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MotoGP, Quartararo: "A Yamaha non serve un inverno, ma 15 per raggiungere i rivali"

"Per restare qui devo vedere un netto passo in avanti, nel 2024 so già che non è realistico pensare di lottare per il titolo, ma devo vedere un miglioramento. Il vecchio telaio era magico, ora siamo lenti e la moto non curva"

MotoGP: Quartararo: "A Yamaha non serve un inverno, ma 15 per raggiungere i rivali"

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Fabio Quartararo è estremamente deluso al termine del Gran Premio di Phillip Island. Una pista che premia il talento del pilota non ha fatto sconti ai problemi di Yamaha, con il risultato che il francese ha tagliato il traguardo in 14a posizione, ben lontano dalle prestazioni che invece aveva messo in pista a Mandalika. La M1 sembra aver perso il suo equilibrio ed è lo stesso francese a sottolineare quanto il problema sia che per inseguire i rivali sul fronte della potenza massima la moto di Iwata abbia sacrificato caratteristiche di guida che almeno permettevano di metterci una pezza, per dirla in parole povere. 

Adesso la M1 le prende in rettilineo e le prende anche in curva, ovvero l'ambito in cui la moto giapponese rappresentava il riferimento per tutti. Il Quartararo che si presenta ai giornalisti al termine della gara non lesina critiche, sembra ormai stanco di collezionare pretazioni come quelle di oggi ed ha bisogno di una reazione da parte di Yamaha che gli dia le motivazioni giuste per dare il 100% sempre quando è in sella. 

"Ho pensato di spostarmi subito verso l’esterno, ma non c’era molto spazio - ha spiegato Fabio riguardo la sua gara - Dovevo fare qualcosa di diverso per tentare di recuperare posizioni, ma non è stato possibile. In ogni caso, senza considerare la partenza sbagliata, ho avuto tanti problemi, soffrivo troppo nei primi giri rispetto agli altri. Il mio ritmo poi non è stato granché, siamo troppi lenti per lottare con gli altri".

C'è almeno qualche punto positivo?
"Non ci sono punti positivi in questo fine settimana, onestamente non ne trovo proprio. Di solito sono un pilota che cerca di adattarsi alla moto, ma in questo fine settimana le cose erano talmente difficili che dovevamo fare qualcosa di nuovo sulla moto, infatti le abbiamo provate tutte. Domani faremo qualche altra cosa per il warm up, anche di abbastanza estremo, e vedremo".

A questo punto ti fa piacere correre la Sprint o speri che venga annullata?
"Se le condizioni lo permettono, mi piacerebbe correre domani. Ma qui quando c’è vento diventa davvero un problema. Non è tanto la pioggia a preoccuparmi, ma se c’è vento forte qui a Phillip Island i problemi sono davvero grandi".

Yamaha continua a professare pazienza, confida di poter lavorare sulla M1 questo inverno per tornare al top. Tu cosa ne pensi, basterà?
"Abbiamo bisogno di 15 inverni per essere allo stesso livello dei nostri rivali. Ma dobbiamo ragionare come loro per riuscire ad avvicinarci, che è poi il nostro obiettivo da diversi anni. Il problema è che in questi anni abbiamo magari guadagnato qualcosa in un’area della moto, ma ne abbiamo perso in altre. Il telaio che avevamo in passato era qualcosa di magico, potevi fare quello che volevi con la moto. Certo, la moto era lenta, ma curvava in modo incredibile. Adesso è lenta lo stesso, ma in più non gira nelle curve come prima".

Eppure c'è stato tantissimo lavoro in ogni test, tante novità.
"Noi abbiamo fatto dei passi in avanti con il motore, ma anche gli altri ne hanno fatti quindi la differenza alla fine è la stessa, ma gli altri sono andati avanti anche con telaio e aerodinamica. Per me, ridurre il gap dagli altri resta l’obiettivo numero 1. Certo, il mio obiettivo come pilota sarebbe di poter lottare per il campionato, ma se devo essere realistico, so già che nel 2024 non avremo possibilità di lottare per il mondiale. Ma se voglio avere almeno l’opportunità di lottare per un podio e per le vittorie, penso che serva fare questo passo, è questo un obiettivo realistico per me e Yamaha, un mio obiettivo personale reale".

Cosa deve fare Yamaha per convincerti a restare anche oltre il 2024 sulla M1?
"Se vedo che il gap si riduce, che il nostro svantaggio diminuisce, posso pensarci. Ma ho davvero bisogno di vedere questa cosa, questo miglioramento. E’ importante per me capire quanto vogliono vincere, perché io voglio riuscirci. Io sto spingendo al massimo sempre e voglio un progetto vincente per l’anno prossimo e per gli anni a seguire".

Grande delusione anche per Franco Morbidelli a Phillip Island. 

"Gara tosta, rispetto a Fabio ho cotto di più tutto le gomme da metà gara in poi e ho perso tanto passo. Magari scegliendo la dura davanti avrebbe tenuto di più la performance, ma non so onestamente"

Hai fatto una scelta sbagliata?
"Quando ho provato la dura non ho sentito le solite sensazioni. Di solito uso quella, ma oggi ho fatto una scelta diversa. Tante difficoltà, ma alla fine lo sapevamo. Per domani spero che i meteorologi si sbaglino, perché mi sento carico per fare la Sprint domani. Dobbiamo cercare di migliorare anocra e capire cosa poter fare, ma sono fiducioso per la gara corta. Oggi nella seconda metà di gara ho fatto troppa fatica". 

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