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MotoGP, Elias: "Rossi mi ha perdonato per il 2006. Il mio preferito ora è Marquez"

Toni fu decisivo in quella stagione: "Vale era il mio preferito, ero preoccupato che fosse incazzato, ma poi mi disse di non avere alcun problema con me. E' stato bello, dopo, parlare con Nicky Hayden e con la sua famiglia. Marquez? E' un animale! Merita di battere il record di Rossi"

MotoGP: Elias:

Toni Elias è nel paddock di Valencia e la sua non è solo una visita di cortesia. Lo spagnolo sta cercando di ricavarsi un ruolo in un mondo che ha vissuto per tanti anni da pilota e che presto lo accoglierà probabilmente nel ruolo di coach. Ma ci penserà lo stesso Toni a parlarne quando sarà il momento giusto per farlo. Oggi, ospite del team Gresini a cui ha regalato il mondiale della Moto2 nel 2010, invece era il momento di rivivere certi ricordi con il simpaticissimo spagnolo, che nella sua carriera ha vinto tante gare, segnando suo malgrado una stagione che in tanti ricordano con una di queste vittorie. 

I ricordi volano al 2006, stagione in cui arrivati alla penultima gara dell'anno sono in piena lotta Valentino Rossi e Hayden. L'indimenticabile Nicky aveva fatto il suo dovere, approfittando al meglio di una stagione un pelo sfortunata di Valentino che gli aveva spalancato le porte verso il suo primo titolo in MotoGP. Ad Estoril si corse la penultima tappa di quella stagione e Dani Pedrosa fece la più assurda delle manovre stendendo il compagno di squadra in un tentativo di sorpasso assolutamente evitabile. Il risultato di quel contatto, fu catapultare Rossi verso una vittoria che gli avrebbe fatto mettere le mani sul sesto titolo consecutivo in MotoGP. Peccato che sulla sua strada Valentino trovò un Toni Elias in stato di grazia, in grado di vincere quella gara portando via a Rossi i 5 punti che si rivelarono poi decisivi a Valencia, nell'ultimo round del 2006. 

La scorsa settimana, a Losail, è stato Fabio Di Giannantonio ha strappare 5 punti a Bagnaia. E la similitudine non si ferma qui, perché Toni come Fabio oggi con quella vittoria si guadagnò l'ingaggio per l'anno successivo.

"Ho un grande ricordo di questa squadra, di Gresini - ci ha raccontato Toni - Quella vittoria ad Estoril nel 2006 in MotoGP è stata la migliore gara della mia carriera sportiva, della mia vita. Una giornata in cui tutto quello che volevo fare, mi riusciva durante la gara. Alla fine mi sono detto che quella gara mi sarebbe servita per avere un contratto per la stagione successiva, non mi fregava niente di niente, volevo solo vincere. Mi ha ricordato molto quello che ha fatto Diggia in Qatar, ne ho parlato con Fabio prima. Mi ha confermato che per lui è stata come lo fu per me. Sai, quando fatichi per tanto tempo e poi arriva un podio o una vittoria, hai una soddisfazione anche maggiore rispetto a quelli che a podi e vittorie sono abituati".

Una vittoria per te che fu decisiva per il titolo. Lo hai tolto a Valentino, ma lo hai anche dato a Nicky Hayden. Ne hai mai parlato con loro?
"Ho avuto diverse occasioni di parlare con Valentino di quella gara nel 2006. Prima mi sembrava che fosse un pelo incazzato con me per quella mia vittoria, ma io ho fatto quello che dovevo fare. Mi dispiace che per colpa mia magari non ha vinto il decimo titolo. Una volta mi hanno intervistato su questo argomento e qualche casino si è creato. Dopo quella intervista l’ho visto e lui mi ha detto di non avere alcun problema con me e questo mi ha fatto piacere, ero contento. Mi sono detto ‘ok, Valentino ha fatto la pace con quel momento’. Con Nicky anche ne parlai, lui ha vinto le sue gare, ha fatto il suo dovere ma quella mia vittoria fu un aiuto e lui lo sapeva e me l’ha fatto sapere. Anche la sua famiglia l’ha fatto e per me resterà un bel ricordo".

Ma cosa scatta nella mente di un pilota quando tutto funziona così bene?
"Per fare cose del genere, devi avere tutto che ti mette nella condizione giuste. La squadra, la moto, la gomma. Per me quel giorno fu così, mi risultò tutto facile".

Dopo sei andato negli States e ci sei rimasto a lungo!
"Nel 2007 ho continuato con Gresini, poi la Moto2 e poi sono andato negli Stati Uniti per fare il MotoAmerica. Qui nel paddock non avevo più la condizione giusta, non avevo un progetto valido. Negli USA invece Suzuki Yoshimura mi ha messo a disposizione un pacchetto ottimo, avevamo un filo diretto con il Giappone ed è stato moto bella come esperienza. Abbiamo avuto un rapporto da super factory e questo mi ha permesso di vincere un titolo e lottare sempre per le prime posizioni. Sono rimasto lì perché mi sono trovato molto bene, mi sentivo in famiglia. Abitavo a Los Angeles, per questo non sono mai tornato. Stavo da Dio!".

Un campionato gestito da Rainey. Che rapporto hai avuto con lui?
"Per me Wayne era uno dei miei idoli, è stato bello correre un campionato che lui organizzava ed abbiamo avuto un rapporto molto stretto. E’ un grande campionato, ovviamente diverso dalla MotoGP nel paddock ed in tante altre cose. Ha un suo sistema, molto americano. Sta crescendo molto".

Gli avversari più forti lì?
"Ho lottato molto con Cameron Beaubier, con Hayes, con il fratello di Nicky Hayden, Roger. Il più forte è stato Cameron, non penso che sia stato molto fortunato qui. Secondo me con un po’ di pazienza sarebbe esploso, ma lui voleva farsi una famiglia quindi è tornato negli Stati Uniti".

Mentre eri bloccato negli USA per il Covid, abbiamo perso Fausto Gresini. Come l'hai vissuta?
"Difficile per me parlare di Fausto. In Gresini ho avuto i momenti più belli della mia carriera, lui e Cecchini hanno fatto tutto per me, mi hanno dato opportunità, a me ed alla mia famiglia. E’ stata dura quando l’ho saputo, ho pensato a Nadia, ai suoi figli. Quando sono potuto tornare, sono andato da loro a casa. In quel momento la situazione con il Covid era terribile, ho perso anche altri amici purtroppo".

Cosa ti piace dell'attuale MotoGP e chi è oggi il tuo pilota preferito?
"Mi piace che oggi ci sono diversi Costruttori che possono vincere, secondo me in futuro ci sarà una lotta più ampia e diversi piloti possono avere una buona moto con un’ottima squadra. Insomma, sono di più a poter vincere. Ho tanti amici qui nel paddock, sono tutti grandi piloti per me. Mi piace però parlare di Marc Marquez. Dobbiamo sempre ricordare quello che ha passato, le stagioni che ha vissuto. Per me lui è un animale. Ripeto, tutti sono grandi piloti, ma lui è un’altra cosa. E’ capace di cadere, poi di tornare ai box di corsa e risalire sulla seconda moto e così avanti. Riesce a dare sempre tutto, e non è poco tempo che corre, ormai sono tanti anni ed ha ancora una grinta incredibile. Ho sempre ammirato molto Valentino, per tanti anni lui è stato il mio preferito, per tutto quello che ha fatto. Agostini ha vinto 15 mondiali, ma all’epoca correva in due categorie nella stessa giornata. Io vorrei che Marquez superasse Valentino, non perché lo voglia io per qualche motivo particolare, ma secondo me Marc lo merita".

L'anno prossimo entrerà nella famiglia Gresini.  
"Sono contento che Marc venga in Gresini, sono sicuro che entrerà in una famiglia in cui si sta bene. Si troverà come a casa. Dopo con una buona moto, potrà lottare per il titolo, è fattibile. Sicuro vincerà delle gare, poi vedremo".

Intervista raccolta da Paolo Scalera

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