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Federica Costa e Martina Plenario creano l’avvocato in pista

L’INTERVISTA - Nasce una nuova collaborazione tutta al femminile tra Federica Costa (avvocato di contrattualistica) e Martina Plenario (pilota CIV Femminile e consulente legale) per la promozione della consulenza e del supporto legale nel motociclismo. Ecco di che cosa si tratta

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Una volta il rapporto tra pilota, team (o casa costruttrice) e sponsor era sancito banalmente da una stretta di mano. Oggigiorno all’opposto non si parla altro che di trattative arzigogolate e da sfinimento, dalla MotoGP passando per il CIV fino all’ultimo dei campionati “minori”. Ciò, tuttavia, non garantisce un rapporto sano per le parti. Tant’è che frequentemente i contratti (per disparati motivi) saltano, portandosi dietro clausole di rescissione con o senza penali. Un autentico ginepraio legale dall’ardua risoluzione, con la conseguente entrata in gioco di folte schiere di avvocati e professionisti di più discipline.

Quel guazzabuglio dei contratti

Si possono evitare certe divergenze? Si. O almeno questo è lo scopo (e non solo) della nuovissima collaborazione tutta-al-femminile che vede protagoniste Federica Costa (avvocato di contrattualistica imprenditoriale e sportiva nonché abituale frequentatrice del paddock) e Martina Plenario (laureata in giurisprudenza presso l’Università di Bologna nonché pilota dai trascorsi nella Women’s European Cup, quest’anno impegnata nel CIV Femminile). Due donne professioniste, un unico obiettivo: il supporto professionale nel mondo del motociclismo, dentro e fuori la pista, in materia di contrattualistica e diritto sportivo. Ecco di che cosa si tratta.

L’avvocato va in pista, perché?

Federica Costa: “Partiamo dal presupposto che sono una grande appassionata di moto, da piccola aspettavo con ansia i week-end per vedere le gare in tv. Un po’ per passione e po’ per professione mi sono decisa a colmare dei vuoti che da tempo stavo riscontrando nel paddock. Ovvero la mancanza di figure professionali in grado di svolgere tutte quelle attività di consulenza e affiancamento nel dietro le quinte di una stagione, malgrado la presenza costante di tantissimi manager”.

Nel dettaglio che cosa riguarda la vostra partnership?

F.C.: “Con Martina cercheremo di creare una figura di riferimento a livello di diritto sportivo, contrattualistica, strategia e consulenza per ciascun operatore del paddock. Che esso sia pilota, team, collaboratore o sponsor, andando ad affiancarli nelle fasi prodromiche al contratto, nella firma stessa e nel post. Porto avanti questa attività da un sacco di anni e quando ho conosciuto Martina, prima come ragazza, poi come professionista e infine come pilota, entrambe abbiamo condiviso gli stessi pensieri decidendo di ‘correre insieme’. L’ho trovata molto preparata ed intelligente. Per essere avvocati bisogna possedere la mentalità idonea affinché si possa portare il cliente al raggiungimento della meta in una situazione di equilibrio. Il paddock è un ambiente piccolo e l’ultima cosa da fare è creare instabilità o malumori tra i diretti interessati”.

Quando e come vi siete avvicinate?

Martina Plenario: “Durante il mio ultimo anno di università. La professoressa di diritto sportivo propose a noi studenti di condurre una lezione in coppia con un ospite da invitare a nostra scelta. All’epoca conoscevo Federica soltanto di nome, ma proprio in quei giorni scoppiò il caso Iannone e iniziai a seguire con piacere le interviste in cui forniva pareri legali specifici. Le scrissi un’e-mail, ci accordammo subito per la lezione e da allora siamo rimaste sempre in contatto, anche dopo la mia laurea. Fino a questo progetto che sta prendendo forma”.

Quali saranno i prossimi step?

F.C.: “Sicuramente ci andremo a strutturare, non vogliamo creare confusione. Abbiamo le idee chiare, l’importante è che le abbiano pure gli altri! Stiamo già portando avanti delle collaborazioni che, al momento, toccano più i regolamenti dei contratti. In vista della stagione 2024 invece faremo in modo di definire i ruoli, una collaborazione di questo tipo si basa soprattutto su compiti ben precisi e fiducia reciproca, tra di noi e verso i clienti. Punteremo ad essere coinvolti nei vari campionati motociclistici, da quello italiano al mondiale”.

Martina, il desiderio di aiutare i tuoi “colleghi” deriva da esperienze spiacevoli vissute in prima persona durante la tua carriera sportiva?

“Direttamente no, indirettamente sì. Mi sono capitate sott’occhio numerose ‘stranezze’ e, avendo una formazione legale oltre che da pilota, mi sono accorta di una grave carenza di prevenzione e consulenza. Troppi piloti da una parte, e team dall’altra, si fanno coinvolgere sull’onda dell’entusiasmo attraverso pseudo-accordi o promesse verbali senza tenere conto delle conseguenze a cui possono andare incontro. Sebbene non sia un avvocato, sfrutteremo le mie conoscenze da pilota e quelle di Federica per andare a risolvere controversie, nella maggior parte dei casi evitabili”.

Quali vantaggi implica collaborare attivamente con una ragazza che gode di una predisposizione da pilota?

F.C.: “Un lavoro di consulenza a 360°. Questo non viene fornito più dal solo punto di vista legale-normativo, bensì anche da quello materiale mediante una seconda figura che si interfaccia quotidianamente con circuiti e regolamenti. Pur frequentando il paddock da una vita, determinate dinamiche potrei continuare ad analizzarle in modo differente da Martina. Lo ritengo proficuo per il cliente in quanto può contare su due professionisti del settore, avendo una visione d’insieme completa piuttosto che parziale”.

M.P.: “Aggiungo che di rado i legali possiedono, oltre ad una formazione teorica, anche una conoscenza pratica del mondo del motociclismo. Quando un operatore del paddock si affida ad un consulente o professionista legale è necessario metterlo al corrente, da capo, di tutte le varie dinamiche contrattuali, di visibilità, di sponsorizzazioni, ecc... qualche volta può capitare di dimenticarsi qualcosa o, peggio, di non sapersi spiegare affatto. Contare su due professionisti che, in un modo o nell’altro, masticano l’ambiente è un privilegio che altrove non si trova”.

F.C.: “Proviamo ad immedesimarci in un team che ha la necessità di contattare un avvocato nel bel mezzo di un week-end di gara... in primis non tutti gli avvocati sono reperibili il sabato e la domenica. Sempre che ci riesca, a quel punto il team dovrebbe soffermarsi su cose o fatti che un qualsiasi avvocato puramente civilista farebbe fatica a comprendere. Rischiando poi di attuare in maniera errata il diritto. In passato mi è capitato di confrontarmi con colleghi estranei al motociclismo. Per trattare argomenti specifici, prima è opportuno padroneggiarli”.

Federica, ultimamente in MotoGP i contratti si stanno dimostrando fragili. Marquez rinuncia all’ultimo anno con Honda HRC per accasarsi in Gresini Ducati, come te lo spieghi?

“Siamo difronte ad imprecisioni contrattuali. Premetto che non ho mai letto il contratto di Marquez, anche se collaborando con aziende a loro vicine conosco la minuziosità di HRC. Sembrerebbe che, a suo tempo, al momento della firma, avessero imposto dei divieti, con eventuali clausole penali, soltanto in caso di scioglimento anticipato del contratto da parte di Marquez per andare in un’altra casa ufficiale. Questo perché all’epoca non era neanche lontanamente immaginabile che un team indipendente raggiungesse o, addirittura, superasse il loro livello di competitività. Da qui il passaggio in Gresini Racing anziché in Ducati ufficiale. E attenzione, Marquez ci resterà un anno. In vista del 2025 potrà essere libero di spostarsi altrove. Il condizionale è d’obbligo, ma se fosse così sarebbe un grossissimo scivolone di HRC. Tradotto? La lunghezza dei contratti conta relativamente, sono i particolari a fare la differenza”.

Cambiando argomento. Martina quest’anno sei entrata a far parte di un nuovo team, l’Officina dei Talenti Yamaha e hai concluso ottava la prima edizione del CIV Femminile. Sei soddisfatta del tuo 2023 sportivo?

Martina Plenario alla guida della Yamaha R3 del team Officina dei Talenti

“Molto! Ho affrontato la stagione con un approccio differente rispetto agli anni precedenti. Una scelta redditizia che mi ha permesso di crescere e migliorare. Il risultato in sé è l’ultimo dei miei pensieri, naturalmente però si poteva fare qualcosina di meglio. Ripensandoci, quel podio sfumato nella gara di Modena (causa incomprensione con una doppiata, ndr) mi lascia ancora l’amaro in bocca... se nel 2024 porterò avanti questi due impegni in parallelo? L’intenzione c’è. Magari con Federica facciamo in modo di creare un logo personalizzato da posizionare sulla mia moto così pubblicizziamo la nostra partnership anche in pista!”.

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