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Moto2, Acosta: “la MotoGP? Ci vorrà un anno intero per capire come fare a vincere”

“Quest'anno in Moto2 sono ripartito da zero. L’obiettivo a inizio stagione era di essere competitivi non di stare sul podio, ma se punti in alto puoi arrivare lontano. Non voglio mettermi pressione per la MotoGP, sarà un processo come è stato in Moto2”  

Moto2: Acosta: “la MotoGP? Ci vorrà un anno intero per capire come fare a vincere”

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Pedro Acosta ha fatto il bis. Con il secondo posto conquistato in Malesia alle spalle di Fermin Aldeguer, lo spagnolo del team Red Bull KTM Ajo ha messo in bacheca il suo secondo Mondiale, laureandosi campione della Moto2. Primo pilota a vincere il titolo all’esordio in Moto3 dai tempi di Capirossi, Acosta ha scritto una nuova pagina del Motomondiale a 19 anni e 171 giorni, diventando il secondo più giovane iridato della classe intermedia dopo Dani Pedrosa. Nonché il più giovane campione della Moto2 davanti a Marc Marquez

Cerco di non pensarci, perché alla fine sono il nuovo Pedro Acosta e non il nuovo Marc Marquez - ha affermato lo spagnolo parlando del record - È un’era diversa, con moto diverse e non si possono fare confronti. È bello essere tra questi grandi campioni, ma questo non è il momento per pensare a ciò che ho fatto e che farò, ma per divertirmi in moto, nel paddock e con i ragazzi che lavorano qui”.

Portatosi a un passo dal titolo in Thailandia, il pilota iberico è riuscito a concretizzare il suo secondo match point, con un weekend senza sbavature.

Ho faticato a non sentire la pressione perché non eravamo in una situazione facile, ma avevamo una finestra per vincere il campionato e giovedì ho detto che se non fosse stato qui sarebbe successo in Qatar o a Valencia - ha raccontato - Mi sono avvicinato al weekend come se fosse un normale fine settimana, provando a essere competitivo per il Gran Premio di domenica. Nelle ultime due corse ho usato di più la testa, perché era molto importante per me e per il team ottenere il titolo e lottare per quello a squadre e alla fine la gara è andata bene. Abbiamo visto che SpeedUp aveva qualcosa in più negli ultimi due Round, quindi dobbiamo migliorare. Però possiamo essere contenti, perché abbiamo ottenuto un altro podio e restano ancora due appuntamenti in cui lottare per la vittoria”.

Un successo diverso da quello ottenuto nel 2021, quando il Tiburón de Mazarrón aveva rischiato di perdere il titolo dopo un brillante esordio in campionato.

Non è andata come in Moto3. Ricordo che al Sachsenring avevo forse un gap di 83 punti con il secondo. È stato pazzesco, poi sono arrivato a Portimao dove ero molto nervoso perché avevo perso tanti punti nelle ultime gare della stagione. Ma ero anche un ragazzino a quel tempo. Sono arrivato nel campionato che avevo 16 anni, mentre adesso ne ho quasi 20. C’è una bella differenza ha commentato Pedro, sottolineando la crescita compiuta con l’aiuto di Aki Ajo e della sua squadra.

“Ho commesso un sacco di errori la passata stagione, arrivando al quinto Round con quasi 20 cadute. Abbiamo faticato a trovare il giusto assetto per la moto, anche perché ero troppo leggero per guidare una Moto2 - ha spiegato - Questo è il mio terzo anno con Aki e abbiamo deciso di mettere da parte tutti gli sbagli e ripartire da zero. È vero che ho commesso degli errori anche questa stagione, come a Le Mans e in Australia, ma fanno parte del campionato, perché non è sempre tutto facile. Il team ha lavorato molto bene e abbiamo fatto un passo avanti in inverno, soprattutto a livello mentale, adoperando l’esperienza accumulata lo scorso anno”.

Entrando più nel dettaglio del lavoro svolto, Acosta ha aggiunto: “Abbiamo fatto dei grossi miglioramenti nei fine settimana di gara, perché in Moto3 avevamo visto che riuscivo a essere competitivo in prova, ma poi ero 20° o 25° in qualifica, partivo dietro, ed era dura recuperare. Adesso invece siamo davanti dalle FP1, facciamo progressi per il GP, e gli unici tracciati in cui non sono stato competitivo in gara sono stati l’Argentina e Barcellona. Mentre prima faticavo anche su piste come Assen, Silverstone e la Malesia. Sono felice perché l’obiettivo a inizio stagione era quello di essere competitivi non di stare sul podio, ma se punti in alto puoi arrivare lontano ed è quello che abbiamo provato a fare”.

Simile sarà l’approccio che il neocampione della classe di mezzo adotterà nel 2024, quando comincerà la sua avventura in MotoGP.

“Ho abbastanza esperienza da non mettermi pressione. Non devo crearmi aspettative su me stesso perché non sarebbero realiDev’essere un processo, come è stato in Moto2. Ci vorrà un anno intero per capire come fare a vincere, perché bisogna capire come andare veloci in questa classe. Cercherò di stare calmo. Alla fine, questo primo anno in GasGas sarà per imparare, divertirmi e fare errori, perché sono queste le cose che servono per iniziare a crescere - ha detto Pedro - Non voglio pensarci adesso. Dopo la vittoria del titolo in Moto3 ho iniziato subito a pensare alla Moto2 e non mi sono goduto la categoria, mentre questo è il momento di chiudere al meglio in Moto2. La MotoGP arriverà nel martedì dopo la gara a Valencia e poi avrò tutto l’inverno per pensarci”.

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