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MotoGP, Di Giannantonio: "Moto2 e SBK non sono un'opzione. Fare il tester un piano B"

"Merito di rimanere in MotoGP e, se dovrò lasciarla, vorrei farlo con una vittoria. Sono stato travolto da un effetto domino innescato da Marc Marquez"

MotoGP: Di Giannantonio: "Moto2 e SBK non sono un'opzione. Fare il tester un piano B"

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So già quale sarà la prima domanda e vi rispondo: non ho notizie sul mio futuro”. Fabio Di Giannantonio in Qatar la prende con ironia, anche se non è semplice farlo per lui. Nei prossimi giorni sono attesi gli annunci di Luca Marini in Honda e Fermin Aldeguer nel team VR46, il che significa che non ci sarà posto per lui nella classe regina il prossimo anno. Il pilota romano sa benissimo la sua situazione e non si fa false illusioni.

Penso che ormai i due posti rimasti in MotoGP siano stati presi e fra poco sapremo tutto, ho chiesto solo di non dirmelo fino a sabato perché voglio solo pensare alla gara e sta diventando molto stressante. Spero che a Valencia, quando mi rifarete la stessa domanda, possa dirvi qualcosa di concreto” abbozza un sorriso.

Ora bisogna pensare a delle alternative.

Non so se cambierò idea nelle prossime settimane, ma al momento la Moto2 come la SBK non sono un’opzione e non voglio che lo siano perché mi merito di essere un pilota di MotoGP - afferma Fabio - Questa situazione è un po’ strana, diciamo così, perché è successo di tutto e sono un po’ arrabbiato perché non me lo meritavo. Tornare in Moto2 sarebbe una sconfitta per me”.

Il suo pensiero può essere comprensibile, ma scartando quelle due possibilità non ne rimane che una: cercare di fare il collaudatore in MotoGP.

Al momento non è una possibilità concreta, ma devo costruire una strada che mi possa portare a tornare a correre in MotoGP nel 2025, se non potrò farlo nel 2024, perché quello che ho fatto non verrà cancellato. Stiamo cercando di trovare la migliore soluzione - si fa più possibilista il Diggia - Essere un collaudatore è un’opzione, non mi piace veramente, è un piano B. Certo, in quel ci sarebbe la possibilità di sostituire qualche pilota in caso di infortunio e di farsi vedere in caso di un buon risultato quindi lo considero. Non posso fermarmi un anno, restare a casa,  ma bisogna avere un buon piano e Moto2 e SBK per me, a 25 anni, non lo sono. Non sarebbe logico andare lì, sarebbe il momento giusto per continuare la mia crescita in MotoGP”.

Cosa che però sembra difficile per come sono andate le cose.

È stato un domino, innescato dalla mossa di Marquez di lasciare Honda dopo 11 anni per andare in un team privato: è stata una decisione inaspettata per tutti. Poi c’è stata una possibilità per me in Honda, eravamo vicini, ma sembra che avranno un altro pilota. L’ultimo posto disponibile era quello nella VR46, per cui ho un grandissimo rispetto, ma vogliono un altro e così le selle sono terminate. È stata una palla di neve diventata una valanga” Di Giannantonio riassume tutto quello che lo ha portato a ritrovarsi a piedi.

Ora, vuole pensare agli ultimi due GP che gli rimangono: “l’unico obiettivo nella mia mente è la vittoria. Quest’anno è stato duro per me e a un certo momento ho detto che se questa doveva essere la mia stagione in MotoGP, allora l’avrei lasciata con un podio. Ci sono riuscito, quindi ora rimangono 2 gare e voglio vincere, anche se magari non ce la farò. Sicuramente, darò tutto per provarci” garantisce.

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