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SBK, Conforti: “Parlerò coi vertici Ducati per tutelare il Broncos Racing Team”

L’INTERVISTA - Il team manager di Broncos Racing sui fatti di Imola al CIV: “Non abbiamo colpe per i comportamenti tenuti in pista. Il pilota deve prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Farò delle valutazioni per il futuro, voglio mantenermi in sinergia con Ducati”

SBK: Conforti: “Parlerò coi vertici Ducati per tutelare il Broncos Racing Team”

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Dall'inizio dell'accordo di collaborazione datato 2019, Lorenzo Zanetti e il Broncos Racing Team sono saliti per la prima volta nella storia sul trono del CIV Superbike. Un percorso in continuo crescendo, culminato con la conquista del titolo la scorsa (discussissima) domenica all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. Quel che avrebbe dovuto rappresentare una piacevolissima storia da raccontare del nostro panorama motociclistico, ha assunto invece i contorni di una controversia degna dell'affaire Dreyfus. In effetti c’è ben poco da festeggiare per i vincitori. Un Campione (quasi) "irriconosciuto" dall'opinione pubblica e penalizzato di un doppio long lap penalty da scontare alla prima gara del 2024, da una parte. Una compagine Ducati ferita tutt’altro che gongolante all’idea di aver scritto il proprio nome nell’albo d’oro della serie con queste modalità, dall'altra. Il team manager Luca Conforti ci ha raccontato la sua versione dei fatti.

Parla Luca Conforti

“Indipendentemente dall’episodio in sé, che può essere analizzato da diversi punti di vista, faccio un passo indietro e dico che Lorenzo nel precedente quadriennio era caduto in appena quattro occasioni. Da solo. Questo per far capire meglio di chi stiamo parlando, altrimenti il nostro sodalizio non sarebbe andato avanti così a lungo. Tutti noi siamo dispiaciuti, Lorenzo in primis, entrambi ci ritroviamo dentro un limbo. Prima che un pilota, per me è un amico. In quanto tale sono convinto che non abbia agito intenzionalmente, specialmente dopo il botto dell’anno scorso (aprile 2022 a Misano; ndr) in cui aveva rischiato di mettere a repentaglio la carriera. In ogni caso farò delle valutazioni, voglio mantenere una certa sinergia con Ducati”.

In che senso?


“Aspetterò la conclusione delle stagioni di Mondiale Superbike e MotoGP, impegni prioritari della casa madre, dopodiché sarà mia premura confrontarmi direttamente coi vertici della Ducati. Con la massima trasparenza sottoporrò a chi di dovere dei dati, immagini e video probabilmente li avranno già, per capire la loro opinione e anche come dovrò regolarmi in ottica futura. Il mio interesse è tutelare l’immagine del Broncos Racing Team. Finora nessuno mi ha mai imposto quali piloti prendere, ma mi piacerebbe restare allineato alle direttive del marchio. Legame per il mio gruppo imprescindibile”.

L’incidente (QUI il video) si poteva evitare?

“Faccio fatica a fornire una riesamina. Indiscutibilmente, quel tratto della pista (la Variante Bassa; ndr) è molto pericoloso. Anche se, almeno sulla carta, sono presenti delle vie di fuga per evitare impatti di quel tipo... mi preme sottolineare comunque che, parlando a nome del Broncos Racing Team, non abbiamo colpe per i comportamenti tenuti in pista dai nostri piloti. Non ci riteniamo parte in causa. Il pilota deve prendersi la responsabilità delle proprie azioni, che esse siano volontarie o involontarie. A livello di squadra non possiamo essere presi in considerazione. Più che scusarmi coi diretti interessati e sincerarmi delle condizioni di Pirro, non posso fare altro. Il resto è compito del pilota che ha provocato l’accaduto. Da fuori forse non sembra, anche noi però abbiamo subito dei danni, non solo tecnici alla moto”.

Ovvero?

“Senza l’incidente avremmo vinto persino la classifica a squadre (alla fine assegnata al Barni Racing Team; ndr) pur schierando un solo pilota a differenza della maggior parte dei nostri avversari. Siamo una struttura piccola, seria e corretta, sottoposta di anno in anno a sacrifici non indifferenti. Oggi specialmente che le complicazioni per reperire risorse per partecipare al CIV sono centuplicate. Facciamo dell’ottima reputazione il nostro vanto, teniamo alle relazioni umane nel paddock, dobbiamo mantenere intatta questa integrità. Non è questo il modo in cui speravamo di conquistare il nostro primo titolo italiano, stiamo soffrendo”.

Come hai vissuto sia il durante che il post Gara 2 di Imola?

“Quando ho visto il patatrac in presa diretta mi si è chiuso lo stomaco. Finita la corsa non mi sono lasciato andare alla gioia del momento, ho esultato in maniera alquanto contenuta. Inoltre, soltanto successivamente siamo venuti a conoscenza dello stato di salute di Pirro”.

E poi?

“Abbiamo saputo che era stato trasportato in ospedale per essere sottoposto ad un intervento. Con Michele ci siamo sentiti nei giorni scorsi e posso comprendere la sua amarezza, inutile biasimarlo. Dietro ci sono delle dinamiche ben più importanti per lui come i test MotoGP. Oltre ad i suoi, il fattaccio ha danneggiato i piani della stessa Ducati. Va rispettato e capito. Sono davvero rammaricato per il suo infortunio”.

Non credi che abbia fatto ricorso a toni e parole inappropriate la domenica sera (“ha vinto il pilota più scorretto”) e nei giorni successivi sui personali canali social (“non sapevo che a Imola ci fosse il bowling”)?

“Ogni persona reagisce a modo proprio. Chi con le mani, chi a parole, chi pubblicamente via social e così via. Lo sfogo a caldo non riesco a leggerlo fino in fondo. Chiaro che c’è un grande senso di amarezza e dolore nelle sue parole. Non bisogna sottovalutare l’uomo. Questa cosa non ci voleva, per mille motivi...”.

Ovvero che questa querelle sta facendo scivolare in secondo piano il vostro successo e conseguente operato.

“Dispiace perché così nessuno se ne accorge. Quest’anno abbiamo svolto un lavoro straordinario e conquistare un titolo italiano è, a prescindere da tutto, motivo di grande orgoglio. Grazie ai miei super meccanici allestiamo tutte le moto top di gamma di Ducati: V4 R, V4 S e V2 955. Seppur legati alla casa madre, siamo completamente autonomi quanto a gestione e preparazione. Pazzesco se si considera che curiamo il progetto in appena una ventina di persona. C’è tanto di buono in noi. Diamo le opportunità ai giovani talenti emergenti e al CIV siamo coinvolti su più fronti (Superbike, Supersport e National Trophy 1000; ndr). Parallelamente offriamo agli appassionati la possibilità di scendere in pista con le nostre moto nei migliori tracciati italiani. Ci siamo costruiti una vasta fetta di clienti, trattiamo ciascuno di loro come un vero pilota di MotoGP”.

Intanto il titolo tricolore in bacheca ci entra.

“Lo sento conquistato veramente sul campo. Abbiamo inanellato 11 piazzamenti sul podio consecutivi e nella decisiva Gara 2 ci sarebbe bastato un secondo posto. Per Zanetti arrivare secondo, a maggior ragione in un tracciato che ama come quello di Imola... fattibilissimo”.

Che cosa accadrà in vista del 2024?

“Non mi precludo nulla. Sicuramente prenderemo parte al campionato italiano per puntare al massimo risultato. Stiamo portando avanti delle trattative di possibili rinnovi del contratto e anche con nuovi piloti. Con chi affronteremo il CIV Superbike lo vedremo più avanti”.

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