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MotoGP, Dall'Igna: "Un onore avere Marquez, ma lo ascolterò come tutti gli altri"

"Marc sarà una presenza ingombrante, ma per Bagnaia non cambierà nulla: dovrà solo pensare a vincere ancora. Martin voleva il team ufficiale? Se lo meritava, ma Ducati rispetta i contratti"

MotoGP: Dall'Igna: "Un onore avere Marquez, ma lo ascolterò come tutti gli altri"

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Gigi Dall'Igna non si accontenta più di vincere, preferisce dominare. Ha vinto di nuovo il Mondiale con Bagnaia, facendo tris con Martin e Bezzecchi, il titolo costruttori per Ducati è ormai scontato e, come se non bastasse, l'arrivo di Marc Marquez non farà che rinforzare un armata già invincibile. “Devo dire un grazie ai nostri piloti perché hanno fatto tutti un lavoro incredibile e un grazie di cuore a tutte le persone che lavorano nel reparto corse - inizia il direttore generale che avevamo ascoltato già a Doha nella GPOnecar - Siamo partiti con una moto che funzionava molto bene a inizio stagione, ma siamo anche riusciti a migliorarla in alcuni aspetti dove i nostri rivali erano più bravi, come nella partenza”. 

Qual è stata la qualità di Bagnaia che più ti ha impressionato quest’anno?
Per lui è stato un difficile finale di stagione, da Barcellona in poi Martin è stato più veloce di lui in molte piste. Pecco ha saputo gestire bene la pressione ed è qualcosa di molto importante.

Marc Marquez oggi salirà per la prima volta sulla Ducati, puoi confermare che Ducati non lo voleva?
La posizione di Ducati era quella. Detto questo, io sono curioso di sentire i suoi commenti perché è uno dei piloti più importanti nella storia del motociclismo ed è comunque un onore che voglia correre con la nostra moto, facendo anche delle rinunce. È una cosa che mi inorgoglisce e mi fa molto piacere”.

Ha solo un anno di contratto, può essere un problema?
Nei team satellite i piloti molto spesso non hanno contratti molto lunghi, fa parte del gioco. Noi ci impegneremo per dare il massimo possibile a tutti i piloti che hanno la scritta Ducati sul serbatoio”.

Marquez potrà aiutarti a migliorare anche la Desmosedici?
Ascolto tutti i piloti assolutamente allo stesso modo, non ne ho mai seguito solo uno e ritengo che sia sbagliato farlo. La cosa importante è migliorare la moto e sono convinto che, se la moto ha un problema che il pilota ufficiale non mi dice, se lo risolvo anche lui può essere più veloce. In tutta la mia vita ho sempre ascoltato tutti i piloti e continuerò a farlo”.

Quanto sarà difficile gestire la sua presenza?
Sicuramente Marc è un pilota ingombrante, quindi dovremo essere noi bravi a gestire le relazioni fra i team, fra le persone che lavorano in Ducati. Credo che uno dei nostri punti di forza sia l’armonia che c’è all’interno delle nostre squadre”.

Ci sono già state le prime scintille fra lui e Bezzecchi domenica…
Si è trattato di un episodio di gara, sono cose che passano”.

Per Bagnaia cosa significherà l’arrivo di Marc?
Credo che non cambierà un granché, Pecco è un due volte campione del mondo e dovrà fare di tutto per riconfermarsi per la terza volta. Non sono in tanti i piloti che sono riusciti a vincere il titolo in MotoGP per due anni di fila, quindi anche Bagnaia è uno dei piloti più importanti nel motomondiale in questo momento”.

Credi che lo stile di guida di Marquez sarà redditizio sulla Ducati?
Con la nostra moto hanno vinto quasi tutti i piloti che ci sono saliti sopra, quindi immagino di sì e immagino che potremo dargli dei consigli per adattarla alle sue esigenze”.

Con quale moto partirà Marc Marquez?
Con la Desmosedici con cui ha concluso la stagione Zarco. Sulle moto di Pecco, Enea e Martin avevamo introdotto qualche ulteriore evoluzione che però ci aveva dato anche qualche problema, sia di affidabilità sia sia di prestazioni, quindi non riteniamo che quelle evoluzioni siano facile da usare per i team privati. Certe cose abbiamo preferito non metterle”.

Martin domenica ha detto che se non è riuscito ancora a convincere Ducati con i suoi risultati, allora non sarà mai nel team ufficiale.
Jorge ha fatto un campionato incredibile e si meritava di essere nel team ufficiale, ma purtroppo ci sono solo due posti e bisogna rispettate i contratti. A fine anno scadranno e a quel punto valuteremo quale saranno le migliori opzioni per noi. Credo che abbiamo fatto il nostro dovere con Martin, gli abbiamo dato la moto per giocarsi il campionato fino alla fine, senza fare scherzi o penalizzarlo. Lui e Pecco si sono giocati il Mondiale alla pari e ripartiranno nel 2024 alla pari.

Ieri è stato ufficializzato il nuovo sistema di concessioni, cosa ne pensi?
Sono d’accordo nell’aiutare i costruttori in difficoltà, sono convinto che sia giusto dare alle Case giapponesi dei vantaggi in questo momento perché se il campionato diventerà più bello sarà meglio per tutto. Non sono assolutamente d’accordo, però, nel dare delle concessioni ad Aprilia e KTM, costruttori che quest’anno hanno vinto delle gare o che sono stati costantemente in lotta per farlo. Per noi cambierà qualcosa, perché avremo meno gomme per i test, per portare avanti lo sviluppo, ed è la cosa che mi preoccupa di più. Nel medio termine, non a inizio stagione, è un fattore che potrebbe penalizzarci”.

In SBK si è arrivati a limitare la Ducati, pensa in futuro possa succedere anche in MotoGP?
“Non credo che questo sia l’obiettivo degli organizzatori e della FIM. In SBK si parte da moto di serie e ci possono essere differenze fra un costruttore e l’altro, in MotoGP tutti hanno le stesse regole e le stesse possibilità, bisogna impegnarsi al meglio. Se lo capisco poco, ma lo posso accettare, in SBK, onestamente sarebbe un qualcosa contro natura in MotoGP”.

Qual è il tuo giudizio sulle gomme Michelin? Sembrano ci siano stati alcuni problemi di qualità.
Non è facile fare delle gomme tutte uguali, come non è facile con i motori. Io ho lo stesso problema, anche se sulla carta dovrebbero esserlo, c’è sempre un propulsore che ha qualche cavallo in più, un altro che si rompe, un altro ancora che va un po’ di meno. Sono cose che fanno parte delle gare, un pilota deve accettarle. Chiaramente se capitano nel momento topico del campionato fanno più male, ma non si vince e non si perde un titolo per colpa di una gomma, ma per gli errori che sono stati commessi durante la stagione e per migliorare è su quelli che un pilota si deve concentrare”.

Dal prossimo anno si dice che ci sarà la squalifica per chi non rispetterà il limite minimo di pressione per le gomme. Cosa ne pensi?
È una regola e tutti dovranno rispettarla, quest’anno abbiamo imparato e penso potremo gestire le cose. A volte devi rischiare e avere problemi, ma non è ancora chiaro quale sarà la penalizzazione il prossimo anno”.

Cosa ti hanno chiesto i piloti per la moto 2024?
Quello che chiedono sempre: più velocità e che curvi di più (ride). Martin si lamentava del chattering? Diciamo che nell’ultima parte della stagione abbiamo avuto qualche episodio di vibrazioni di cui non soffrivamo da un po’, sarà sicuramente uno dei temi che andremo ad affrontare. Il problema è che non abbiamo molti test per sistemare tutte le novità che vorremmo introdurre. Avevamo fatto un errore a inizio 2021 con troppe evoluzioni e abbiamo imparato la lezione. Però penso che la differenza tra la GP24 e la GP23 sarà un po’ più grande di quella che c'era tra quest'ultima e la GP22, ma vedremo.

Nel 2024 saranno introdotti i biocarburanti in MotoGP, come influiranno?
Sicuramente ci daranno qualche problema in più, soprattutto di vapor lock, e le prestazioni diminuiranno un po’. Bisognerà fare attenzione, ma stiamo provando la nuova benzina già da un po’ e credo riusciremo ad adattarci”.

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