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MotoGP, Pirro: “Per Marquez non c'è niente da migliorare sulla Ducati”

VIDEOINTERVISTA - “Marc non poteva venire in Ducati nel 2016 perché costava troppo, ora ha scelto una Desmosedici per tornare a vincere. Dobbiamo essere orgogliosi: quando arrivai a Borgo Panigale copiavamo dai giapponesi, ora è l'opposto”

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L’evento organizzato presso H-Farm, per coronare la stagione educativa 2023 del progetto Motomorphosis, è stato l’occasione perfetta per scambiare due chiacchiere con Michele Pirro sui test a Valencia. La cornice dell’esordio di Marc Marquez sulla Ducati del team Gresini. Proprio la prima presa di contatto del catalano con la Rossa bolognese è stato uno dei temi cardine dell'intervista di Riccardo Guglielmetti con il tester della Casa di Borgo Panigale, che ci ha raccontato come è stato vedere un pilota della caratura di Marc salire sulla creatura che ha contribuito a sviluppare:l’aspetto positivo è che anche Marc ha confermato con i suoi tempi che la Ducati è una moto versatile e anche da un pilota importante come lo è lui sono state rilevate delle sensazioni positive”, ha affermato Pirro.

Michele, ti aspettavi che andasse così veloce?
“Lasciando un attimo da parte i tifosi, per chi vive da vicino questo mondo era indiscutibile che Marquez potesse trovare delle giuste sensazioni sulla Ducati, perché è un otto volte Campione del Mondo e un pilota che ha vinto tantissimo. È chiaro che ha vissuto degli ultimi anni difficili, però aveva già dimostrato con la Honda che, nelle occasioni in cui si voleva prendere qualche rischio in più, era comunque tra i più veloci. Personalmente non mi ha stupito, anzi, ha confermato che la nostra moto è versatile per tutti i piloti. Sono orgoglioso di questo e dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto con tutti i ragazzi in Ducati, e del fatto che Marquez abbia scelto una Ducati”.

Cosa ti ha detto Marc durante i test?
“Una cosa che ci siamo detti è il fatto che nel 2016 non poteva venire in Ducati perché costava troppo, mentre adesso ha scelto una Ducati per tornare a vincere e questo è un aspetto positivo. Non ha parlato tanto, ma quello che si è visto, come la sua faccia, o il fatto che ha fatto una cinquantina di giri senza prendersi grossi rischi, credo che siano la migliore delle risposte. Da pilota Ducati e da collaudatore, che deve trasferire informazioni e le sensazioni ai tecnici, mi sono chiaramente preoccupato di chiedergli quali erano le cose che si potevano migliorare e, al momento, il foglio è rimasto molto bianco. C’è soddisfazione per questo, perché quando sono arrivato in Ducati eravamo noi che dovevamo copiare le Case giapponesi mentre adesso la situazione si è invertita”. 

Dovete esserne orgogliosi.
“Ci sono voluti 12 anni per arrivare a questa situazione, abbiamo vinto due Mondiali e non sette o otto di fila come gli altri , o sei di fila come ne ha vinti Marquez; quindi possiamo ancora dire tanto. La cosa che mi dispiace è che questi nuovi regolamenti non mi danno la possibilità di poter fare delle wild card nella prima parte di campionato e mi dà fastidio sia stato penalizzato chi ha lavorato bene in questi anni, anche perché le le wild card erano anche un premio per in Test Team che lavora dietro le quinte. Ce ne faremo una ragione, ma l’aspetto che deve saltare all’occhio è che abbiamo dei piloti di tutto rispetto sulle nostre otto moto ed è complicato pensare di fare meno dell’85% dei punti. Da una parte devo sperare che la Ducati vinca più gara possibili, ma dall’altra dico: ‘se poi vinciamo tanto...’”.

Pensi che la Desmosedici GP24 possa dare un vantaggio a Bagnaia nel confronto con Marquez?
“Abbiamo visto quest’anno che la Ducati ha vinto con piloti diversi, con moto diverse. Quindi, se pensate che Di Giannantonio è riuscito a vincere una gara con la moto dell’anno scorso senza aggiornamenti, e nelle ultime gare è sempre stato in lotta per il podio, potete capire che la differenza con la moto 2024 non sarà esagerata. Quello che farà la differenza saranno le sensazioni e il feeling che ha il pilota. Di Giannantonio si è costruito la moto addosso e poi ha fatto la differenza. Stessa cosa per Bagnaia. La cosa positiva, e di cui ci siamo preoccupati, è stato far sì che Pecco avesse le stesse sensazioni di base della moto 2023. Lui le ha ritenute addirittura migliori, o comunque molto simili, e questo era proprio l’obiettivo primario che ci eravamo prefissati nei test svolti a Jerez, perché abbiamo nei due anni passati in cui avevamo un po’ di timore, Pecco aveva avuto dei dubbi fino a Sepang. Poi Marquez, come Di Giannantonio, sarà sicuramente tra i protagonisti, ma speriamo che anche Enea possa avere una stagione normale, perché la MotoGP di adesso non ti regala nulla se non sei del tutto a posto”.

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