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SBK, Rea: “Avevamo una bella occasione in Gara 2, ma ho commesso un errore”

“Ci siamo trovati su circuiti in cui abbiamo fatto molta fatica, ma oggi non eravamo in quella situazione. Avevamo trovato il giusto set-up e mi sentivo bene, ma poi ho commesso uno sbaglio in Curva 2”

SBK: Rea: “Avevamo una bella occasione in Gara 2, ma ho commesso un errore”

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Si è chiusa con 104 vittorie e 221 podi in 270 gare l’era di Jonathan Rea in Kawasaki. Numeri ai quali il sei volte iridato avrebbe voluto aggiungere un’altra unità, chiudendo con un ultimo acuto l’ultima gara del weekend a Jerez. I sogni di gloria del 36enne si sono però infranti nelle fasi iniziali di Gara 2, quando è finito a terra in Curva 2, mentre si trovava in testa alla corsa. Perdendo così ogni possibilità di replicare il podio conquistato in Superpole Race.

“Mi sono sentito bene sin dal giro di uscita, tanto è vero che in griglia ho detto che questa sarebbe stata la nostra gara. Mi sentivo bene e ho fatto un gran giro appena si sono spenti i semafori. È stata una bella sensazione. Troppo bella ovviamente - ha raccontato Johnny a fine gara - La moto era diversa rispetto all'inizio del weekend, aveva margini differenti, e ho leggermente esagerato in Curva 2. Anziché rilasciare i freni e andare un po’ largo mi sono impegnato per fare la curva, ma ero troppo in piega e ho perso la moto. Non è il finale che ci meritavamo né io né il team. Avrei voluto terminare la corsa nel modo giusto”. 

Nonostante la scivolata (QUI il video dell'incidente), il Cannibale non si è perso d’animo ed è ritornato subito in sella, per portare un’ultima volta al traguardo la sua Kawasaki.

Il semimanubrio destro era piegato in avanti, mentre la pedana era tranciata di 15 millimetri, ma io volevo finire la corsa. Tornato in sella ho messo a segno il secondo o terzo crono in 1’41’, giravo più veloce che nella gara di ieri, quindi ho continuato per vedere come sarebbe andata e se fossi riuscito a prendere almeno un punto. Tre giri dopo essere caduto ho visto Guim Roda che mi faceva dei cenni dal muretto. Non so se volesse dirmi ‘rientra’ o ‘vai avanti’ ma io ho continuato ed è stato bello vedere che ad ogni giro mi mostravano la tabella con il pollice alzato - ha chiosato Rea -  La parte più dura della giornata è stata il momento in cui ho abbracciato il mio meccanico prima del via della gara. Mi ero immaginato di chiudere con un podio, ma poi ho vissuto quel momento in pit lane con tutta la squadra ed è stato molto bello. Sono sicuro che ciò che il team significa per me è lo stesso che rappresento io per loro”.

Dopo le difficoltà di inizio weekend, il nordirlandese e la Kawasaki sono riusciti a fare un netto passo avanti e questo non fa che aumentare il rammarico per l’occasione sfumata.

“Il grip è stato basso per tutto il fine settimana, ma la pista man mano si è gommata e Gara 2 è stata molto più veloce di Gara 1. Penso che siamo riusciti a trovare il giusto set-up per queste condizioni - ha osservato -  La finestra di funzionamento della moto era molto ampia una volta, mentre adesso riesce ad andare veramente bene in una finestra molto ristretta e oggi sembra aver funzionato”. 

Il risultato di Gara 2 tuttavia sembra per certi versi riflette l’andamento di una stagione in cui gli sforzi del Cannibale non sono spesso bastati a raggiungere i risultati sperati, con una moto che non è riuscita a essere all’altezza di quelle dei rivali.

“Confrontando il mio passo dopo la caduta con quello degli altri, penso che avessimo un’occasione oggi. Ci siamo trovati su circuiti in cui abbiamo fatto molta fatica, ed è stato frustrante correre contro le altre moto conoscendo il nostro potenziale, ma oggi non eravamo in quella situazione in Gara 2 e ho fatto un errore - ha ammesso Rea - Abbiamo chiuso il campionato molto lontani dai punti del vincitore e questa è la fotografia della stagione. Continuo a dire ’noi’ perché siamo una squadra e una famiglia, ma sia io come pilota che Kawasaki come costruttore dobbiamo migliorare. Sono sicuro che la squadra lavorerà duramente l’inverno, proprio come farò io”. 

Conclusa la stagione, non resta che guardare al prossimo anno, quando i valori in campo potrebbero essere diversi da quelli visti in questi ultimi due anni, animati dal trio formato da Bautista, Razgatlioglu e Rea.

Toprak e Alvaro sono un passo davanti a me in questo momento, quindi io devo raggiungere il livello successivo - ha concluso Johnny - Per il resto, ci saranno molti cambiamenti in Superbike a cominciare dal nuovo regolamento e dai piloti, quindi staremo a vedere”.

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