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MotoGP, La proposta di Dall'Igna: "utilizziamo lo shapeshifter come un DRS per i sorpassi"

"Lo si utilizzerebbe solo in casi particolari, sul rettilineo, magari un numero limitato di volte a gara. Un nuovo regolamento basato sui consumi? Costerebbe molto perché bisognerebbe rifare i motori"

MotoGP: La proposta di Dall'Igna:

Non c’è solo il problema di un mercato piloti fuori tempo massimo in MotoGP, ma anche quello di un nuovo regolamento, o meglio una revisione di quello attuale per aiutare Honda e Yamaha, che tarda ad arrivare.

L’unica cosa certa è quella della riduzione della cilindrata da 1000 cc a 850 cc, per diminuire potenza e velocità. Ancora nessuna novità, invece, per quanto riguarda aerodinamica e dispositivi vari, mentre si parla di una diminuzione delle gomme a disposizione (solo per Ducati?) per i team attualmente più competitivi.

“La cosa divertente, se così si può dire - ricorda sorridente Gigi Dall’Igna - è che cercano tutti di limitare noi, mentre noi al contrario non abbiamo mai chiesto una modifica regolamentare. Abbiamo sempre letto e applicato il regolamento, finendo per essere penalizzati anche quando lo abbiamo interpretato correttamente”.

Il riferimento, evidente, è all’abbassatore anteriore, bannato quest’anno anche se era evidentemente regolare. Un dispositivo che Gigi ha cercato di salvare anche con un utilizzo, diciamo così, particolare.

“Io avevo suggerito di usarlo un po’ come DRS, solo in casi particolari, sul rettilineo, magari un numero limitato di volte a gara”, ha ribadito Dall’Igna, insistendo su una cosa già detta nel recente passato..

Utilizzato in questo modo l’abbassatole anteriore avrebbe, ovviamente, facilitato i sorpassi sul rettilineo anche a moto, come la Yamaha, il cui punto di forza non è la cavalleria. Ma Gigi non è stato ascoltato.

Gli chiediamo: hai letto le proposte di Luca Boscoscuro? Perché la limitazione della cilindrate e non, invece, una limitazione del consumo di carburante. La risposta non tarda ad arrivare.

“Certo, si può fare ma comporterebbe un notevole aumento dei costi perché per limitare il consumo i motori dovrebbero essere carburati molto magri e non è facile riuscirci senza evitare problemi. Alla fine bisognerebbe studiare dei motori fatti apposta per lavorare in quelle condizioni e costerebbero più di quelli attuali”.

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