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MotoGP, GP di Phillip Island: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Zarco e Di Giannantonio scoprono come sono fatti il primo e il terzo gradino del podio. Bagnaia vince la sua partita a schacchi, Martin confonde le pedine

MotoGP: GP di Phillip Island: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Che bella Phillip Island: natura incontaminata, scogliere a picco sull’oceano, spiagge romantiche e soprattutto pioggia e un vento che faceva volare i koala dagli alberi. Un problema da poco, se di cognome fai Zarco e Di Giannantonio e il sabato hai scoperto come sono fatti il primo e il terzo gradino del podio. Oppure se sei Arbolino e ti esalti nella tempesta perfetta (per te).

Non va neanche male a Bagnaia, che gioca una partita a scacchi e la vince, mentre Martin confonde le pedine e regala punti all’avversario. Meno 4 al gran finale, la Thailandia chiama e bisogna risponderle.

IL BELLO – Bisognava andare dall’altro capo del mondo per vedere Johann Zarco vincere una gara e raddrizzare la sua stagione con un salto mortale, per vedere Fabio Di Giannantonio salire sul podio. Il francese il prossimo anno guiderà una Honda, forse l’italiano farà lo stesso: meglio godersi la Ducati finché c’è.

IL BRUTTO – Il più veloce abitatore dei mari è il pesce vela, capace di toccare i 110 Km/h, poca cosa al confronto di quello che è capace di fare Tony Arbolino sotto l’acqua. Lo squalo di Garbagnate dovrà aggiornare il suo soprannome in motoscafo per tenere fede alle sue abilità. Cosa c’è di brutto? Non avere potuto scoprire quanti piloti avrebbe doppiato se la gara non fosse stata interrotta e non vederlo da tempo così Tony(co) anche quando splende il sole.

IL CATTIVO – A tutto c’è un limite, anche alla pazienza di Fabio Quartararo. Stava per essere candidato al Nobel per la pace, ma la sua calma zen è sparita: “altro che un inverno, ne servirebbero 15 alla Yamaha per recuperare il gap” ha sbottato. Difficile che il francese aspetterà così tanto.

LA DELUSIONE – Capiamo che Franco Morbidelli stia contando i giorni che lo separano dal salire sulla Ducati, ma ormai non lo inquadrano più nemmeno le telecamere. Non c’è nulla da vedere, nulla da segnalare, più anonimo della sua Yamaha. E dispiace.

LA CONFERMA – Bagnaia corre come chi sa che l’unica vittoria importante è quella finale. Il vizio di complicarsi i GP da solo non l’ha perso, ma neanche quello di dare il meglio nel peggio. Doveva perdere punti, continua a guadagnarne ed è l’unico che vedeva il sole nella pioggia di domenica.

L’ERRORE – Una gomma morbida per un duro risveglio. È il problema delle scommesse, non sempre di vincono e Jorge Martin lo sa. Ha lasciato Phillip Island con le tasche vuote (di punti) e solo se stesso da incolpare. A volte, fidarsi dei consigli è meglio di non fidarsi.

LA SORPRESA – La gara spostata al sabato, i warm up per Moto3 e Moto2, la cancellazione della sprint la domenica: la Direzione Gara non ha sbagliato un colpo. Considerato il fuso orario, pensavamo di sognare, invece era tutto vero. Questa volta diciamo bravi a Webb & C.

IL SORPASSO – Un cammello non passa per la cruna di un ago, o forse sì, a patto che si chiami Bagnaia e sia rosso come una Ducati. Il sorpasso millimetrico al tornantino è un esercizio di precisione.

LA CURIOSITA’ – Al suo 120° Gran Premio in MotoGP Johann Zarco ha sconfitto la maledizione che non lo faceva vincere. Così ha dato il 13° successo dell’anno alla Ducati, già un record per la Rossa.

IO L’AVEVO DETTO –Sono fiducioso per questo fine settimana”. Jack Miller sentiva l’aria di casa, poi il vento l’ha portata via.

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