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SBK, Rea: “Kawasaki è la mia famiglia, ma le decisioni difficili sono spesso giuste”

“Ho passato giorni a casa a piangere quando ho deciso di andarmene, ma sono orgoglioso della mia scelta. È un fine settimana difficile e questo venerdì rende tutto più frustrante: non avevo trazione e non sappiamo perché”

SBK: Rea: “Kawasaki è la mia famiglia, ma le decisioni difficili sono spesso giuste”

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Non è iniziato con il piede giusto l’ultimo fine settimana di Jonathan Rea con i colori della Kawasaki. Il Cannibale nordirlandese si è ritrovato ben lontano dalle posizioni di vertice, chiudendo il venerdì con un disastroso 13° posto nelle FP2 e ben pochi indizi riguardo ciò che è andato storto.

Non avevo trazione al posteriore e ho trascorso molto tempo nel box per cercare di capire quale fosse il problema, ma è successa la stessa cosa anche con gomma nuova. Avevamo troppo pattinamento, troppe intromissioni dell’elettronica, e non riuscivo a guidare la moto - ha raccontato Johnny - Conosco questa pista e generalmente le mie prime uscite nei test invernali sono in linea con il ritmo, ma oggi non mi sono trovato bene sin dal primo giro”. 

Una giornata complessa anche a causa dell’asfalto umido che ha accolto i piloti in mattinata, convincendo la maggior parte dello schieramento a saltare le FP1 per non prendersi rischi inutili.

“Non ho praticamente girato oggi, perché ho fatto davvero fatica nei passaggi che sono riuscito a completare. Ho stretto i denti per girare in 1’42”, quando di solito giro in 1’40” ad occhi chiusi. È stata una giornata davvero frustrante - ha ammesso Rea - Dalle prime analisi non abbiamo notato niente di strano tranne la mancanza di trazione. Tutto sembra essere nella norma, ma abbiamo certamente tanto lavoro da fare. Di solito sono veloce con la B0800 di sviluppo, quindi il nostro primo pensiero è stato quello di aver trovato una gomma fallata, quindi abbiamo provato a montarne un’altra uguale, ma se potessi tornare indietro forse proverei a usare una SCX, giusto per vedere se avrebbe fatto qualche differenza”.

Per riuscire a risollevare le sorti del weekend il KRT dovrà cercare di dare il massimo nell’ultima sessione di prove rimasta, anche se non sarà una missione semplice. 

“Se riuscissimo a trovare qualcosa che non va, allora potremmo migliorare. Ma se dalle nostre analisi risultasse tutto normale, allora dovremmo mettere in discussione me, la moto, l’elettronica e le condizioni della pista. Speriamo di riuscire a trovare qualcosa stasera e di capire le ragioni per cui stiamo facendo così fatica ha affermato Rea, che vorrebbe chiudere con un buon ricordo la sua avventura con la Casa di Akashi.

Tante sono le emozioni in gioco in questo ultimo weekend dell’anno, ma il Cannibale vuole restare concentrato sulla pista, almeno fino alla bandiera a scacchi di Gara 2. 

“Non sono una persona molto sentimentale, ma potrei piangere se domenica qualcuno dicesse qualcosa di speciale. In ogni caso, credo che nessuno vorrà essere triste, penso vorremo celebrare ciò che è stato e augurarci il meglio. Ho ricevuto delle email dal management Kawsaki, i vertici della squadra sono stato incredibili sin dal primo giorno e ho grande rispetto per Guim Roda. Stiamo lavorando come al solito per fare il massimo, il che rende oggi ancor più frustrante, perché sento che siamo lontani dal fare un buon weekend”, ha osservato il 36enne.

“È un fine settimana molto duro per me e non mi sono permesso di essere troppo emotivo. Il massimo dell’emotività che ho raggiunto è stato quando ho deciso di andarmene. Ho passato giorni a casa in lacrime, perché questa è la mia famiglia. Il tempo passa in fretta e il momento più strano di tutti sarà lunedì, quando sarò il pilota di un altra squadra e vedrò il team con i miei vecchi colori, mentre io ne starò indossando degli altri. È elettrizzante per un pilota, ma anche molto strano - ha aggiunto - Abbiamo in programma una cena con la squadra domenica sera e non vedo di godermi quel momento con loro, dopo che avremo finito le gare e il nostro lavoro. A volte mi dimentico ciò che siamo riusciti a ottenere insieme, perché sono passati due o tre anni ormai da quando vincevamo dominando, ma ieri i ragazzi della Dorna mi ha mostrato dei video e mi sono reso conto che la nostra è stata una storia incredibile. Possiamo essere molto orgogliosi di ciò che abbiamo fatto”.

Un addio doloroso quello di Rea alla Kawasaki, che andrà a chiudere un’era proprio come a separazione di Marc Marquez dalla Honda in MotoGP.

“In fondo al mio cuore sapevo che a volte le decisioni più difficili sono quelle giuste - ha chiosato il Cannibale, ammettando di vedere delle somiglianze tra la sua situazione e quella di Marquez - Sono orgoglioso di me stesso per essermi comportato da adulto e aver fatto questa scelta, perché è troppo semplice restare nella propria zona di comfort, dove ci si sente amati e si hanno buone sensazioni. Volevo mettermi alla prova. Io non avevo una superstar come Pedrosa con cui confrontarmi, ma ho parlato con alcuni amici sportivi e tutti hanno capito”.

Parlando del novità per il 2024, il nordirlandese ha poi aggiunto qualche battuta sul nuovo regolamento tecnico e il calendario provvisorio della prossima stagione.

“Non invidio le persone che devono stilare i regolamenti, ma sapevamo tutti che il limite di peso sarebbe stato introdotto prima o poi, perché è presente in tutti i campionati derivati dalla produzione, dove funziona molto bene. È stato implementato in maniera un po’ strana, ma con la MSMA è sempre una partita a carte. Dovremo vedere in che modo il regolamento agirà per i vari costruttori. Il tempo ci dirà se aiuterà qualche team o pilota più di degli altri - ha affermato - Non conosco il circuito in Ungheria e quello di Cremona. Ho sentito alcune cose negative su Cremona, tipo che è una pista molto piccola, quasi da go-kart, ma non posso dare un giudizio non essendoci mai stato. In ogni caso mi piace andare in posti nuovi e fare nuove esperienze, quindi staremo a vedere”.

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