Tu sei qui

MotoGP, Martin: “21 punti erano tanti in passato, ma ho ancora una possibilità”

“Sarà difficile conquistare il titolo dopo l’ultima gara, ma adesso non ho niente da perdere. Proverò a vincere entrambe le gare, anche se potrebbe non bastare. Sono orgoglioso del team Pramac, abbiamo tutto per lottare per lottare”

MotoGP: Martin: “21 punti erano tanti in passato, ma ho ancora una possibilità”

Share


Il GP del Qatar ha complicato non poco la “remuntada” di Jorge Martin, ma l’alfiere del team Pramac non si dà per vinto. Con 21 punti da recuperare a Francesco Bagnaia, e 37 ancora in palio, resta ancora una possibilità al madrileno per laurearsi Campione del Mondo di MotoGP nella domenica a Valencia.

“Sarà sicuramente più difficile dopo l’ultima gara. Stavamo recuperando dei buoni punti a Pecco mentre adesso siamo più lontani, però sono rilassato perché ormai so che sarà molto difficile riuscire a vincere il titolo - ha confessato Martin - Sono comunque contento di quello che ho fatto in questa stagione. Adesso non ho niente da perdere, quindi cercherò quindi di godermi il weekend e provare a vincere entrambe le gare. Posso riuscirci, anche perché è una pista che mi piace e dove sono molto veloce”.

Correre davanti al pubblico di casa potrebbe dare una marcia in più al pilota spagnolo, il cui obiettivo è proprio quello di siglare una doppietta su un circuito dove ha conquistato due vittorie e altri quattro podi, nelle nove gare disputate in carriera. 

Non ho mai vinto in MotoGP nel mio Paese e non vedo l’ora di riuscirci questo fine settimana, sperando che il pubblico riesca dare una spinta in più alla mia moto - ha commentato Jorge - Questa pista non mi piaceva quando ero in Moto3, ma ho cominciato ad amarla non appena ho vinto la mia prima gara qui nel 2017. Adesso è un tracciato dove mi diverto tanto, sono sempre veloce e ho un buon passo. Ho conquistato le ultime due pole position, quindi sono molto fiducioso e proverò a vincere entrambe le gare, anche se potrebbe non esse sufficiente per il titolo”. 

Il decimo posto di Lusail è stato una bella batosta per la ambizioni iridate del 25enne, che non ha però avuto grosse difficoltà a voltare pagina dopo la gara.

“È stato abbastanza semplice dimenticare quello che è successo, perché ho capito che non è stata colpa mia. Sono stato più io a consolare la mia squadra che il contrario, ma è andata così e non voglio più pensarci. Voglio concentrarmi su questo weekend - ha sottolineato l’alfiere del team Pramac - Forse 21 punti di ritardo erano tanti in passato, ma adesso non lo sono: abbiamo ancora delle possibilità. Qualsiasi cosa accada andrà bene. Se chiuderò secondo sarà un buon risultato e se dovessi vincere sarà fantastico”.

I problemi dalle gomme Michelin non sono stati una novità in questo campionato, di cui il Qatar è stato solo uno dei casi più eclatanti.

“Forse sono stato particolarmente fortunato perché non mi era mai successo prima di Lusail ma è capitato proprio nella giornata peggiore di tutte. A volte durante le prove senti di avere una gomma che è di due o tre decimi migliore di un’altra, ma non certo di un secondo come è successo in Qatar - ha osservato Martin - È stata sicuramente una gara difficile. Ho faticato molto sin dal primo giro. Non ho ancora avuto nessuna risposta dalla Michelin, serve tempo per analizzare queste cose. Forse ho parlato un po’ troppo dopo la gara, perché sono molto impulsivo, ma non sappiamo cosa sia successo esattamente. Lo sapremo magari tra uno o due mesi”.

Al Ricardo Tormo calerà il sipario sulla prima stagione contraddistinta dall’introduzione della gara Sprint al sabato. Un format particolarmente apprezzato dal 25enne, sebbene abbia contribuito non poco ad aumentare il numero degli infortuni di quest’anno. Tanto da far sì che non si sia disputata nemmeno una gara con tutto lo schieramento al completo.

Per me è fantastico, potremmo anche avere due gare Sprint al sabato. È sicuramente impegnativo dal punto di vista fisico, perché penso sia una gara più fisica rispetto a quella della domenica, però è per questo che ci alleniamo. È un grosso lavoro per il team e per noi, ma sono fiducioso e per me va bene così - ha detto Jorge - Ci sono tante gare, ma il fatto è che per correre al sabato devi spingere dal venerdì e a volte nessuno è pronto per farlo, per questo ci sono così tante cadute. In più, più gare significano più partenze e più rischi, quindi l’unico modo per diminuire gli incidenti sarebbe quello dii ridurle, ma staremo a vedere”.

Comunque andrà a finire la lotta per il titolo, il pilota iberico potrà consolarsi con il fatto di aver scritto una pagina della storia della MotoGP, aiutando il team Pramac a conquistare il titolo a squadre.

“Sono molto orgoglioso di questo team. Quando sono arrivato qui non eravamo nemmeno nei primi tre nel campionato a squadre, mentre quest’anno l’abbiamo vinto! Penso sia un traguardo importante per un team satellite, riuscire a battere tutte le squadre ufficiali. Sono davvero orgoglioso di loro. Sono felice di essere qui e penso che non ci manchi nulla per lottare per i titoli anche il prossimo anno ha sottolineato Jorge, che sfoggerà un casco molto particolare in quest’ultimo Round del 2023: “Ci sono i nomi delle persone che mi hanno aiutato a raggiungere tutti i traguardi di quest’anno: la mia squadra, la mia famiglia e gli amici più cari. È molto semplice, ma penso sarà molto potente e proverò a portarlo alla vittoria questo fine settimana”.

Articoli che potrebbero interessarti