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MotoGP, Nadia Padovani: "Marquez? gli ho chiesto di toccarlo per vedere se fosse vero"

L'INTERVISTA - "C'è chi dice che sia stata fortuna, ma non è così. Sono stati anni di duro lavoro in cui abbiamo fatto le scelte giuste, ma mi piace anche pensare che Fausto abbia allineato i pianeti per noi. Possibili malumori in Ducati? siamo un team indipendente, scegliamo noi i piloti"

MotoGP: Nadia Padovani: "Marquez? gli ho chiesto di toccarlo per vedere se fosse vero"

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Intervista di Riccardo Guglielmetti e Andrea Scalera

Le ultime settimane sono state davvero incandescenti per il team Gresini, una squadra con una lunga storia motociclistica alle spalle ed un progetto in continua crescita ed evoluzione che ha visto avvicendarsi tantissimi campioni nel suo passato. Dai primi anni con Kato alla prima vittoria con Bastianini in MotoGP in Qatar nel 2022, passando per i successi di Marco Simoncelli. L'arrivo di Marc Marquez che vestirà i colori Gresini nel 2024 è forse il coronamento di un percorso davvero lungo, nato ai suoi esordi nel 1997 dalla passione e dal lavoro di Fausto Gresini e di cui Nadia Padovani ha saputo raccogliere l'eredità con tutte le sfide che essa comportava.

"Quando c'era mio marito al timone ci sono stati sia buonissimi risultati che momenti più difficili - racconta Nadia Padovani - quando il team non era più indipendente con Aprilia ci sono stati anche degli anni in cui dovevamo sviluppare la moto. Quando presi in mano la Gresini racing alla scomparsa di mio marito dissi che avremmo fatto vedere al mondo cos'era la Gresini racing, ma non ero ancora lucida in quel momenti - ammette poi - ero al funerale ed in quei momenti è stato difficile. Da lì in avanti siamo riusciti a farci vedere dal mondo e portare avanti questo progetto di team indipendente".

Il mondo delle corse è prettamente maschile, ma vedere una donna al comando è un qualcosa di raro, un'altra delle sfide che hai dovuto affrontare.
"Molto del lavoro iniziale nel costruire tutta la struttura lo aveva portato avanti mio marito. Questo però non mi ha reso le cose più facili, prima che io prendessi le redini gestivo la mia famiglia, non ero già inserita in questo ambiente e questo ha creato tanti dubbi, "ma dove vuole andare questa donna?" Ero solo la moglie di Fausto che prima di tutto questo aveva lasciato il suo lavoro da infermiera per seguire i nostri quattro figli. Alcuni dei ragazzi che erano già presenti nel team poi preferirono prendere altre strade, io stessa non sapevo se sarei riuscita a gestire tutto".

Nulla è venuto da sé, i successi di oggi hanno le basi sul duro lavoro di questi ultimi anni, del team e di Nadia che si approcciava a questo mondo.
"Il 2021 ed il 2022 sono stati anni di duro lavoro - prosegue - non conoscevo nessuno e gestire una azienda non è facile. Gestirne una che si muove poi è ancora più difficile. Un po' di frustrazione nel 2021 c'è stata, ma avevo accanto i collaboratori di Fausto che mi hanno insegnato davvero tanto. Quando poi nel 2022 mi sono presentata in Qatar non mi sarei mai aspettata ciò che accadde subito dopo. Penso che nessuno se lo aspettasse, ricordo che piangevo, era tutto così allucinante per una madre di quattro figli".

La familiarità in effetti è quasi un marchio in Gresini. Tutto questo forse ha contribuito all'arrivo di Marquez, un'operazione storica che mesi fa nessuno si sarebbe aspettato.
"C'è chi potrebbe dire che abbiamo avuto fortuna, ma non è così. La fortuna bisogna anche cercarsela, e se dimostri di saper lavorare bene, seriamente, di ottenere dei risultati... siamo una famiglia ed i piloti li coccoliamo davvero, la professionalità sta anche in queste piccole cose. Abbiamo anche fatto delle scelte giuste, come quella di prendere suo fratello Alex. Ma ci tengo a precisare che non mi sarei mai permessa di chiedergli di parlare con Marc, nella maniera più assoluta. E' chiaro che con Alex c'è stata subito sintonia e tra fratelli è possibile che ne abbiano parlato. Stare bene psicologicamente in un gruppo è importante, poi è chiaro che abbiamo la moto dell'anno precedente, e sarà così anche l'anno prossimo, ma siamo comunque spesso riusciti ad ottenere degli ottimi risultati. La moto non è l'unico ingranaggio, abbiamo un team di professionisti, dai capotecnici ai meccanici, in questo ambiente le voci girano e se qualcosa non funzionasse un pilota come Marc non sarebbe venuto da noi".

Quello di firmare con Marc è stato un evento di mercato più unico che raro, specie per un team indipendente.
"Non sono mancati gli ostacoli, se Honda non avesse lasciato andare Marc non avremmo mai potuto prenderlo con noi. Mi piace pensare che Fausto da lassù abbia allineato i pianeti per far sì che tutto questo accadesse".

Che impressioni avevi di Marc prima di tutto questo?
"All'inizio lo vedevo con gli occhi della spettatrice, è di quella generazione di piloti pieni di grinta e di voglia di vincere, ricordo le battaglie con Valentino Rossi. Io stessa ho sposato un pilota, ho sempre seguito questo mondo. Di piloti così ne nascono davvero pochi, l'ho visto evolversi negli anni. In Gresini il primo contatto c'è stato soltanto alla firma, giovedì mattina. Ho avuto modo di conoscere Alex e mi è piaciuto moltissimo come carattere, sicuramente sono diversi, da madre posso immaginare che abbiano anche molte cose in comune".

Il mondiale nel 2024? A cosa rinunceresti per ottenerlo?
"E' chiaro che mi piacerebbe, ma sulla rinuncia è difficile darti una risposta. Mi è dispiaciuto aver rinunciato a Fabio Di Giannantonio, un pilota che mio marito aveva portato nel mondiale e che è cresciuto con noi".

Ora con l'ingresso di Marc, è prevedibile che  anche i contatti con Ducati si intensifichino. Magari a Dall'Igna questa situazione potrebbe andare bene, ma non è detto che valga per tutti.
"Quando la cosa ha iniziato a concretizzarsi ovviamente abbiamo avuto modo di confrontarci, ma ormai eravamo già in fase di finalizzazione del passaggio. Noi come team indipendente abbiamo la nostra libertà nel scegliere i piloti".

Mediaticamente come è stato gestire tutta questa attenzione.
"Quando a Misano uscirono le prime voci non potevamo dire nulla, le variabili erano talmente tante che abbiamo preferito non dire nulla, in fondo non sapevamo neanche se la cosa sarebbe andata in porto. Poi quando la Honda ha risolto il contratto allora abbiamo potuto iniziare a muoverci anche noi".

La tua prima reazione quando l'hai visto di persona?
"Per capacitarmi della cosa gli ho chiesto se fosse vero, ho voluto toccarlo per esserne certa!, ancora adesso penso di non essermi ancora resa pienamente conto di cosa sia successo".

Se dovessi riassumere quest'ultimo capitolo della storia Gresini con una parola, cosa ti viene in mente?
"Pazzesco!"

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