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MotoGP, Di Giannantonio: "Se ai test vedrete un bel ragazzo sulla moto, forse sarò io"

Fabio di Giannantonio è 2° a Valencia, poi la sanzione per la pressione, perde il podio ed è quarto. "Avevo un sogno e ce l'ho ancora, volevo lasciare qualcosa della mia carriera in MotoGP. Contro Pecco ho dato tutto, c'è un motivo se è due volte campione del mondo"

MotoGP: Di Giannantonio: "Se ai test vedrete un bel ragazzo sulla moto, forse sarò io"

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Dopo il successo in Qatar, ed il sesto posto nella sprint di Valencia, per Fabio di Giannantonio era giunto il momento di godersi l'ultimo ballo coi colori Gresini, e forse l'ultimo anche in MotoGP, non essendo ad oggi ancora giunta alcuna conferma sul futuro del pilota romano.

Lo ha fatto spingendo al massimo, e nonostante una qualifica difficile che lo vedeva partire dalla undicesima casella, Fabio ha risalito la classifica finendo a lottare proprio con quel pilota in rosso che di li a breve sarebbe stato incoronato nuovamente campione del mondo per il secondo anno consecutivo. Una duello che in Qatar aveva vinto, ma che qui non gli è riuscito.

Come dirà poi successivamente, Pecco stesso gli ha fatto notare che nel loro piccolo derby ora sono alla pari, e per un pilota ancora in cerca di sella è comunque una bella soddisfazione. Una bella gara quindi, inficiata però poco dopo la premiazione dall'arrivo del secondo warning per la pressione delle gomme, uno smacco finale che col nuovo regolamento sanziona il pilota con ben tre secondi. Una enormità nella MotoGP attuale, che trascina il pilota romano appena fuori dal podio facendo la felicità di Binder e della KTM.

"A metà gara ero molto in difficoltà e ho cominciato a pensare che la gara sarebbe stata diversa da quello che mi aspettavo - commenta a caldo Fabio - ma poi sono riuscito ad aumentare il passo e ho cominciato a credere nella vittoria mentre raggiungevo il gruppo di testa con Zarco e Pecco. All'ultimo giro ho provato di tutto per strappare la vittoria a Pecco, ma c'è un motivo per cui è due volte campione del mondo, è molto bravo a difendere le linee, è stato migliore di me oggi. Avrei voluto molto vincere perchè questa è stata l'ultima gara col team Gresini, ma come ha sottolineato Pecco dopo la gara, ora siamo pari dopo il Qatar, sarebbe bello portare avanti questo tipo di battaglie con lui in futuro".

In quest'ultimo finale di campionato salire sul podio non è più stato un obiettivo lontano come in passato.
"Sentivo di aver un buon passo e all'inizio avevo fretta di passare il gruppo per portarmi in testa alla gara, poi ho perso tempo dietro ad Aleix e con Alex mi si è chiuso l'anteriore ed ho rischiato di perdere tutto, mi sono quasi cagato addosso! - ammette scherzando - Mi sarebbe anche piaciuto essere il primo pilota dopo Marc Marquez a vincere due gare consecutive. Torno a casa col sorriso ma con l'umore a metà, mi è piaciuto sentire da Bagnaia al parco chiuso che "ora siamo pari".

Raccontaci quell'ultimo giro in cui eravate veramente al limite.
"A essere precisi in realtà Pecco mi ha battuto anche ieri - sottolinea il pilota romano - non era facile superarlo, in curva 4 e 11 ne avevo di più ma è l'unico pilota che all'uscita dalla 3 accelerava, per cui quando gli ero dietro non mi ha dato alcuna possibilità. Forse all'ultima curva avrei puntato spuntarla, ma al quarto giro avevo già rischiato con Alex, mi sono convinto a non rischiare e ad accontentarmi di chiudere sul podio."

In questa stagione è stata una montagna russa di emozioni per te, ed ora lotti per dei podi. Cosa ti ha aiutato a ritrovare la fiducia per lottare a questi livelli?
"Non è stata una stagione facile, il team Gresini è sempre stato il mio porto sicuro, sono stati con me da sempre, e quando sono venuti a parlarmi per dirmi che le nostre strade si sarebbero divise sono rimasto sorpreso e la cosa mi ha colpito molto. E' un grandissimo team, ma tutti mi hanno aiutato, dal mio trainer alla mia famiglia, al mio amico e assistente. Col mio coach a casa abbiamo lavorato per concentrarci solo sulla mia performance in gara ed essere la miglior versione di me stesso. Ho cominciato anche a pensare che sarebbero potute essere le mie ultime gare in MotoGP e volevo lasciare qualcosa della mia carriera in questa categoria".

Al Sachsenring avevi la testa bassa ed il futuro era nebuloso, ora chiudi il fine settimana e la stagione sul podio e col sorriso. Se potessi dire qualcosa al te stesso di allora?
"Sono super orgoglioso del mio viaggio di quest'anno col team Gresini. Potrà sembrare strano ma da quel giorno non è poi cambiato molto, avevo un sogno e ce l'ho ancora. Ho lavorato duro e ci sono stati alti e bassi, e non è stato facile quando senti di avere il mondo contro, ma attorno a me ho avuto un gruppo incredibile di persone a sostenermi".

Nell'attesa di conoscere se nel prossimo futuro sarai ancora in MotoGP, nei giorni scorsi hai scherzato dicendo che hai portato tuta e casco per i test di martedì.
"Non conosco ancora il mio futuro, ma se martedì vedrete un bel ragazzo su una nuova moto, quel ragazzo potrei essere io", chiude infine scherzando il Diggia.

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