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SBK, Petrucci: “È difficile dire che Bautista non sia un grande campione”

“Non voglio fare come Redding e puntare il dito contro il peso di Alvaro, perché merita ciò che sta ottenendo. Ho fatto delle belle battaglie in Gara 1, ma ho il potenziale per lottare per il podio”

SBK: Petrucci: “È difficile dire che Bautista non sia un grande campione”

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Danilo Petrucci è tornato ad affacciarsi sulla Top 5 nella prima manche del gran finale di stagione a Jerez de la Frontera. Scattato dalla 12esima posizione al via, l’alfiere del team Barni Spark Racing ha mostrato un ottimo passo in Gara 1, rendendosi protagonista di una bella rimonta, che lo ha portato a chiudere la corsa in scia a Jonathan Rea, attestandosi come migliore tra i piloti Indipendenti. Un risultato difficile da pronosticare alla viglia del weekend, a causa dei problemi di grip accusati dal ternano.

Abbiamo trovato un basso livello di aderenza, molto diverso da quello che avevamo nei test e ho faticato sin da ieri, perché avevo poca trazione. Sembrava di essere a Barcellona, perché la moto si intraversava e aveva problemi di sovrasterzo, come se fosse un’auto - ha spiegato Petrucci - È stato molto difficile gestire tutto quanto, per questo la qualifica non è stata buonissima. Abbiamo faticato un po’ a essere veloci e non sono riuscito a fare meglio della quarta fila, però in gara tutto è tornato a posto e siamo stati protagonisti di una bellissima battaglia con tanti piloti satellite”.

Una bella prova quella di Petrux, che a fine gara ha accusato poco più di 1”5 di ritardo dal gradino più basso del podio, occupato da Andrea Locatelli. Recuperando anche terreno nella classifica riservata ai piloti Indipendenti, grazie alla caduta di Axel Bassani dopo il sorpasso subito da Michael Ruben Rinaldi. 

“Il nostro passo era migliore di quello di Locatelli e sono riuscito ad andare a prenderlo nel finale. Credo avessimo un po’ più di potenziale rispetto al quinto posto, ma è difficile salire sul podio partendo 12° - ha chiosato il pilota di Terni - Ad ogni modo è stata davvero una bella battaglia quella con le altre Ducati. Soprattutto con Oettel, che credo abbia commesso un errore all’ultimo giro, perché mi è sembrato abbia festeggiato con una tornata d’anticipo. L’ho superato diverse volte ed era davvero bravo in frenata. È stato un bel duello e alla fine sono riuscito a chiudere quinto e miglior pilota indipendente”.

L’alfiere del team Barni vorrebbe chiudere la stagione tornando sul podio, ma tutto potrebbe dipendere ancora una volta dalla sua gestione della gomma soft nella gara sprint di domenica mattina. 

La soft è stata il mio punto debole per tutta la stagione, per questo in Superpole Race riesco a mantenere la posizione, ma non sono mai riuscito a conquistare qualcuna. Il gap tra me e gli altri non è molto ampio, ma loro riescono a usare meglio la SCX, che per me è troppo morbida - ha spiegato il ducatista - L’obiettivo per domani è quello di cercare di essere veloci e di recuperare almeno una fila, per partire in terza fila e provare a lottare per il podio in Gara 2. Temo di non riuscirci, ma sarà comunque esperienza per il futuro, anche perché oggi è stata l’ennesima prova del fatto che bisogna partire davanti per stare sul podio”. 

Chi più di tutti ha mostrato di saper fare la differenza è stato il due volte iridato Alvaro Bautista, dominatore assoluto della SBK. Ma cosa permette allo spagnolo di essere tanto più performante dei suoi compagni di marchio?

“È difficile dire che non sia un grande campione dopo che ha vinto due titoli - ha chiosato Petrux - Si tratta certamente di un insieme di fattori, primo su tutti il fatto che è un pilota di grande talento. Ho corso contro di lui in MotoGP, dove non riusciva a fare la differenza per via della costruzione delle gomme che sono molto più rigide, dell’aerodinamica più grande e della maggior potenza. Le Pirelli sono molto performanti in Superbike, ma bisogna essere davvero gentili con loro e non è facile quando pesi 30 kg in più. In secondo luogo, l’aerodinamica è standard, quindi la carena è molto piccola per me. In più non posso aggiungere più potenza alla Panigale in uscita di curva, come facevo in passato. Ci sono delle differenze tra noi, ma penso che Alvaro abbia comunque fatto la differenza rispetto agli altri, perché ha vinto quasi tutte le gare. Riesce a estrarre il massimo dalla moto e dal pacchetto e non ricordo un dominio di questo tipo in passato, a parte forse con Rea”.

Il ternano non vuole puntare il dito contro la corporatura del pilota iberico, accusato di vincere solo in virtù del suo peso.

“Non voglio fare come fa Redding - ha affermato Danilo - Pur avendo questa corporatura sono riuscito a vincere in MotoGP e alla Dakar. Non è colpa mia se peso 80 kg, come non è di Alvaro se ne pesa 58 kg. Quando avevo 13 anni ho dovuto cominciare con la 600, mentre lui con la 125. È diverso, ma merita ciò che sta ottenendo. Lui ha vinto a 38 anni e io sono già stanco a 33! (ride ndr.)”.

Secondo Petrucci, le modifiche regolamentari non serviranno a cambiare di molto i valori attuali, ma il 33enne non ne fa un dramma.

Non penso cambierà molto il prossimo anno, perché tra Alvaro e il peso medio c’è una differenza di neanche 14 kg, il che significa che avrà meno di 7 kg, di zavorra. Ma metterà su del peso in inverno, quindi alla fine dovranno aggiungere 4 o 5 kg di zavorra. La differenza sarà minima, ma è comunque qualcosa. Dorna sta cercando di livellare il campionato accontentando tutti e io non sono deluso. È un tentativo contro cui non ho nulla”. 

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