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MotoGP, Marini: “L’unica chance di Bagnaia è battere Martin nel corpo a corpo”

Uno stoico Luca Marini sfiora l’impresa nella Sprint di Mandalika: “Martin è in formissima, sembra imbattibile. Oggi ho dato tutto per cercare di batterlo, ma non sono nella condizione migliore. In Q2 mi sono fatto male e sono rimasto tre ore dal fisioterapista per sciogliere la spalla”

MotoGP: Marini: “L’unica chance di Bagnaia è battere Martin nel corpo a corpo”

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Uno stoico Luca Marini ha sfiorato l’impresa nel sabato del Mandalika Street International Circuit. Nonostante la frattura alla clavicola rimediata poche settimane or sono nel GP d’India, il portacolori Mooney VR46 Racing Team Ducati ha colto un insperato un secondo posto nella Sprint odierna, venendo battuto soltanto dal pilota del momento, Jorge Martin. Niente male considerando i problemi fisici che si porta dietro, uno dei quali recentissimo, sorto proprio nel corso delle qualifiche ufficiali andate in scena nella nottata italiana tra venerdì e sabato.

“È stata veramente dura, soprattutto dopo l’inconveniente di questa mattina in Q2. Affrontando un cambio di direzione ho spinto sul manubrio e sentito un ‘crack’. Stavo male - ha svelato - una volta finite le interviste, fino a tre minuti prima di cambiarmi e rimettermi la tuta ho fatto fisioterapia per sciogliere i muscoli della spalla. Ci sono rimasto per tre ore, altrimenti dubito che avrei preso parte alla gara. Siamo riusciti un po’ a limitare i danni, ma avevo così tanto dolore da non avvertire neanche il caldo. Faticavo soprattutto nelle curve a sinistra”.

Il numero 10 non ha nascosto un pizzico di rammarico per la (possibile) vittoria sfumata per un soffio: “Peccato, la moto andava davvero forte. Avremmo potuto vincere, va bene così comunque perché non sono nella mia condizione migliore. L’aspetto positivo è che dal test di Misano in avanti sono molto più a mio agio. Che cosa mi aspetto per domani? Andrà peggio a livello di tenuta fisica. L’obiettivo sarà scontare subito il long lap penalty (risalente al GP d’India; ndr) e poi gestire il mio corpo senza sprecare energie in vista di Phillip Island”.

Una volta liberatosi di Maverick Vinales, sembrava avere il passo per raggiungere e infine attaccare il leader Martin. Intenzioni rese vane nel finale da una piccola-grande sbavatura alla curva 13, con lo spagnolo del team Prima Pramac Racing Ducati a portata di tiro: Mi ero messo in testa di andare a riprenderlo, avevo notato che stava calando di ritmo. Sapevo di dover dare tutto per portare a casa il successo visto che la mia strategia per domani sarà completamente diversa col doppio dei giri a disposizione. Ci ho provato. Purtroppo, qui il posteriore si scalda eccessivamente e in uscita dalla 12 ho pagato tanto spinning. Alla curva successiva ho pinzato un po’ troppo il freno e ho perso quasi la moto. Fortunatamente sono riuscito a tenerla. In ogni caso sono contento, in queste condizioni il rischio di finire a terra è elevato. Fuori traiettoria c’è parecchio sporco, l’ideale sarebbe che l’asfalto fosse completamente pulito”.

Nella giornata di ieri, Marini e la sua squadra hanno svolto un lavoro minuzioso per capire il comportamento e relativo sfruttamento delle nuove gomme Michelin portate in Indonesia, culminato quest’oggi con la pole position in qualifica e il secondo posto nella Sprint: “Gli pneumatici posteriori hanno una carcassa diversa qui, però non ci spiegano di preciso come sono fatte. Siamo noi che dobbiamo capirle ed analizzarle grazie all’aiuto dei nostri ingegneri. Anche Ducati stessa da questo punto di vista fa si adopera in maniere impeccabile, dandoci un aiuto importante”.

In pratica, serviva un modo differente di scaldare la gomma prima del giro veloce, oltre a qualche modifica per adattare meglio la Desmosedici GP22 alle nuove carcasse: “Ieri pomeriggio non riuscivo a scaldare le coperture, non capivamo il motivo. Mi hanno detto che sbagliavo la preparazione nel giro di lancio. Avevo fatto il possibile per portarle in temperature, con numerosi out-in, eppure non funzionavano mai. Stanotte ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo capito il problema. Stamattina sono entrato in pista facendo il giro d'uscita dai box in modo diverso, questo mi ha fatto trovare più fiducia nella moto insieme ad una modifica significativa sulla moto.

Mentre sulla lotta tra Jorge Martin e Francesco Bagnaia ha risposto: Martin è in formissima, credo che sia imbattibile in questo momento. L’unico modo che ha Pecco è batterlo in un corpo a corpo. Domani probabilmente non accadrà, partirà molto indietro, una gara come Phillip Island invece potrebbe essere una grossa occasione per riportarsi in testa al campionato e dimostrare chi è il numero 1. La costanza un fattore determinante? Con il livello odierno della MotoGP, se non sei a posto diventa complicato arrivare persino quarto o quinto. Se qualcosa va storto puoi sprofondare dodicesimo, però meglio qualche punticino di uno zero! Come negli scacchi, a volte bisogna accontentarsi e lasciare magari una vittoria all’avversario pur di presentarsi davanti alla fine dell’anno.

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