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MotoGP, Masini: "La Ducati toglierà a Marquez ogni dubbio sulla sua velocità"

PARLA IL TEAM MANAGER GRESINI - "Con lui avremo la possibilità di giocarci il titolo, dovrà solo divertirsi, ma la squadra non dovrà cambiare. A Di Giannantonio abbiamo dato tutte le possibilità, dipiace ci abbia criticato"

MotoGP: Masini: "La Ducati toglierà a Marquez ogni dubbio sulla sua velocità"

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Il team Gresini è riuscito in quello che solo Honda aveva fatto prima: riunire sotto lo stesso tetto i fratelli Marquez. Per la squadra fondata da Fausto e portata avanti da Nadia Padovani il 2024 sarà un anno speciale. Quello dell’arrivo di Marc Marquez al fianco del fratello Alex. Il team manager Michele Masini non vede l’ora di iniziare la nuova stagione, ma prima bisogna correre l’ultimo GP. Come è andato quest’anno? “Posso dire che siamo contenti, ma non completamente soddisfatti perché le nostre aspettative erano altre” dice Masini, dimostrando di non essere tipo di accontentarsi facilmente.

Iniziamo da Alex Marquez.
Avevamo avuto un inizio di stagione molto positivo, si era trovato subito bene con la nostra squadra ma si era dovuto adattare alla Ducati. La sfortuna è stata dalla nostra parte, abbiamo fatto troppi zeri che hanno rovinato un po’ la sua fiducia. Devo anche dire che ha fatto sempre vedere la sua velocità e dal GP di Silverstone a quello del Qatar ha totalizzato 102 punti saltando 3 GP per un infortunio, dalla Thailandia in poi siamo stati sempre in zona podio. Significa che il pilota è sempre sul pezzo ed è importantissimo finire la stagione così per partire nella prossima con obiettivi più alti

Cosa dici invece di Di Giannantonio?
Nella prima parte di stagione non abbiamo raggiunto i risultati che ci eravamo prefissati dopo dei test invernali positivi. La seconda parte di stagione è stata invece abbastanza consistente, c’è stata una crescita, e il finale ha portato grossi risultato coronati dalla bellissima vittoria di domenica scorsa in Qatar”.

Come giudichi la crescita della squadra che lo scorso anno ha dovuto ripartita quasi da zero dopo la scomparsa di Fausto e l’arrivo in Ducati?
Nel 2021, l’ultimo anno in cui siamo stati insieme ad Aprilia, avevamo già iniziato a costruire la squadra e ci eravamo accaparrate delle persone validissime, molte delle quali erano stare individuate in collaborazione con Ducati. I risultati dell’anno scorso avevano dimostrato che il team era già competitivo e professionale, arrivare a fare dei bei risultati anche con Diggia penso sia la conferma che la squadra sia di alto livello, abbiamo fatto delle ottime scelte”.

Perché avete rinnovato con Ducati in un momento in cui Case come KTM e Yamaha cercano un team satellite?
Il primo motivo è legato alle prestazioni, rimanere con la moto migliore sullo schieramento è il nostro obiettivo principale, la ragione per cui Nadia aveva scelto Ducati già nel 2021. Poteva essere la scelta non più semplice, anche dal punto di vista economico, ma dava delle sicurezze in un momento in cui ripartivamo quasi da zero, era una base”.

Come speri continui la collaborazione fra il team Gresini e Ducati?
Abbiamo sempre detto che il nostro obiettivo sarebbe quello di diventare il team di riferimento per una Casa, come lo siamo stati per 13 anni con Honda, ci piacerebbe tornarlo a essere con Ducati. Siamo pienamente consapevoli che Pramac ha una lunga storia con loro, ma noi non siamo gli ultimi arrivati, facciamo le corse da vent’anni, e a suon di risultati mi auguro e spero riusciremo a farcela”.

Intanto nel prossimo anno avrete un dream team con 10 titoli mondiali nel box: gli 8 di Marc Marquez e i 2 di Alex. Nessun altra squadra ce li ha, che effetto ti fa?
Faccio ancora fatica a crederci, ma è uno stimolo enorme. Mi piacerebbe vincere il titolo riservato alle squadre come ha fatto Pramac quest’anno perché significherebbe essere arrivati molto in alto anche nel campionato piloti. Quello che riusciremo a fare è tutto ancora da scrivere, ma avremo le potenzialità per giocarci il titolo”.

Come cambierà l’approccio alla stagione con Marc Marquez nel box?
Me lo sono chiesto tante volte, ma penso che il segreto sarà non cambiare il nostro atteggiamento e il nostro modo di lavorare perché il rischio è quello di perdere l’armonia che c’è ora, quella che ci ha portato a fare buoni risultati. Credo che Marc abbia bisogno di trovarsi in una situazione in cui possa provare il piacere di correre, rilassarsi e divertirsi, un pilota che si diverte è un pilota veloce. Conosciamo il suo potenziale e quello di Alex, punteremo a non stravolgere il nostro ambiente e di conseguenza arriveranno i risultati”.

Marc Marquez ha detto che ha scommesso venendo in un squadra privata con una moto satellite e che voi avete scommesso su di lui arrivando da un momento difficile. È stata veramente una scommessa?
Non possiamo negare che si trovi in una situazione un po’ difficile e non sulla moto più facile, questo lo penalizza. Però se confronto le sue prestazioni con quelle dei suoi compagni di marca, si nota che la differenza è notevole: quando riesci a essere mezzo secondo più veloce a parità di moto significa che il pilota c’è. Tutte le risposte ce le darà la pista il prossimo anno”.

Sei pronto all’attenzione, alla pressione mediatica che sarà sul team?
Non vedo l’ora perché penso che sia una cosa che meritiamo tutti, ci ripagherà del nostro lavoro, degli sforzi che abbiamo fatto in questi due anni, per noi è una possibilità unica. Detto questo, la nostra sfida più importante sarà fare andare ancora più forte Alex, la presenza di Marc sarà un grande stimolo per lui e ci dovrà aiutare ad alzare il livello della squadra in generale”.

Qual è stata la prima impressione che hai avuto parlando con Marc Marquez?
Mi fa ancora strano parlare con lui, è un ragazzo molto semplice e, come Alex, vive per le corse, non tralascia nessun dettaglio. Parlerei delle ore con Marc, l’ho visto molto motivato, ma allo stesso tempo mi sono accorto che soffre per la situazione in cui si trova. Chiaramente si chiede se sia colpa della moto o sua, ma penso che questo dubbio se lo potrà togliere già martedì nel test”.

La storia con Di Giannantonio sarebbe potuta finire in un altro modo? Si è lamentato che questa situazione non è state gestita nel migliore dei modi da parte vostra.
Se una situazione gestita male porta ad avere Alex e Marc Marquez, penso che la risposta arrivi in automatico. Dispiace che queste parole arrivino da lui, un ragazzo in cui prima Fausto e poi Nadia hanno creduto tantissimo, ha avuto da noi tutte le possibilità, lo dimostra il fatto che con noi ha vinto la sua prima gara in MotoGP, in Moto2 e in Moto3. In questo mondo ci sono sempre meno contratti a lungo termine e Fausto gli aveva offerto un accordo di 3 anni quando Fabio era arrivato nel Mondiale dal CIV. Difficile parlare con i se e con i ma, penso che gli abbiamo dato tutte le possibilità e lo abbiamo portato in MotoGP quando non era ancora totalmente pronto, che è stato il motivo delle difficoltà dello scorso anno”.

Di Giannantonio ha più volte dichiarato che il primo anno in MotoGP è stato quasi inutile per lui.
Penso che magari lui non fosse subito pronto e non metto in dubbio la squadra, che ha fatto buoni risultati quest’anno. Questo è un mondo fatto di persone che hanno passione, con Diggia c’è un rapporto di affetto e si fa sempre fatica a scindere il rapporto personale da quello professionale. Qui stiamo parlando di lavoro, la prossima stagione avremo la possibilità di fare risultati importantissimi e credo stiamo gestendo tutto nel migliore dei modi”.

Sei pronto per pensare in grande?
Prontissimo perché alle spalle ho la grande esperienza della Gresini Racing e in questi anni si è aggiunto l’apporto di Nadia che ci ha fatto aprire gli occhi su determinate cose, ci ha dato una visione a 360 gradi”

Siamo nel futuro, a Valencia alla fine del 2024, saresti felice se…
Se ognuno avesse raggiunto il proprio sogno”.

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