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MotoGP, Quartararo: “Perché corriamo alle 15 quando alle 17 fa buio?”

Fabio Quartararo critico contro il programma di gara di Motegi. Sulla corsa: “Ho provato a restare fuori in giro in più con le slick. Finire decimo, tredicesimo o quindicesimo non sarebbe cambiato nulla”

MotoGP: Quartararo: “Perché corriamo alle 15 quando alle 17 fa buio?”

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Il podio della scorsa settimana al Buddh International Circuit aveva lasciato un barlume di speranza. Il week-end in quel del Mobility Resort Motegi ha visto invece Fabio Quartararo tornare alla triste realtà di una stagione maledetta, lottando nelle retrovie. Già consapevole di avere pochissime chance di giocarsi la vittoria complice l’estromissione dal Q2 delle qualifiche ufficiali di ieri, nella gara lunga il francese ha tentato di giocare il jolly appena le prime gocce d’acqua sono iniziate a cadere dal cielo.

Ho provato a restare fuori un giro in più con le slick. L’asfalto si stava bagnando, ma in quel frangente l’intensità della pioggia era contenuta - ha dichiarato il numero 20 - la strategia non ha pagato, ho perso secondi preziosi.

Decimo al traguardo, il portacolori Monster Energy Yamaha sentiva di avere il potenziale per ambire a qualcosa di meglio: “Nel complesso buone sensazioni, il motore non sembrava male, mi aspettavo di peggio. Finire decimo, tredicesimo o quindicesimo non sarebbe cambiato nulla comunque. Se fossi rientrato come il resto del gruppo, avrei guadagnato qualche posizione. Negli ultimi giri ho commesso 2-3 errori e perso altri secondi. Dubito che sarei arrivato più in alto della settima posizione”.

Il francese non vuole trasmettere false illusioni, il lavoro da fare in casa Yamaha è massiccio: “Ci sono ancora delle aree dove dobbiamo migliorare. Abbiamo difficoltà in ingresso curva e non riusciamo a generare velocità a sufficienza in percorrenza. Il pick-up la nota positiva di oggi”.

Quartararo ha espresso il proprio pensiero critico in merito all’orario di partenza della gara, le 15 locali, un’ora più avanti rispetto alla consuetudine. Aspetto che, una volta esposta la prima bandiera rossa, ha limitato i margini di manovra della direzione gara, costretta infine a non far ripartire il GP per l’eccesiva intensità della pioggia e la scarsa visibilità: Quando c’è il rischio di andare incontro a queste condizioni non capisco come mai gareggiamo alle 15 sapendo che alle 17 inizia a calare la sera. Capirlo è impossibile. Se non, sicuramente Fabio lo sa, per far vedere agli spettatori europei un Gran Premio ad un orario accettabile.

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