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MotoGP, Bagnaia: "Meglio avere anticipato la gara, domenica sarà difficile aprire i box"

"Dovendo passare dalla Q1 mi aspetta una giornata tosta, ma non mi spavebta. Con la gomma morbida sono arrivati i problemi. I piloti che aspettano una scia? Inacettabile vederne 10 farlo"

MotoGP: Bagnaia: "Meglio avere anticipato la gara, domenica sarà difficile aprire i box"

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Bagnaia sta parlando con i giornalisti quando arriva l’ufficialità che la gara lunga verrà spostata a domani e la sprint posticipata a domenica a causa del maltempo previsto a Phillip Island. Il che significa che sarà una giornata molto intensa per Pecco che, come già capitato in Indonesia, non è riuscito a entrare direttamente in Q1, non andando oltre l'11° tempo in FP2. Nonostante questo problema, il campione del mondo appoggia la decisione presa: considerate le previsioni, è meglio, domenica sarà difficile anche solo aprire la serranda dei box, dicono ci saranno raffiche di vento a più di 50 Km/h. Ho lavorato più degli altri per la gara lunga, ma sarà una giornata tosta e stressante”.

Ti aspetta bel carico di lavoro.
“Faremo 14 giri in più che se ci fosse stata la sprint. Il problema è che domani mattina sarà importante fare tanti giri con una gomma per vedere come va, oggi l’ho fatto con la media, ma rimane la morbida. Sarà interessante, un’incognita per tutti, ma non mi spaventa, anche nel 2019 avevamo fatto qualifiche e gara nello stesso giorno. Certo sarà difficile anche perché passerò per le Q1, quindi mi aspettano molti giri”.

Come mai hai mancato la qualificazione diretta?
Ho iniziato il turno con la gomma media al posteriore per portarla avanti e mi sentivo bene, avevo un buon passo, uno dei migliori. Quando ho montato la morbida per il giro secco, invece, ho iniziato ad avere problemi, forse avrei dovuto fare come gli altri piloti, usare la soffice a inizio turno per capirne le reazioni, ma pensavamo che la nostra fosse la migliore strategia in vista della gara”.

Quali sono stati i problemi?
Faticavo molto in accelerazione e in entrata di curva, la mia moto era molto nervosa. Per esempio, in uscita dall’ultima curva al traguardo perdevo 2 decimi da Martin ed è incredibile, mi mancava trazione. Questo è il problema ma, come in Indonesia, ho belle sensazioni in sella”.

Non è la prima volta che fatichi il venerdì.
La cosa strana è che quando ci spostiamo da una pista all’altra lo stesso setting non funziona, accade ogni volta. In tutta la stagione ho faticato il venerdì, poi sono migliorato il sabato e la domenica sono tra i più veloci. Qui avrò un giorno in meno per riuscirci, ma in questa pista è difficile avere un vero vantaggio. Guardando i passi, ero uno dei più competitivi, quindi penso di avere fatto un lavoro migliore rispetto a quello degli altri piloti, ma bisogna riuscite a iniziare il fine settimana con migliori sensazioni”.

Iniziare con la gara lunga è meglio o peggio?
Io la preferisco alla sprint. Oggi è stato difficile restare costanti, le gomme si distruggevano, anche la media che è la dura dell’anno scorso. Nel 2019 ero partito 15° e avevo finito la gara al 4° posto e oggi penso di essere in una situazione migliore di quella di 4 anni fa, rimontare è possibile”.

Negli ultimi minuti di prove avevi alle spalle un trenino di piloti.
Nella prima uscita ero da solo, mentre nella seconda ho visto 10 piloti che aspettavano una scia andando piano in traiettoria, come in Moto3. Per me non è accettabile considerando che siamo in MotoGP e dobbiamo dare l’esempio, ero l’ultimo del gruppo quando sono uscito dai box e ho fatto il giro davanti a tutto. Preferisco non avere nessuno davanti, alcune volte va bene e altre no, ma sapevo che anche se avessi rallentato nessuno mi avrebbe superato”.

Avere il numero 1 sulla carena attira più piloti alle tue spalle?
Quando vai forte tutti cercano la tua ruota e poi sanno che io sono uno che spingo in ogni caso. Non me ne frega niente di chi ho dietro e spesso ho battuto quelli che avevo in scia. Sta cambiando in generale la MotoGP, vedere 10 piloti che aspettano una scia, di cui non per altro c’è bisogno, non è giusto. Anche perché in Safety Commission rompiamo tanto le scatole quando succede in Moto3 e poi siamo i primi a farlo: è sbagliato”.

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