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MotoGP, Pirro: "Concessioni sono un accanimento contro Ducati, assurdo"

"Noi abbiamo passato anni per costruire un ottimo test team ed ora non potrò correre. Anzi, dovrei quasi sperare che Ducati non vinca troppo per poter correre. Marquez? Ha dimostrato la bontà della nostra moto, si è divertito oggi"

MotoGP: Pirro: "Concessioni sono un accanimento contro Ducati, assurdo"

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Le nuove regole sulle Concessioni sono state varate per arginare lo strapotere della Ducati e su questo c'è poco da discutere. Un dominio testimoniato in pista, in una stagione in cui la Casa di Borgo Panigale ha lasciato ai rivali le briciole e che non piace a chi invece vorrebbe i diversi Costruttori confrontarsi su livelli simili. Fino a qui, si può anche essere d'accordo sull'introduzione di regole pensate per riequilibrare la situazione. Ma c'è una aspetto nelle nuove regole che davvero è difficile da digerire e ci riferiamo allo stop completo di wild card almeno fino a metà stagione, quando poi si farà il punto della situazione di classifica. 

Ne abbiamo parlato con Michele Pirro a Valencia, che ovviamente è il pilota pià colpito di tutti da questa nuova regola, visto che, stando così le cose, non avrò possibilità di correre wild card nel 2024 in MotoGP, salvo poi magari essere chiamato a sostituire qualcuno dei piloti titolari in corso d'opera, scenario questo sempre poco auspicabile. 

"Penalizzare quelli che hanno lavorato meglio e che hanno creato in questi anni un pacchetto anche come test team che lavora bene…penso non sia il massimo - le parole di Pirro - Ma in questo momento, visto il punteggio ottenuto, sarò costretto a rinunciare almeno nella prima parte dell’anno alle wild card. Chiaro che avere più circuiti, gomme e motori d aprovare, può funzionare ma devi avere anche un metodo di lavoro e soprattutto non è scontato riuscirci. Ma è sicuramente è un bel vantaggio per i rivali".

Secondo te inciderà di più il limite di gomme nei test oppure la mancanza di wild card?
"Sul discorso gomme, devo dire che non lo vedo un problema. Io anche a Jerez nel mio ultimo test ero in esubero di gomme, dipende tutto da come lavori e se lo fai bene. Noi abbiamo sempre lavorato così ed abbiamo anche lavorato sempre tantissimo per ottimizzare le prestazioni in ottica gara. Da pilota un po’ mi scoccia, perché nei primi sei mesi non potrò fare wild card, però bisogna accettare queste cose. Non so che dire, solo posso dire che noi non abbiamo solo un pacchetto moto forte, ma anche tanti piloti forti tra squadra ufficiale e team satellite".

Non fare wild card vuole dire anche non arrivare magari più preparato ad una eventuale sostituzione forzata. 
"Ma infatti non capisco questo accanimento verso di noi e verso di me in particolare. Secondo è solo peggio, perché se ti capita di dover sostituire qualcuno sei più preparato, quindi non la vedo una mossa sensata. Lo vedo come un accanimento contro la Ducati che in questi ani ha creato un test team competitivo. Dal punto di vista tecnico, sanno tutti benissimo che non è che porti uno sviluppo tecnico maggiore. Chiaro che la wild card magari ti aiuta quando il giorno dopo ci sono dei test sulla stessa pista, come al Mugello ad esempio. Per me questo aspetto è davvero un accanimento per quello che abbiamo fatto noi, più che un’idea per limitare la Ducati. L’unico effetto per me è non avere un pilota allenato e pronto e credo che sia un problema visto quello che è successo anche a Aprilia, KTM. Gli infortuni capitano, così succede solo che chi arriva poi alle gare non è magari allenatissimo alla gara vera e propria. Io quest’anno non ho fatto solo wild card, ma anche sostituzioni. Esattamente come Savadori o Folger".

Cosa ci dici del primo approccio di Marquez?
"Noi abbiamo una schiera di piloti che hanno scelto di venire in Ducati che sono tutti forti. Tutti si aspettavano che Marc si potesse trovare bene subito e lui oggi ha fatto subito un 1’30’5, il che dimostra semplicemente la bontà del nostro progetto e della nostra moto e il suo equilibrio. Chiaro che le gare saranno diverse, tutti spingeranno più forte e lui oggi si è solo divertito e non si è preso dei rischi eccessivi. Ti fa capire che Ducati ha lavorato bene in questi anni ed è difficile accettare il fatto che sarà penalizzato chi ha lavorato bene. Alla fine le wild card oltre a tenere allenato il pilota, sono importanti anche per il test team che lo segue. Noi facciamo tanto da soli, fuori dal contesto gara e senza rivali in pista. Se tieni allenati anche i ragazzi, penso sia un valore aggiunto. Per me ha poco senso. Dovrei sperare che la Ducati non vinca tutte le gare per fare delle wild card, mi pare un controsenso".

Magari non vedremo una moto griffata Aruba in pista nel 2024. 
"Io ho corso con i colori Aruba, lo sponsor del progetto SBK. E penso che fosse una bella cosa. Forse gli altri Costruttori la vedono come un problema, non lo so. Assurdo che io debba quasi sperare nelle non vittorie Ducati per poter correre, mi pare assurdo davvero".

intervista di Paolo Scalera

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