Tu sei qui

MotoGP, Cecchinello non vuole lasciare Zarco: "correrà con noi, storia chiusa"

Lucio ha bloccato un possibile passaggio di Johann in HRC e per Honda sarà difficile forzare la mano: il contratto con LCR scade a fine 2024 e KTM lo ha già contattato

MotoGP: Cecchinello non vuole lasciare Zarco:

La decisione di Marc Marquez di lasciare la Honda per andare sulla Ducati del team Gresini ha sicuramente causato qualche contraccolpo. Primo fra tutti, quello di lasciare una moto libera nel team ufficiale HRC. In altri tempi ci sarebbe stata la coda per occuparla, mentre adesso la situazione è completamente diversa. Di piloti liberi in grado di guidare una MotoGP non ce ne sono molti, anzi la rosa può ridursi a due: Fabio Di Giannantonio (il cui manager ha già avuto qualche contatto con Alberto Puig) e Iker Lecuona, pilota Honda in SBK e usato più volte come sostituto in caso di piloti infortunati in questa stagione.

A prescindere da dove cadrà la scelta, né l’italiano né lo spagnolo hanno il curriculum necessario per la prima squadra HRC, che solitamente (con rarissime eccezioni) ha sempre avuto fra le sue fila piloti con almeno un titolo sullo scaffale. 

La soluzione ci sarebbe in casa, perché Honda ha messo sotto contratto Johann Zarco, che di Mondiali ne ha vinti due. Peccato che il suo futuro è in LCR e Lucio Cecchinello non ha nessuna intenzione di cederlo. “Zarco ha firmato con HRC e LCR e correrà con noi. Per me questa è la fine della storia” ha dichiarato a Speedweek.

Se a pagare sono i giapponesi, in teoria potrebbero fare quello che vogliono. Un po’ come Ducati, che lo scorso anno ha deciso la promozione fra Bastianini e Martin nel team ufficiale senza che Pramac potesse metterci becco, o più recentemente KTM escludendo Pol Espargarò dal team GasGas non lasciando spazio nemmeno per una dichiarazione del team Tech3 nel comunicato ufficiale.

Però Honda non è nella posizione di fare arrabbiare troppo Cecchinello e in questo caso c’entra il mercato delle squadre, non quello dei piloti. Nel 2025 sia KTM sia Yamaha vorrebbero aumentare il numero delle loro moto in pista e questo significherà prendere una squadra da un altro costruttore e non c’è l’imbarazzo della scelta. Tech3 è a tutti gli effetti sotto l’egida di KTM, come fosse una secondo team ufficiale, Gresini ha appena rinnovato un accordo con Ducati fino al 2026, Pramac ha un rapporto di lunghissima data (dal 2005).

Quali squadre satellite rimangono? La VR46 di Valentino Rossi, a cui punta Yamaha, e LCR, il cui contratto con Honda scade alla fine del 2024. KTM lo sa bene e infatti aveva già sondato le possibilità di portare Cecchinello dalla sua parte nell’estate (come ci aveva confermato Lucio).

Quindi Honda non può fare arrabbiare troppo il manager italiano, che potrebbe minacciare di andarsene. Senza togliere nulla a Di Giannantonio e Lecuona, Zarco è un pilota che può garantire migliori risultati, quelli che servono a un team satellite per procacciare sponsor e avere visibilità. Dall’altra parte, è scontato dire che un team ufficiale ha sempre la precedenza e questo renderà la decisione ancora più difficile.

Honda, però, ha bisogno di una seconda squadra in questo momento, in cui ha già perso Marquez e le sue moto non sono molto appetibili per eventuali nuovi clienti. Il rischio è quello di ritrovarsi nella stessa situazione di Yamaha, con solo due moto in pista. 

A Tokyo i problemi non sono ancora finiti.

Articoli che potrebbero interessarti

 
Privacy Policy