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MotoGP, Michelin: "Le prime analisi escludono problemi alla gomma di Martin"

Il responsabile Piero Taramasso: "consumo e pressioni sono state alti, ma Jorge doveva spingere per recuperare. Al momento non abbiamo una risposta chiara, per i test chimici servirà almeno un mese"

MotoGP: Michelin: "Le prime analisi escludono problemi alla gomma di Martin"

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Ieri sera Michelin ha condiviso con Ducati e il team Pramac i primi risultati sulle analisi della gomma posteriore usata da Martin in Qatar. Lo spagnolo, a fine gara, avevo puntato il dito contro lo pneumatico dopo avere tagliato il traguardo al 10° posto. A fare il punto sulla situazione oggi è stato Piero Taramasso, responsabile di Michelin: “dopo la gara del Qatar, Martin aveva rilasciato delle dichiarazioni abbastanza dure nei confronti di Michelin, ma capiamo la sua situazione, lotta per il campionato e aveva molta adrenalina in circolo. Da parte nostra, abbiamo affrontato molto seriamente questo tema” ha assicurato.

Una risposta certa al 100% per cento su cosa sia accaduto non c’è ancora, ma si possono già escludere alcune problematiche.

Per prima cosa ci siamo confrontati con la Francia per verificare che tutti i parametri durante la costruzione della gomma fossero corretti e possiamo affermare che non ci sono stati problemi in questo senso - ha sottolineato Taramasso - Poi abbiamo analizzato tutti i dati che ci hanno dato Ducati e il team Pramac, che ringraziamo per la disponibilità. Non abbiamo avuto in 3 giorni il tempo per analizzarli tutti, ma ieri sera abbiamo già potuto condividere i primi risultati con Ducati e la squadra e la conclusione è che le prestazioni di Jorge in Qatar non sono state in linea con quanto tutti si aspettavano. Abbiamo visto diverse cose, ma in questo momento non abbiamo una risposta chiara, solo diverse ipotesi. Ora faremo altre analisi, anche chimiche sullo pneumatico, più approfondite, ma per quelle servirà circa almeno un mese per avere i risultati. Sappiamo che il range di utilizzo della gomma dura è molto stretto e il modo in cui la si usa può provocare differenze nelle prestazioni”.

Martin ha avuto un grande patinamento del posteriore al via. Può avere influito sulle prestazioni della gomma?

Non abbiamo analizzato la partenza, abbiamo però visto che il giro di allineamento era stato fatto nel modo giusto, le gomme avevano temperatura e pressione giuste. Non abbiamo i dati sul launch control, sulle mappature usate in partenza. Logicamente, quando si perdono delle posizioni al via la strategia cambia, bisogna spingere per recuperare” la risposta del responsabile di Michelin.

Un altro dubbio poteva riguardare la corretta conservazione della gomme, che vengono spedite in circuito con mesi di anticipo.

Lo stoccaggio è una parte importate e controlliamo temperatura e umidità in ogni momento: a partire dalla produzione, poi nei magazzini, nel trasporto e infine in circuito. Abbiamo dei container speciali in modo che le proprietà chimiche delle gomme non cambino” ha spiegato Taramasso.

Cosa può essere successo, allora?

I dati non dicono che quella gomma fosse fallata e nei primi 5 o 6 giri Jorge è stato veloce, poi ha avuto un calo importante. Questi sono i fatti, come il fatto che a fine gara il consumo dello pneumatico posteriore di Martin fosse importante, ma era dietro, ha spinto, bisogna correlare i vari aspetti. Le sue pressioni delle gomme, sia all’anteriore che al posteriore, sono state le più alte di tutti e può essere dovuto al suo stile di guida dovendo recuperare posizioni”.

Sicuramente Michelin a Losail ha dovuto affrontare una sfida non scontata.

Sicuramente non avere fatto test, il nuovo asfalto e la sabbia non ci hanno aiutato - ha ammesso Taramasso - Sapevamo che avremo trovato condizioni difficili e infatti abbiamo portato una mescola molto resistente. Ci sono anche dei dati contraddittori, per esempio dalle simulazioni ci aspettavamo pochissimo grip, invece ne abbiamo trovato molto. Oppure, molti piloti si sono lamentati di un grande patinamento delle gomme, ma nei dati non ce n’era traccia, ci sono molto zone scure da chiarire, 3 giorni non sono abbastanza per farlo”.

Bisognerà quindi aspettare: “potremmo dire di più quando avremmo terminato tutte le nostre analisi” ha assicurato.

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