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MotoGP, Marc Marquez: “Bezzecchi? Quando maturerà si pentirà di ciò che mi ha detto”

“Marco è venuto al mio camion, ma non voglio fare commenti a riguardo. Martin? È stato troppo ottimista nel sorpasso, però lo capisco. Non vedo l’ora di analizzare i dati suoi e di Pecco e vedere cosa fanno con la Ducati”

MotoGP: Marc Marquez: “Bezzecchi? Quando maturerà si pentirà di ciò che mi ha detto”

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È stato un finale amaro quello della storia tra Marc Marquez e il team Repsol Honda, che si è conclusa con una caduta al sesto giro del Gran Premio della Comunità Valenciana, provocata da un contatto con Jorge Martin. Una nota stonata in un’avventura che è fruttata sei Mondiali, 59 vittorie e 2.626 punti, al pilota catalano e al costruttore giapponese. 

Ho preso una brutta botta, specialmente alla testa, alla caviglia e anche al collo, visto che sono finito nella ghiaia, ma la cosa più importante è che non ho nulla di rotto ha detto Marc a fine gara, rincuorando sulle sue condizioni dopo la violenta caduta sofferta in gara. 

“Questa volta non si è trattato di un mio errore, ma non ho chiuso il mio rapporto con Honda in maniera positiva o nel modo in cui ci sarebbe piaciuto. Sinceramente, ho approcciato questo fine settimana come se mi stessi giocando il Mondiale, restando concentrato in ogni sessione. Ieri siamo saliti sul podio e non mi piace dire che avremmo potuto farlo anche oggi, ma il passo c’era, ero forte e stavo gestendo le gomme - ha continuato l’otto volte iridato - Jorge è stato un po’ troppo ottimista con quel sorpasso ma lo capisco e comprendo benissimo la sua mentalità. Ho visto la sua gara, credo si sia scaldato con Vinales e immagino mi abbia attaccato puntando a raggiungere il pilota in rosso là davanti. Come pilota lo capisco e mi ha già chiesto scusa. Questo comunque non cambia le belle emozioni provate durante questo weekend. Ieri abbiamo avuto un evento per dirci ‘arrivederci’ con tutto lo staff Honda e anche oggi è stato molto emozionante”.

Nonostante la sua gara sia durata appena lo spazio di sei tornate, quello con Martin non è stato l’unico contatto che ha avuto per protagonista Marquez, toccatosi con Marco Bezzecchi nel primo giro della contesa.

“Non voglio stare a perdere tempo con Bezzecchi, perché mi ha spinto fuori già diverse volte nel corso della stagione. È venuto al mio camion ma non ho intenzione di fare alcun commento a riguardo, perché potrebbe essere inappropriato. Penso che quando maturerà un po’ di più si pentirà di quello che mi ha detto - ha commentato l’iberico - L’azione è stata chiara: io ero all’interno, lui ha cercato di mantenere la linea per superarmi in Curva 4, ma quando sei all’esterno perdi se quello all’interno riesce a mantenere la giusta velocità, quindi siamo rimasti affiancati tra la 2 e la 3 e poi lui ha provato incrociare alla 4. Niente di più”.

Al di là del risultato del GP, quello a Valencia è stato un fine settimana carico di emozioni per il 30enne di Cervera, che ha porta ancora negli occhi, e nel cuore, l’ultimo podio conquistato con la sua squadra nella gara Sprint.

“Questo weekend è stato più difficile del previsto dal punto di vista emotivo. Ovviamente mi aspettavo tante emozioni, ma eri è stata una giornata molto difficile, soprattutto al pomeriggio, quando ho visto piangere persone come i grandi capi giapponesi e Alberto Puig. Non sono riuscito a controllare i miei sentimenti e anche adesso, se andassi avanti, mi emozionerei ancora. Cosa che non voglio fare perché ho già pianto tanto dentro al box. Sono felice e orgoglioso del mio gruppo - ha detto Marc - Sono delle emozioni troppo profonde per essere dimenticate nel giro di una notte. Martedì sarà molto strano e sentirò tante emozioni durante l’inverno, anche perché ho ancora dei dubbi sul fatto di aver preso la decisione giusta. L’anno prossimo cercheremo di tornare a essere competitivi e vedremo se riusciremo a tornare a lottare per il campionato oppure no. Andare in un team familiare sarà d’aiuto, ma sarà comunque difficile adattarsi, entrare nel box e non vedere Santi e i miei meccanici. Sarà diverso l’anno prossimo, ma so di entrare comunque in un altro bel gruppo”. 

Approdare nel team Gresini sarà un grande cambiamento dopo 11 anni trascorsi con la Honda in MotoGP.

Non ho mai affrontato una sfida come questa in passato, perché ho sempre lavorato con Honda. Sarà una sfida molto rischiosa, perché la soluzione più comoda per me sarebbe stata quella di restare lì e continuare a sviluppare il progetto, ma dovevo delle risposte a me stesso, che troverò il prossimo anno, e dovevo tornare a sorridere dentro al casco, se avessi voluto continuare ancora a lungo la mia carriera”, ha puntualizzato il maggiore dei fratelli Marquez, fiero di quello che ha donato alla Casa di Tokyo in questi lunghi anni: La cosa più importante che ho portato in Honda è stata lo spirito: lottare ogni volta fino alla fine. Anche giovedì ho detto loro che non ci stavamo giocando niente, ma che avrei comunque lottato fino all’ultimo giro della gara di domenica. Proprio come ho fatto oggi. Non si tratta solo dello spirito con cui lottare in pista, ma anche lo spirito fuori dalla pista perché ogni persona è importante; dal ragazzo che si occupa delle gomme al miglior ingegnere in Giappone. Ho sempre cercato di fare gruppo perché da solo non fai nulla. È un aspetto su cui Honda sta lavorando molto in questo momento. Stanno cambiando ingegneri e filosofia e forse avranno bisogno di tempo, ma magari anche no perché Honda è Honda e l’anno prossimo potrebbe anche avere un razzo. La verità è che torneranno al vertice con o senza di me, ma lo spirito di unità sarà sempre la cosa più importante che ho portato in Honda”.

Correre con la squadra di Nadia Padovani non darà al pilota di Cervera soltanto l’occasione di correre su una Ducati, ma anche quella di studiare i dati dei suoi rivali.

“Voglio fare le mie congratulazioni a Pecco perché ha fatto la cosa più difficile per un pilota, ovvero confermarsi. Martin gli ha messo molta pressione, ma anche oggi è stato bravo e intelligente. Non vedo l’ora di analizzare i dati di Bagnaia e vedere cosa sta facendo perché in questo momento lui e Martin sono i piloti più veloci in pista - ha osservato - È difficile riuscire a comprendere quali siano i loro punti deboli e sarà interessante da capire, perché sembra che tutti i piloti riescano ad andare forte con una Ducati, ma solo Pecco e Martin sono riusciti a essere constanti per tutto il campionato. In passato i piloti che venivano in Honda cercavano di copiare il mio stile, ma forse adesso è arrivato il momento di fare il contrario e capire cosa stanno facendo con quella moto, visto che l’hanno guidata per diversi anni”. 

Il fatto di aver cambiato squadra e costruttore non significa però che le strade di Marc e la Honda non possano tornare a incrociarsi in un prossimo futuro.

Non ho intenzione di chiudere nessuna porta per il futuro, né quella di Honda né di altri marchi, perché non l’ho mai fatto e sarebbe un errore - ha chiarito il 30enne - Come ho già detto in passato, il rapporto con la Honda è stato fantastico e la decisione di concluderlo è stata consensuale. Non volevo che la situazione raggiungesse un punto critico quando abbiamo cominciato a parlare della separazione, perché mi piacerebbe che le porte in Honda restassero aperte. Forse agli altri costruttori non piace sentirlo, ma sarà sempre la squadra della mia vita e della mia carriera, perché ho conquistato sei Mondiali e diverse vittorie con loro e questi sono numeri che non potrò raggiungere con nessun altro. Honda sarà sempre il team più speciale nel mio cuore, ma bisognerà vedere se le nostre strade potranno incrociarsi di nuovo in futuro. Non sarà una decisione soltanto mia”.

Cosa dovrebbe fare la Honda per tornare sul tavolo delle pretendenti?

“Se volete, iniziamo con le voci sul 2025 - ha risposto Marquez ridendo - Non posso rispondere a questa domanda, anche se volessi farlo. Quando ero in Honda, non ho mai chiuso alla possibilità di andarmene. Non era mia intenzione, ma non si sa mai. Speravo e spero di avere ancora molti anni di carriera, e non si può mai sapere cosa succederà. Essendo un corridore ambizioso però, ho sempre dato la priorità allo sport e all’essere nel posto migliore per raggiungere i miei obiettivi, che non sono altro che vincere le gare. Cerco la situazione migliore e il miglior compromesso per avere più opzioni. Poi, che raggiunga o meno l’obiettivo dipende da tanti fattori”. 

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