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Beatriz Neila: "Sogno un mondiale femminile che arrivi alle SBK 1000"

La campionessa della WEC: "Esiste già nel trial, nel cross e nell'enduro. Correre con la R7 sarà solo l'inizio, spero un domani di vedere un campionato articolato su più categorie, dalle 300 alle 1000, solo per le donne"

SBK: Beatriz Neila: "Sogno un mondiale femminile che arrivi alle SBK 1000"

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La fresca Campionessa della Women's European Championship (campionato europeo femminile) Beatriz Neila è il volto scelto da FIM per parlare del nuovo campionato mondiale dedicato alle donne che si correrà nel 2024 in sella alle Yamaha R7. Dopo la presentazione stampa tesa a parlare a fondo di questo campionato, abbiamo parlato con la giovane madrilena nel paddock di Jerez, constatando quanto sia contagioso il suo entusiasmo riguardo questo che per la spagnola è solo un primo passo verso orizzonti più ampi per le donne nel Motorsport.

"Io penso che questo campionato sia importante per le ragazze perché è senza dubbio il futuro - dice sorridendo - In tutti gli altri sport, dalla boxe al nuoto al tennis, c’è la categoria maschile e quella femminile. Nel Motorsport questa cosa non c’è nella velocità ma è presente nel trial, nel cross e nell'enduro,  e penso che sia importante che ci sia anche per la pista. Serve un titolo mondiale per le ragazze, la possibilità di correre ad armi pari. Io voglio un titolo mondiale". 

Tu vedi questo come un punto di partenza?
"Per una donna correre in MotoGP è troppo difficile, come anche qui nel mondiale SBK. Noi siamo diverse, il fisico e la forza non sono gli stessi. Penso che questo campionato sia un punto di partenza molto importante per poi fare altri passi su una strada, ma serviva un punto di inizio".

Quale è il tuo sogno, un mondiale femminile su più categorie magari?
"Assolutamente, è esattamente questo il mio sogno. Vorrei in futuro correre non solo con la R7, che è un’ottima moto. Sogno di avere poi magari le 600 e anche le 1000, insomma un vero mondiale articolato su più categorie anche per le ragazze. Penso che scegliere la Yamaha R7 sia il perfetto punto di inizio, se lo avessimo fatto con la 300 sarebbe stato diverso perché quelle moto sono più lente. La R7 è nel mezzo, non è una 600 e neanche una 300, è esattamente nel mezzo. Io mi dovrò allenare di più per guidare questa moto, ma chi adesso si allena con la 600 si divertirà moltissimo anche con questa moto".

Questo mondiale potrà aiutare le ragazze anche a trovare nuovi sponsor?
"E’ un’idea che condivido con altre ragazze che corrono. Tutte noi ad esempio, quando parliamo di sponsor, sappiamo di avere dei limiti oggi. Poi c’è una differenza tra chi adesso corre con me nel campionato europeo femminile e chi invece si è cimentato contro i ragazzi. Loro sono meno entusiaste, ma io penso che alla fine ognuno sarà libero di fare quello che vuole. C’è chi continuerà a correre contro i ragazzi e chi invece vorrà competere nel mondiale femminile".

Ti piace di più l'idea di diventare la ragazza più veloce di tutte o quella di battere gli uomini in moto?
"Ci sono delle differenze tra uomini e donne quando si parla di sport, ed è così e basta. Io posso sollevare delle sacche di cemento come un uomo e spostarle. Ma posso magari fare qualche metro, certo non posso portarle in giro per centinaia di metri. Basta questo per capire che serve competere ad armi pari".

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