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MotoGP, Bagnaia: "Con Martin è una lotta anomala, non so chi sia il più forte"

"Abbiamo fatto un solo testa a testa, le prossime piste sono favorevoli a me. In gara non mi sono preoccupato, sapevo che avrebbe avuto un grosso calo con la gomma morbida. Zarco? Si è meritato di vincere più di me"

MotoGP: Bagnaia: "Con Martin è una lotta anomala, non so chi sia il più forte"

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Chi va piano va sano e va lontano: è la morale della gara di Phillip Island. Non si può dire che Bagnaia sia stato lento, ma sicuramente non rapido come Martin che però - forse per un eccesso di fiducia - alla fine si è trovato alle spalle di Pecco al traguardo e ancora più lontano in classifica. Dopo il record in qualifica di Jorge, era facile scommettere su di lui, il campione del mondo era risalito dalle Q1 alla prima fila, ma battere il rivale non era per nulla scontato.  Bagnaia ha fatto leva su strategia e sangue freddo per portare a casa un 2° posto che vale oro: “ho controllato per tutta la gara, sapevo quanto fosse grande il calo su questo pista e ho lavorato per tutto il fine settimana solo con la media - rivela il segreto del suo successo - Non era facile rimanere costante con poco così grip, soprattutto all’inizio della gara quando gli altri spingevano tanto, però sapevo che alla fine saremmo stati più veloci”.

Così tanto da riprendere Martin?
Mi aspettavo che Jorge avesse quel calo prima, ma negli ultimi 5 giri si vedeva che la sua moto era nervosa. Le gomme si consumavano il 20% più dell’anno scorso e siamo stati più veloci della gara del 2022”.

Ti ha sorpreso vederlo partire con la gomma morbida al posteriore?
Sapevo che l’avrebbe scelta, lo immaginavo perché ieri aveva fatto tanti giri con quello pneumatico ed era fiducioso, ma in gara è sempre diverso. Nei primi giri è stato difficile, mi ero preoccupato quando avevo visto anche Binder andare via, forse stavo tenendo un passo troppo lento, allora ho spinto ma non troppo. Poi, quando mi sono accorto che Martin non aumentava il suo vantaggio, ho capito che lo avremmo ripreso: dopo 7 giri ero sicuro che le media fosse stata la scelta giusta. Allora ho pensato di non rischiare di cadere tentato riprendere Brad e Fabio, infatti hanno iniziato a lottare fra di loro ed è stato facile riportarmi sotto”.

A un certo punto, però, sembravi non riuscire a seguirli.
Avevo paura che Diggia e Binder avessero un ritmo migliore del mio e mi ero avvicinato per avere un po’ di scia, ma quando sono arrivato alle loro spalle la gomma ha iniziato a soffrire e ho alzato il ritmo. C’è stato momento in cui ho dovuto mollare, ma sapevo dallo scorso anno che la gara sarebbe stata lunga e che bisognava stare attenti con le gomme, ho cercato di farlo.

All’ultimo giro hai pensato di potere vincere?
Zarco se l’è meritato più di me, ho cercato di stargli vicino, ma lui aveva maggiore trazione”.

I tuoi punti di vantaggio su Martin sono saliti a 27.
È assolutamente importante, ma bisogna tenere i piedi per terra perché so quanto possa cambiare tutto velocemente. A Barcellona avevo più di 60 punti di vantaggio e poi ho perso la testa del campionato, un fine settimana come questo è importante perché sono riuscito a essere veloce anche quando fatichi”.

Tra te e Martin è una lotta di testa?
Lo è sempre, l’importante è riuscire sempre a trovare la quadra. Qui ce l’abbiamo fatta prima del solito, visto che è sabato”.

Una sprint e altri 4 GP da correre, chi è al momento il favorito?
All’inizio dell’anno scorso avevo detto che io ero il più veloce e Quartararo il più forte. Ora penso che Jorge sia veramente velocissimo e fortissimo e ci stiamo confrontando in un modo diverso dal solito, perché abbiamo fatto solamente un testa a testa, al Sachsenring, dove aveva vinto lui. È difficile dire chi sia più forte in questo momento: in India ero stato più veloce io, mentre le ultime due piste non sono tra quelle favorevoli a me. Le prossime dovrebbero esserlo, vedremo cosa succederà”.

Negli ultimi GP ti sta capitando spesso di partire in salita.
Ho cercato molto di avere le prestazioni, ho lavorato moltissimo con le gomme usate nelle prove, con la media, perché sapevamo che avrebbe fatto la differenza. Mi sono complicato le cose non entrando direttamente in Q2, ma tutto è servito. Questa mattina avevo fatto un altro passo in avanti, sono riuscito a partire in prima fila e a gestire una gara dura, anzi durissima, e alla fine sono stato davanti”.

Invertire gara e sprint ha cambiato qualcosa?
Se avessi corso oggi la sprint l’avremmo fatto tutti con la gomma morbida e avremmo capito usarla nella lunga sarebbe stato più difficile. Con mezz’ora di prove, le qualifiche e la gara è stata una giornata complicata, fisicamente mi sento bene, ma mentalmente sono stanco”.

Oggi sei sul podio con Zarco e Di Giannantonio, un risultato che hanno inseguito per molto tempo. In MotoGP si vuole tutto subito?
Io ci avevo messo 2 anni e mezzo per vincere la mia prima gara ed ero arrivato in MotoGP dopo titolo in Moto2. La chiamata per il team ufficiale era arrivata nel momento perfetto, nel 2020 ero stato vicino al mio primo podio e avevo il rotto motore, poi mi ero rotto la tibia a Portimao e al rientro a Misano avevo fatto il podio. Quando entri in un team ufficiale hai una responsabilità che a qualcuno mette pressione, mentre per altri è un aiuto per migliorare, come è stato per me.

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