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MotoGP, Luca Marini, il sì a Repsol Honda...deciso anni fa!

Inizia una storia, per Luca Marini, che sembra scritta in un copione di un film. E chi non capisce perché Luca abbia fatto questa scelta, riguardi la nostra foto di copertina: ai suoi occhi di bambino, quello era il sogno da raggiungere

MotoGP: Luca Marini, il sì a Repsol Honda...deciso anni fa!

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Se non è fatta, poco ci manca. Nel 2024, Luca Marini prenderà il posto che per undici anni è stato di Marc Márquez, con il quale Valentino si è scontrato duramente. Più duramente e ferocemente che con qualsiasi altro pilota. Ricordate la spallata a Gibernau a Jerez? Ed i frequenti litigi con Max Biaggi. Quisquilie, bazzecole, pinzillacchere. Basti pensare a Sepang 2015 e a Las Termas de Río Hondo 2018. Qualunque cosa si pensi, da qualunque parte la si veda, quella non è stata una semplice rivalità sportiva: è stato odio.

Qualche altro dettaglio. All'epoca, Marc Márquez ricevette più penalità in 40 minuti in Sud America. Rossi si lamentò che lo spagnolo si era comportato come in un "demolition derby". Poco prima della fine di quel folle Gran Premio, Valentino Rossi entrò in collisione con Márquez, cadde e arrivò solo 19°. Rossi ovviamente sospettò un urto intenzionale.

"Quando Márquez è arrivato dietro di me, mi ha toccato deliberatamente. Ha colpito il mio piede e la mia moto e mi ha spinto fuori dalla mia linea", disse Vale visibilmente su di giri al GP d'Argentina 2018.

Ora che il fratellastro, Luca Marini, il bambino che mamma Stefania portava a vedere i Gran Premi del fratellone, il suo eroe, i ricordi di Sepang 2015 sono immediatamente riaffiorati.

All'epoca, dopo una brutale conferenza stampa - proprio a Sepang - durante la quale Valentino aveva accusato Márquez di averlo deliberatamente rallentato nel corso del GP di Australia, nel quale Rossi finì quarto alle spalle proprio di Marc, Lorenzo e Iannone, il fuoriclasse di Cervera in pista giocò - deliberatamente? - in una corsa per Vale decisiva per il titolo. Fu come se dicesse al vecchio campione: "ecco, è così che posso rallentarti, se voglio".

Naturalmente Rossi reagì, l'allora 39enne 9 volte iridato costrinse più volte Márquez a uscire dalla traiettoria di gara e a finire nello sporco, fino alla caduta quando la la sua leva del freno tocco il ginocchio di Vale. Intenzionale? Fortuito? Chi può dirlo. Fatto sta che Rossi perse il titolo. Da allora il loro rapporto divenne insopportabile per entrambi, finché Marc gli offrì la mano durante la conferenza di Misano. Ma Rossi la rifiutò.

"Non ho più avuto rapporti con Márquez da Sepang 2015. Quindi non si può rompere nulla. Se lui non ha rispetto per me, io non posso avere rispetto per lui".
Vale non ha mai saputo nascondere i suoi sentimenti, anche se è sempre stato bravo, il migliore, a mostrare il suo lato sorridente. Ma anche il suo rapporto con la Honda non si chiuse proprio in modo amabile.

E ora il 28 novembre - tra pochi giorni - il fratello di Vale, Luca Marini, occuperà quel posto, indossando quella tuta che sognava fin da bambino, al fianco di Joan Mir nei test di Valencia, nel box Repsol Honda che Rossi occupò dal 2001 al 2003.

Il nome di Marini è uscito fuori nelle ultime settimane, quando Alberto Puig aveva già incassato una lunga serie di rifiuti.

Il Gruppo Pierer avrebbe addirittura lasciato andare Pol Espargaró senza pagare il trasferimento se fosse stato raggiunto un accordo con HRC. "Se Pol ottiene un posto come pilota regolare e vuole accettarlo, è libero.  Ma noi vogliamo davvero che rimanga. E Pol lo sa", ha spiegato sabato in Malesia il Direttore Motorsport KTM Pit Beirer

A concludere l'operazione è stato il manager di Marini, Francesco Secchiaroli. Così ora la VR46 può affermare, e a giusta ragione, di avere la più fruttuosa Academy del motomondiale. Ma rimarrà nella Academy? Le voci di dissapori, per il momento sono solo voci e Luca e Vale hanno sempre mostrato un forte sentimento di fratellanza, uniti da mamma Stefania, una donna forte e dolce che anche nei momenti di contrasto fra il suo primo figlio e Max Biaggi seppe trovare le parole giuste per mitigare l'odio, per gettare acqua sul fuoco.

Inizia una storia, per Luca Marini, che sembra scritta in un copione di un film. E chi non capisce perché Luca abbia fatto questa scelta, riguardi la nostra foto di copertina: ai suoi occhi di bambino, quello era il sogno da raggiungere. Vestire i colori Repsol-Honda con i quali vedeva il fratellone trionfare. Mission accomplished, Luca. Tutta la fortuna del mondo.

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