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MotoGP, GP di Thailandia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Un fine settimana piccante, di quelli con cui rischi di bruciarti, non in senso metaforico se guidi un’Aprilia. Il palato di Jorge Martin è invece abituato a certi sapori

MotoGP: GP di Thailandia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Un GP di Thailandia piccante, di quelli con cui rischi di bruciarti, non in senso metaforico se guidi un’Aprilia. Il palato di Jorge Martin è invece abituato a certi sapori e lo spagnolo ha fatto una scorpacciata, di avversari. Bagnaia ha perso punti e riconquistato fiducia, Binder da terzo litigante ha goduto meno di quanto avrebbe voluto e potuto.

Dopo tante emozioni serve una pausa, breve, poi una volata finale. Tre GP come tre finali, in carena, verso Valencia e il titolo iridato.

IL BELLO – Tutti belli e bravi, qualcuno più degli altri, si sa. Jorge Martin ha vinto il concorso di bellezza e la gara, ma Brad Binder e Pecco Bagnaia non hanno sfigurato. Fra un sorpasso, una staccata ben oltre al limite e il meglio del loro repertorio si sono divertiti. E hanno fatto divertire anche noi. 

IL BRUTTO – Non sappiamo quale sia il colore preferito di Brad Binder, ma dubitiamo fortemente che possa essere il verde. Ogni volta che lo tocca sono guai, ad Assen aveva perso due podi, a Buriram almeno ci è salito. Il sudafricano è un Hulk al contrario, quando vede verde si spegne.

IL CATTIVO – La cucina tailandese è molto varia, ma nel suo menù manca il pilota alla griglia. Ha provato ad aggiungerlo Aprilia, trasformando la RS-GP in un barbecue. Un esperimento riuscito a metà, perché i suoi piloti a fine gara erano cotti, ma non ben arrostiti, più bolliti. Non è il gusto che cercavano, per fortuna c’è la Malesia per perfezionare la ricetta.

LA DELUSIONE – Non è sempre sabato e non si corre sempre a Phillip Island. Il cambio di latitudine ha cacciato Zarco e Di Giannantonio nell’anonimato. Niente salti mortali e lacrime di gioia, solo una gara da dimenticare.

LA CONFERMA – La MotoGp lo aspetta e se l’è meritata. Anche quando non vince, Pedro Acosta convince. Sbaglia poco, sa quando accontentarsi e conta i giorni che lo separano dalla festa per il titolo in Moto2. Per capire quanto faccia la differenza: Dixon, 3° in campionato, ha poco più della metà dei suoi punti.

L’ERRORE – La gomma più morbida era una scommessa, ma non sapremo mai se sarebbe stata vincente. Il tuffo carpiato nella ghiaia di Alex Marquez ci lascerà per sempre con questo dubbio.

LA SORPRESA – Si era già capito di che stoffa era fatto David Alonso, ma il pilota del team Aspar continua a stupire. Con la sua 4ª vittoria nella stagione di debutto, ma soprattutto con la sua lucidità in mezzo al caos della Moto3. Le speranze iridate sono ancora vive e non ha nessuna intenzione di spegnerle.

IL SORPASSO – Dategli un avversario e vi risolleverà il morale. Marc Marquez ha lottato con qualsiasi pilota gli passasse nel raggio di 2 metri, anche sapendo che ne avrebbe più prese che date. Chi pensava che le ultime gare con la Honda sarebbero state una passerella stanca, non aveva capito il suo carattere.

LA CURIOSITA’ – Con la vittoria di Martin e il 2° posto di Bagnaia, Ducati ha raggiunto i 250 podi in MotoGP. Un’altra bella foto da mettere nell’album dei ricordi di questa stagione.

IO L’AVEVO DETTO –Questa sarà la gara giusta per un corpo a corpo con Martin” prevedeva Bagnaia. Ha sbagliato di poco.

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