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MotoGP, Aleix Espargarò: "L'Irta protegge troppo i team, i contratti vanno rispettati"

"Sono i team a rompere i contratti, mai i piloti. Se la rottura  avviene da entrambe le parti , come per Marquez, non c'è nulla di male, ma è un caso specifico. I contratti dei piloti vanno rispettati, l'associazione dei piloti potrebbe aiutare in questo"

MotoGP: Aleix Espargarò:

Il GP dell'Indonesia ha visto l'Aprilia di Aleix scivolare lungo la classifica dopo le prime fasi di gara, un calo che allo spagnolo ha lasciato l'amaro in bocca dopo un inizio di settimana ad altissimo livello in cui lui e Maverick sembravano avere tutte le carte per porre un freno al dominio Ducati. Lo spagnolo poi, sempre molto protettivo e vocale riguardo alla sicurezza ed alla tutela dei piloti, ha voluto commentare l'attuale atmosfera di disagio creatasi dopo le voci della possibilità di rottura dei contratti. Una situazione, quella scatenata dalla rottura di Marc con Honda, che ha reso il mercato dei piloti alquanto instabile, il timore quello che non finisca per essere un caso isolato. Il tutto è supportato dalle voci che si rincorrono su chi potrebbe sostituire Marc sulla Honda nel 2024.

"Lo scorso settimana in Indonesia non ho raccolto quanto avrei dovuto - interviene Aleix - sono abbastanza arrabbiato perché sono stato veloce tutto il fine settimana ma poi in gara non sono riuscito a tenere il passo per il podio. Il passato è passato, Phillip Island storicamente è un tracciato che si presta alle potenzialità della Aprilia, qui la potenza del motore è meno importante e non ci sono molte frenate brusche. Penso che ci manchi ancora un pizzico di potenza per competere al pari delle Ducati e delle KTM in molti circuiti , ma credo serva anche del lavoro di bilanciamento dei pesi, per poter fermare meglio la moto, queste sono le due cose su cui dovremo concentrarmi maggiormente".

L'addio di Marc alla Honda ha destabilizzato il mercato piloti, e si è passati da una situazione in cui i contratti in essere erano inamovibili ad una più fluida in cui tutto può succedere.
"Ovviamente ciò che intendevo quando ho commentato la situazione in Indonesia è che in questo mondo non si può mai sapere, ma io sono il primo pilota a rispettare i contratti. Le cose cambiano continuamente e se entrambe le parti raggiungono un accordo nulla è impossibile, nella mia ormai lunga carriera nelle corse è una lezione che ormai conosco bene".

Tra le file Aprilia, Raul Fernandez rappresenta sicuramente uno dei possibili futuri della casa di Noale.
"Mi aspettavo di più da Raul sinceramente, ne abbiamo parlato anche di persona. Lo considero uno dei giovani talenti migliori all'interno del paddock. Lo scorso anno ovviamente ha iniziato da rookie con una moto ed un team diversi, forse non i migliori, ma quest'anno ha una moto vincente. Bezzecchi ha bene o male la stessa moto contro cui ho vinto lo scorso anno con la moto che guida lui, quindi è chiaro che per Raul ci siano ancora margini di miglioramento, che stanno arrivando. Tutti in Aprilia confidano nelle sue capacità".

Questa destabilizzazione del mercato piloti in cui i contratti sembrano essere meno solidi di prima ha sicuramente generato tensione e apprensione tra i piloti, che potrebbero vedere a rischio le loro selle anche all'improvviso.
"I contratti vengono rotti dai team, mai dai piloti - precisa subito lo spagnolo - quando ciò avviene da parte di un pilota è perché tra le due parti sussiste già un accordo. Se entrambe le parti sono d'accordo non ci vedo nulla di male, è il caso di Marquez con la Honda. Si tratta però di un caso specifico, e tale dovrebbe rimanere. Se ad esempio in Moto2 o Moto3 i team potessero rescindere i contratti a piacere a metà stagione per dei cattivi risultati, non sarebbe una bella cosa per i piloti. Del resto quando invece i risultati arrivano i piloti non chiedono più soldi di quanto sia stato pattuito nel contratto".

Cosa si potrebbe fare per scongiurare questo problema?
"Penso che l'IRTA protegga troppo i team e non i piloti".

In formula1 le cose sono diverse, e l'associazione dei piloti ora sarebbe più utile che mai.
"La realtà è che non dovrebbe essere necessaria, dovrebbe essere il campionato stesso a proteggerci. Se hai un contratto devi rispettarlo. In quindici anni di carriera non ho mai visto aumenti quando si vincevano tante gare, è successo proprio a Raul in Moto2".

Le condizioni del tracciato, che nel fine settimana potrebbe presentare venti proibitivi per correre, preoccupano ovviamente anche lo spagnolo.
"Non è il mio lavoro preoccuparmi di questa eventualità, ma sicuramente spostare la gara non è una opzione impossibile".

Intanto però, l'associazione dei piloti sembra via via assumere sempre di più concretezza.
"La realtà è che non vogliamo fare nessuna rivoluzione, semplicemente in questo momento essere divisi ed avere anche opinioni a volte diverse non ci è d'aiuto. In questo contesto è ovvio però che avere una voce univoca potrebbe aiutarci a far sentire di più la nostra voce in determinati contesti".

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