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SBK, Vitali: “Honda limitata, quale indirizzo si vuole dare al CIV Superbike?”

L’INTERVISTA - Parla il capitano Honda del CIV Superbike: “Ducati e Aprilia dovrebbero dichiarare certi valori della moto, come noi facciamo per la rapportatura del cambio. O si segue le linee guida del BSB o si crea una via di mezzo tra SBK e Stock. La nuova CBR? Sarà una sorpresa”

SBK: Vitali: “Honda limitata, quale indirizzo si vuole dare al CIV Superbike?”

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Honda, il più grande produttore mondiale di motociclette, sta vivendo un lento e inesorabile declino. Una crisi nera, tecnica e sportiva, senza precedenti che spazia su più fronti. Per chi fosse avvezzo a seguire esclusivamente determinate realtà internazionali, la criticità progettuale dell’ala dorata è eloquente. Eccezion fatta per il dominio alla 8 Ore di Suzuka e il trionfo (da costruttore) nel Mondiale Moto3 a firma Leopard Racing e Jaume Masia, in MotoGP annaspa nelle retrovie annoverando la sola vittoria di Alex Rins nel GP di Austin e dovendo dire addio (dolorosamente), nel giro di pochi giorni, a Marc Marquez. Mentre nel Mondiale Superbike si resta ancorati al podio di Xavi Vierge in Gara 2 di Mandalika. Nel Vecchio Continente salvano il bilancio i “piccoli” campionati nazionali Superbike, con piloti in grado di mettersi in luce mediante compagini private o supportate dalle filiali nazionali. Questo il caso di Luca Vitali, autentico punto di riferimento della casa di Tokyo al CIV sotto le insegne Scuderia Improve-Firenze Motor.

Luca, nell’ultimo triennio hai all’attivo 1 vittoria, 11 podi e un terzo posto in campionato nel 2022. Nessuno come te in sella alla CBR nel CIV Superbike. Possiamo soprannominarti “Capitan Honda”?
“Mi piace! Sono uno di quei pochi piloti ‘fuori dal giro’ che resta insieme ai primi della categoria. A volte soltanto per pochi giri, a volte tengo botta fino in fondo. Analizzando i principali campionati motociclistici, l’unico dove la Honda non naviga costantemente nelle retrovie è il CIV. Questo grazie a me e alla Scuderia Improve. Facciamo del nostro meglio, ma sappiamo che per lottare per i titoli bisogna mantenere una certa costanza, aspetto su cui lavoreremo in vista del 2024”.

Giudichi soddisfacente la tua stagione 2023?
“Irrazionalmente no: penso di valere di più di un quinto posto in campionato. Razionalmente invece sono contento. Round di Vallelunga a parte, andato male causa fattori esterni. Come mi capita spesso e volentieri da quando corro al CIV, anche quest’anno sono stato il miglior pilota del marchio che rappresento, assicurandomi per distacco il ‘trofeino Honda’ e centrando un paio di podi. Purtroppo, non potevamo ambire alla vittoria, eravamo un gradino sotto agli avversari”.

Il bonus di 500 giri-motore avallato ad inizio stagione non è bastato a risolvere le criticità di un regolamento tecnico sfavorevole, per vostra ammissione, alla CBR. In quale modo si può intervenire?
“Bisogna ragionare su quale indirizzo si vuole dare al campionato: seguire le linee guida del BSB, senza aiuti elettronici e con telaio libero, oppure creare una via di mezzo tra Superbike e Stock 1000. La questione è molto semplice: mentre Ducati e Aprilia escono con un nuovo modello che monta cerchi alleggeriti e consente di intervenire su motore, pivot, canotto di sterzo, eccetera, case come Honda o BMW per politiche interne non contemplano queste possibilità. Se l’interesse comune è contenere i costi equiparando le prestazioni, come gli Hondisti sono obbligati a dichiarare una rapportatura del cambio che vada bene per l’intera stagione, allora anche le squadre Ducati e Aprilia dovrebbero fare altrettanto per altre aree della moto. Senza che determinati valori vengano modificati in corso d’opera. Altrimenti l’ideale sarebbe liberalizzare tutto anche per noi”.

Il promoter si sta impegnando abbastanza per venire incontro alle vostre esigenze?
“C’è un’apertura da parte della FMI, so che si stanno confrontando insieme a Honda Italia. Spero che si faccia un ulteriore passo verso questa direzione. Chiunque gradirebbe una Superbike nazionale dall’alto tasso di competitività e spettacolarità”.

Dopo i gravi problemi di messa a punto constatati nell’anno d’esordio, adesso le Dunlop sembrano più cucite addosso alla CBR. Aspetto non da poco considerando che l’attuale monogomma vigerà anche nel prossimo triennio, Goodyear permettendo...
“Il CIV ha ricevuto una valanga di critiche per la decisione legata alla mono-fornitura Dunlop e relativa, a detta dei meno esperti, inadeguatezza degli pneumatici... io sono il primo ad aver incontrato difficoltà quando le loro carcasse sono state introdotte nel 2022, eppure ammetto che hanno compiuto uno step enorme. Adesso si possono affrontare le gare con delle certezze. Il CIV fa bene a salvaguardarsi trovando la soluzione più congeniale per sé stesso e per chi vi partecipa. Se qualcuno vuole iscriversi da wild card ad una gara mondiale è libero di farlo. Adattarsi a nuove specifiche non è uno scoglio insormontabile”.

A Imola hai assistito, a debita distanza, ad uno degli episodi più controversi nella storia del CIV. Michele Pirro ha puntato il dito contro sanzioni troppo morbide che favoriscono il ripetersi di azioni al limite, probabilmente riferendosi alla condotta di Lorenzo Zanetti in Gara 1. Sei d’accordo?
“Tutte cazzate! Anche Michele in passato ha adottato strategie del genere, con tutto il rispetto per lui, solitamente molto corretto nei sorpassi e che capisco essere infuriato per l’epilogo del campionato. Sebbene non valesse per il titolo, anni or sono a Vallelunga entrambi ci sfidammo in un duello rusticano, simile a quello di Gara 1 di Imola e lui fu il primo ad oltrepassare il limite spingendomi fuori dal cordolo. Tralasciando l’incidente di Gara 2 che merita un discorso a parte, le manovre di Zanetti del giorno precedente non le ho giudicate assurde. Capita nel motociclismo, soprattutto quando la posta in palio è alta. Non si può penalizzare qualsiasi sorpasso borderline, non siamo in Formula 1...”.

Tornando a te, quanto sei impaziente di provare la nuova CBR 1000 RR-R SP?
“Sono davvero curioso! Confido che le migliorie tecniche di cui si sente parlare possano servire alla nostra causa e non solo all’utente stradale. Non conosco troppi dettagli al momento, sto aspettando con ansia che la moto arrivi nell’officina del team. So che il pivot regolabile, su cui spesso mi sono impuntato, purtroppo manca. Tuttavia, dovrebbe verificarsi un aumento di potenza a medi-regimi e sono stati approntati degli aggiornamenti su telaio e corpo farfallato, quest’ultimi dovrebbero venirci incontro in termini di freno-motore... sarà una sorpresa”.

La certezza è che proseguirai con la Scuderia Improve-Firenze Motor per il quarto anno di fila con l’obiettivo di vincere.
“Penso di essere all’altezza di questo compito, quando la moto funzionava mi sono sempre inserito nelle posizioni che contano. A livello velocistico non sono mai andato così forte e mi piacerebbe concretizzare. Nel corso della mia carriera ho avuto compagni di squadra che oggi competono in palcoscenici mondiali (uno su tutti: Axel Bassani, ndr) e che un tempo mi lasciavo alle spalle. Non mi sento inferiore a nessuno quindi. I ragazzi del team sono dei grandi appassionati, credono fortemente in me e apprezzo gli sforzi che fanno per fornirmi un pacchetto al top. Vedremo su quali livelli ci attesteremo con il nuovo modello. Ad oggi, tenendo fede alle recenti prestazioni, non siamo da podio. Sto cercando inoltre di risolvere dei problemi fisici che mi porto dietro da qualche anno. Tornare un giorno nel Mondiale Endurance? Perché no, magari proprio con una Honda. Non ci sono concomitanze tra EWC e CIV nel 2024...”.

Photo credit: Dani Guazzetti

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