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MotoGP, Pecco Bagnaia: "Con il numero 1 un secondo posto è una sconfitta"

"Vincere gara e titolo nello stesso giorno è un sogno. Valentino? Mi ha detto solo di stare calmo. È stato più difficile battere Martin che Quartararo, ma ho ancora molto da imparare"

MotoGP: Pecco Bagnaia: "Con il numero 1 un secondo posto è una sconfitta"

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Quando gli chiedono come si senta, Bagnaia allarga le braccia e si abbandona a un sorriso. Un finale migliore non avrebbe potuto sognarlo: laurearsi campione all’ultimo Gran Premio vincendo anche la gara. La giornata perfetta nel momento perfetto, con Martin che perdeva la testa e Pecco che si gustava il trionfo. “È incredibile, prima di oggi non avevo mai raggiunto un tale livello di felicità - inizia a mettere in ordine pensieri ed emozioni - Sono così contento perché sono riuscito anche a vincere la gara nel giorno in cui sono diventato campione ed è sempre stato il mio sogno, ne avevo bisogno”.

Come hai vissuto questa gara?
Sono sincero, negli ultimi 5 giri ero spaventato, ero preoccupato per la gomma anteriore. Ora posso respirare, non è stato una giornata facile, ero sotto pressione.

Più o meno dell’anno scorso?
Nel 2022 era stato peggio, questa volta sono riuscito a gestirla meglio. Ieri avevo sbagliato la scelta della gomma, ma avendo usato la media ero preparato per oggi”.

Cosa ti ha detto Valentino prima della partenza?
Ieri ha passato tutto il tempo a chiedermi perché avessi scelto la gomma media e me lo sono chiesto anch’io (ride). Oggi solo di restare calmo, era Martin che doveva vincere e anche se lo avesse fatto a me sarebbe bastato arrivare 5°”.

Hai mai pensato che solo Rossi e Marquez avevano difeso il titolo in MotoGP prima di te oggi?
Tante volte ed è stato fantastico riuscirci. Portando il numero 1 sulla carena, arrivare 2° sarebbe stato un brutto risultato, dovevo vincere. Sono molto orgoglioso della scorsa stagione ma ancora più di questa perché sono riuscito a riconfermarmi nonostante tanti errori e sfortune. L’importante è essere capaci a trovare la soluzione in ogni difficoltà e ce l’abbiamo fatta anche quest’anno. A un certo punto questo titolo sembrava stesse andando via”.

Quando ha influito sulla tua stagione l’incidente di Barcellona?
È stata una grande battuta d’arresto. Da quel momento ho iniziato a faticare, non tanto a Misano, ma nelle gare successive. Non riuscivo a guidare per il dolore e poi non ero veloce come prima, da lì in poi ho sempre faticato nelle Sprint. Nelle ultime gare, però, sono riuscito a fare un passo in avanti e sono orgoglioso del mio team, che ha fatto un lavoro fantastico, e della mia famiglia, della mia fidanzata, mi hanno aiutato in ogni situazione”.

Cosa ti ha insegnato quell’episodio?
Era stata una brutta caduta e il fatto di essere investito l’ha resa ancora peggiore. Sono stato molto fortunato a riuscire a correre la settimana successiva, anche se non ero pronto, i due podi a Misano mi avevano aiutato a tornare a concentrarmi sul campionato. È stato un momento molto difficile, ma è stata anche una lezione importante per me”.

Hai mai dubitato di te stesso?
Non è mai successo, sapevo che sarei stato sempre fortissimo e questa consapevolezza mi ha aiutato molto. Sono migliorato nel gestire certe situazioni e voglio continuare a imparare dai miei errori. Pensavo di esserci già riuscito, ma poi all’inizio di quest’anno ho fatto gli stessi sbagli. È un processo e bisogna continuare a impegnarsi”.

È stato più difficile battere Quartararo o Martin?
Lo scorso anno Fabio era partito bene, ma quando io avevo iniziato a vincere la sua moto non gli aveva dato la possibilità di lottare contro di me. Quest’anno, dopo Barcellona, Jorge ha iniziato ad acquistare fiducia e a guadagnare punti, era difficile fermarlo. È stata più complicata contro Martin, anche per il fatto di condividere i dati, è utile ma mette stress. Tante volte, quando io o lui iniziavamo male un fine settimana, poi studiavamo la telemetria l’uno dell’altro e riuscivamo a migliorare”.

Tu hai fatto qualche errore di troppo nella stagione, ma anche Martin.
“In Indonesia Jorge era caduto quando aveva 3 secondi di vantaggio, lo stesso era capitato a me ad Austin: mi sentivo imbattibile e sono caduto senza capire il perché. A volte è meglio rimanere calmi e capire la situazione prima di spingere”.

Di Giannantonio ha perso il podio a causa della pressione delle gomme, ti preoccupava?
Molto, pensavo che quella dell’anteriore fosse troppo bassa, sentivo la gomma muoversi, per quello ho fatto passare le KTM. Forse era solo la temperatura, ma dietro di loro le cose sono migliorate. Però negli ultimi giri ho sudato freddo, anche perché non avevo visto la segnalazione che Martin fosse caduto, lo pensavo 4° e in caso di una mia caduta avrebbe vinto lui. Se avessi visto quella tabella sarebbe stato un po' più semplice (ride)".

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