas, c'è anche molta gestione e strategia. Nelle sprint è diverso, perchè lì si tratta di pura velocità e istinto, che sono dei miei punti di forza. Sono una persona molto competitiva, devo battere tutti.. entro una certa logica. Dopo il problema alla gomma in Qatar sono arrivato decimo e non è stato un momento facile, mi stavo giocando il mondiale, ma sono stato io a tirare su il morale alla mia squadra e questa è stata una sorpresa in positivo".

Lo spagnolo però, nel finale di stagione, ha anche avvertito molto la tensione della sfida.
"A Valencia venivo dopo un periodo difficile dalla Tailandia al Qatar, ogni volta che qualcosa non andava ero molto teso. A ottobre ero letteralmente ossessionato dall'idea di dover vincere".

"Sorpreso dalla reazione di Marc, mi ha detto che avrebbe fatto lo stesso"

Una corsa per il titolo terminata col contatto con Marc Marquez, alla sua ultima gara in sella alla Honda ufficiale.
"E' la prima volta che rivedo l'incidente. E' stato un momento complicato, stavo rialzando la moto in curva e toccandogli il posteriore l'ho fatto cadere a terra. In seguito mi sono sentito malissimo perchè era la sua ultima gara con la Honda, ma sono rimasto molto sorpreso dal suo atteggiamento, perchè mi ha detto che lui avrebbe fatto lo stesso al mio posto. Mi ha detto di stare tranquillo perchè se lui avesse dovuto lottare per il titolo avrebbe cercato anche lui il sorpasso. Ricordo che in quel momento avevo le idee chiare, per me in testa c'erano solo il tutto o il niente, o avrei vinto o sarei caduto. Se fosse successo a me non so come avrei reagito, anche per questo motivo Marc è il migliore della storia, con lui ci sono sempre delle buone vibrazioni. Alla fine ci siamo anche scambiati i caschi due giorni dopo".

Tra i piloti con cui Martinetor è in ottimi rapporti, c'è però sicuramente anche un altro spagnolo: Aleix Espargarò.
"Vado veramente d'accordo solo con Aleix, tra noi è quasi un rapporto fraterno, si è preso cura di me da quando avevo 16 anni. Non faccio finta di essere amico degli altri, sono miei rivali. Quando sono in pista spingo sul gas e mi volto solo se incontro Aleix. La mia filosofia è "O vai tu o vado io". Ma sono comunque rispettoso, perchè qui stiamo rischiando la vita, è uno sport pericoloso, anche se sono il primo a non tirarsi mai indietro da una sfida".

"Ho perso il titolo in Indonesia: voler umiliare i miei avversari mi ha fatto fallire"

Al netto della sconfitta quindi, Martinetor ha imparato delle lezioni importanti.
"Prendersela con la propria squadra è la cosa peggiore, perchè è come la tua famiglia. Ma nelle ultime gare la pressione era alle stelle e qualsiasi cosa non andasse io stavo loro addosso.Non è stato un periodo felice, ed il mio nervosismo si rifletteva sulla squadra, ho capito che quell'atteggiamento non poteva funzionare, è stata una lezione importante. Così ho deciso che mi sarei goduto il finale, sia che avessi vinto che se fossi arrivando secondo, la mia filosofia doveva essere quella. Rispetto allo scorso anno sento di aver fatto un passo in avanti, prima cadevo spesso, ora sono diventato più costante. Non penso di aver perso il titolo a Valencia, ciò che ancora mi fa male è la gara in Indonesia. Ero in testa con un vantaggio di tre secondi e con quel risultato, forse, avrei vinto il campionato del mondo. Sentirmi così superiore in quel momento, voler "umiliare" i miei avversari per così dire, mi ha fatto fallire. Ho imparato che si può vincere una gara anche per un secondo o due decimi, i punti rimangono gli stessi".

Lo spagnolo infine volge lo sguardo sul proprio futuro, che lo vedrà nuovamente vestire i colori del team Pramac Ducati nel 2024.
"L'anno prossimo mi vedo in lotta per il campionato, vorrei il titolo, ma questo richiede di mettere assieme molte cose. Il livello in MotoGP è altissimo e si alza ogni anno, il titolo è un qualcosa che si guadagna col duro lavoro e la dedizione".

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