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MotoGP, Martin: “in Ducati devono rilassarsi e capire la situazione, devo lottare"

“Ho seguito Bagnaia per capire le sue linee e i suoi punti deboli, non l'ho ostacolato. Dovevo stargli vicino e fargli sapere che sono pronto a lottare, ma non ho cercato di disturbarlo. La strategia per la Sprint? Vincere o stare davanti a lui”

MotoGP: Martin: “in Ducati devono rilassarsi e capire la situazione, devo lottare"

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Non poteva cominciare meglio di così l’ultimo fine settimana della stagione per Jorge Martin, che ha chiuso il venerdì di Valencia in seconda posizione, mentre il leader della classifica iridata, Francesco Bagnaia, ha mancato l’accesso diretto alla Q2, restando escluso dai primi 10. Un inizio incoraggiante per l’alfiere del team Pramac, chiamato a colmare un gap di 21 punti con il piemontese, per coronare il sogno di laurearsi Campione della MotoGP. 

Sono contento perché è andato tutto bene. Ero molto veloce e questa è la cosa più importante. Mi sono sentito molto competitivo in termini di passo con le gomme usate. Sono stato l’unico insieme a Zarco ad usarle e sono contento di aver mantenuto un buon livello - ha detto Martinator a fine giornata, tracciando il bilancio delle FP2Sapevo che le prove erano finite con la bandiera gialla per la caduta in curva 3 e che ero tra i primi 10, ma non sapevo di Pecco perché non conoscevo il suo tempo. Quando sono rientrato ai box ho detto ai miei meccanici di stare calmi perché questa non è una vittoria: è stata la giornata ideale, ma ne mancano ancora altre due. È buono, ma non abbastanza”.

Il pomeriggio perfetto per Jorge, che è riuscito a trarre il massimo dalla sua tattica.

Abbiamo adottato una strategia difficile optando per un time attack anticipato a metà sessione, per provare a stare nelle posizioni di vertice con la media all’anteriore, che è una mescola che non mi piace. Poi abbiamo azzardato seguendo Pecco. Ho pensato che se fosse entrato in Q2 ci sarei andato con lui, altrimenti sarei forse passato per la Q1. Sapevo di dovermi prendere quel rischio e alla fine sono riuscito a fare un buon giro”, ha raccontato.

Non sono mancati dei momenti di tensione sul finire del turno del pomeriggio, quando il madrileno ha iniziato a seguire come un’ombra il suo diretto avversario.

L’ho seguito per provare a capire le sue linee, i suoi punti deboli e i suoi punti di forza. Ovviamente ero vicino, credo fosse l’unico modo per mettergli un po’ di pressione, ma si è trattato più che altro di stare con lui per provare a giocare allo stesso gioco, ovvero per essere entrambi in Q2 o in Q1. Alla fine sono riuscito a fare quel giro veloce alle sue spalle. Mi sono sentito molto bene, mentre lui non era di certo contento della situazione - ha spiegato Martin - Ho notato che ci sono due curve in cui è più forte di me e dove dobbiamo migliorare domani. Per il resto, abbiamo seguito delle linee molto diverse e credo che il mio pneumatico anteriore si sia anche surriscaldato per quanto ero vicino, perché era preparato perché girassi da solo”.

La marcatura stretta su Pecco ha fruttata informazioni utili al 25enne, ma non è piaciuta granché ai vertici del team ufficiale Ducati. In particolar modo a Davide Tardozzi, che si è parato davanti al pilota iberico al suo arrivo in pitlane.

Ho visto che erano un po’ turbati dalla situazione, ma è chiaro che fosse l’unica cosa che potevamo fare. Non l’ho spinto fuori dalla pista o qualcosa del genere, l’ho soltanto seguito. Diversi piloti l’hanno fatto con me e Pecco nel corso della stagione e non hanno detto nulla, quindi credo debbano soltanto rilassarsi un pochino e capire la situazione” ha commentato Jorge, che ci ha tenuto a precisare di non aver tentato in alcun modo di ostacolare il campione in carica: Dovevo stargli vicino e fargli sapere che siamo lì per lottare, ma non sarebbe stato corretto rovinargli il giro. Per questo sono rimasto alle sue spalle a osservare le sue traiettorie. Non è certamente bello da vedere né qualcosa che sono abituato a fare, ma è ciò di cui avevo bisogno. Non sarei passato al livello successivo, disturbandolo”.

Sotto contratto diretto con la Ducati, Martin spera che la Casa di Borgo Panigale comprenda la situazione e sia pronta a gioire per lui anche nel caso in cui riesca a strappare il titolo a Pecco.

“Sono parte della Ducati e se dovessi vincere, come è stato per gli altri miei risultati, lo farei per la mia squadra, ma anche per la stessa Ducati, quindi spero saranno felici che sia riuscito a vincere anch’io ha osservato Jorge, che ha ben in mente la strategia da adottare nella Sprint Race di domani:Penso che le opzioni saranno vincere o stare davanti a Pecco. Se dovessi essere dietro di lui spingerò al massimo per arrivargli davanti”.

Le tante cadute viste in questo venerdì non preoccupano Martinator, che è pronto a fare il massimo per trionfare davanti al suo pubblico.

“Abbiamo visto tante cadute anche in Moto3. La pista ha tanta aderenza ed è molto rapida ed è complicato, perché penso che ci sentiamo tutti al limite con l’anteriore. Ci sono alcuni punti dove c’è tanto grip e altri in cui fatichiamo un po’ a centro curva, ma non so perché - ha concluso il ducatista - Dovremo cercare di capire perché perdo spesso il posteriore in percorrenza, dato che è una cosa che di solito non succede. Abbiamo compiuto un grosso tra la mattina e il pomeriggio e conto sul fatto che lo faremo anche tra oggi e domani”.

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