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MotoGP, Marquez: “Sarà strano non lavorare più con Hernandez, ma Carchedi è preciso”

“Purtroppo questa scelta è arrivata tardi e ho dovuto accettare Frankie, ma non è una decisione alla cieca. Bezzecchi? Se ti va bene sei un eroe, se no hai fatto una follia”

MotoGP: Marquez: “Sarà strano non lavorare più con Hernandez, ma Carchedi è preciso”

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Marc Marquez si è garantito in posto nella Q2 del sabato. Grazie al sesto tempo del pomeriggio, lo spagnolo non dovrà passare dallo scoglio della Q1, accedendo direttamente alla qualifica che decreterà la griglia di partenza.

Ieri il 93 è stato al centro del mercato, oggi invece a parlare è toccato alla pista.

“Nel momento in cui conosci il tuo futuro ti togli forse un peso, ma poi l’impegno in pista rimane sempre lo stesso – ha detto – a dir la verità le ultime due gare sono state le migliori per me. Ovviamente l’esperienza mi aiuta a mantenere alta la concentrazione durante questi momenti”.

Il venerdì ha regalato ad Marc l’accesso diretto in Q2.

“Quest’oggi è andata meglio di quanto mi aspettassi. Il ritmo non era male, sono riuscito a guidare bene, facendo un bel giro secco con la seconda gomma. Diciamo che essere nei dieci era il massimo che potessi raggiungere. Qui oggi c'erano condizioni simili a quelle dell'India. C'era poco grip, la pista era scivolosa e questo ha fatto sì che il limite fosse fissato dalla pista e le moto non sono state spinte al massimo. Nel pomeriggio l'aderenza è migliorata e i soliti piloti erano al top. Ma è vero che fuori dall'Europa, il venerdì siamo più a nostro agio su piste con meno grip”.

Al 93 non è mancato poi un fuoriprogramma.
“In occasione del time attack abbiamo avuto un piccolo problema. Non riuscivo infatti a guidare come piace a me, ma ho comunque cercato di adattarmi anche perché l’alternativa era quella di lamentarmi. Era la mia ultima occasione e l’ho sfruttata al meglio. Quel che conta è che siamo riusciti a capire cosa non ha funzionato e sappiamo come intervenire per domani”.

Rimanendo in merito a quanto visto oggi, Marc parla poi della prestazione di Bezzecchi.
“Marco è un pilota che spinge sempre al limite. Se tutto va bene sei un eroe, se no hai fatto una follia. Stamani ha fatto una brutta caduta e nel caso in cui va male, il rischio è che la vite si incastri e poi serve un’altra operazione. Io ci sono passato e so cosa significhi nonostante il problema non fosse dovuto a una caduta ma allo stress. Fortunatamente non ho mai avuto una frattura della clavicola, ma incrocio le dita e gli auguro il meglio”.

Oltre alla pista c’è poi il discorso legato al capotecnico per il 2024.
“Il prossimo anno lavorerò con Carchedi come capotecnico. Per me sarà una cosa strana, dato che lavoro con Santi Hernandez da ben 13 anni. Accetto però la situazione e considero Frankie una persona precisa: mi sono informato senza dover andare ad occhi chiusi. Spero di lavorare bene con lui visto quanto fatto in passato con Mir con cui ha vinto un mondiale in Suzuki. Come ho già detto ieri non voglio rovinare i piani della Honda e di Gresini, visto che siamo ad ottobre e siamo arrivati tardi a questa scelta”.

Chiuso il discorso capotecnico, si torna a parlare di pista.
“Le condizioni odierne erano per certi versi simili a quelle dell'India. C'era poco grip, la Honda scivolava in alcuni tratti e forse nessuno ha voluto spingere al massimo in FP1.  In FP2 il grip era maggiore e poi i top rider sono emersi. Solitamente fuori Europa al venerdì abbiamo maggiore competitività con poco grip”.

Adesso non resta che attendere qualifiche e gara del sabato.
“Il ritmo è abbastanza buono e stamani sono rimasto sorpreso soprattutto perché avevo del margine nel T2. Al pomeriggio ho poi spinto arrivando al limite senza oltrepassarlo.  Al momento dovremmo essere tra il settimo e decimo posto”.

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