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MotoGP, Bagnaia: "Martin il più forte? Non so, ma sta lavorando meglio di noi"

"Era importante un buon risultato dopo la caduta in India, ma non sono riuscito a sfruttare tutto il potenziale. Marquez in Ducati sarebbe uno stimolo e un aiuto"

MotoGP: Bagnaia: "Martin il più forte? Non so, ma sta lavorando meglio di noi"

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Bagnaia è tornato sul podio dopo l’erroraccio in India, ma Martin ha vinto la gara sprint di Motegi e si è portato a 8 punti da lui in classifica. Sono le due facce delle stessa medaglia e Pecco preferisce logicamente vedere quella più brillante, anche se il lato oscuro non si può ignorare. “Cosa mi dice questo 3° posto? Che si può fare di più", tradisce il pizzico di delusione.

Poi inizia il suo racconto: “era importante fare un buon risultato dopo la caduta in India e non è stato facile perché la lotta con Jack è stata abbastanza intensa. Non sono riuscito a sfruttare il grip iniziale della gomma morbida a inizio gara per mettermi davanti e alla fine ho dovuto trovare un altro modo per passarlo perché frenava forte, spigolava molto le curve ed è una strategia che funziona molto bene quando sei in difesa”. 

Bagnaia è stato negativamente sorpreso, credeva di essere più competitivo dopo le prove e le qualifiche.

Onestamente mi aspettavo di avere più grip, sono un po’ deluso per questo motivo - ammette - Nel turno di questa mattina, con una gomma usata, giravo più forte, mentre in gara non mi sono trovato troppo bene, può succedere, la temperatura era diversa. Domani bisognerà partire sicuramente meglio e sfruttare i primi giri.Con quello che avevo oggi sarebbe stato difficile fare di più. Jorge è stato molto bravo nei primi giri, al secondo aveva già un secondo e 8 decimi di vantaggio, è complicato recuperarlo in una gara sprint. Ci ho messo troppo tempo per passare Jack. Idealmente il potenziale era più alto dopo le prove e la qualifica, ma in gara non sono riuscito a sfruttarlo al 100%”.

A differenza di Martin, quindi la domanda è se Jorge non sia al momento più forte di Pecco.

Stanno lavorando bene, forse meglio di noi, non so se sia più forte - la risposta - Quando Jorge è davanti alla prima curva è molto bravo nelle sprint a spingere al limite dal primo all’ultimo giro. Non penso che debba cambiare la mia strategia, è quella che mi ha permesso di salire sul podio 20 volte in 27 gare. Devo solo concentrarmi sull’essere più competitivo, oggi ho perso due posizioni in partenza. Domani mattina sarà importante provare qualcosa nel warm up e poi cercare di bloccarlo in gara, sono sicuro che se ci riuscissi potrei avere più possibilità di lottare con lui”.

È necessario ora che il distacco in classifica è così risicato.

Nel 2018 a 6 gare della fine ero dietro in classifica, poi ho vinto il titolo della Moto2 con un GP di anticipo” sorride ricordando il suo primo iride.

Chiaramente non vuole farsi prendere dal panico, sarebbe il peggiore nemico.

Nella sprint in India ero arrivato 2°, ma ero più preoccupato delle mie sensazioni in sella - spiega Pecco - Qui va meglio e posso essere più calmo e rilassato per le prossime gare. Ne mancano ancora 13, bisogna avere pazienza, il campionato è ancora molto lungo e questo cambia la prospettiva”.

Bagnaia ha un asso nella manica, quello di potere confrontarsi con Martin sullo schermo di un computer. 

Ho già visto i suoi dati - dice senza imbarazzo - Ho voluto guardarli appena arrivato al box, e mi sono accorto che la mia gomma posteriore scivolava più della sua, anche in rettilineo. Questo ci permette di alzare molto il nostro livello, Ducati è così competitiva anche perché i suoi piloti sono molto competitivi. Ci sono 8 moto con cui combattere e grazie a cui crescere”.

A volte ci possono essere delle alleanze. Pecco ha offerto la sua scia a Bezzecchi: “A me non piace avere riferimenti davanti, sapevo che lui era dietro di me e anche che avrebbe fatto più fatica al primo giro dopo una caduta. Se si può aiutare un amico, lo si aiuta”.

Infine, nemmeno il campione del mondo può sottrarsi a una domanda sul possibile arrivo di Marc Marquez in Ducati. “Io sarei contento, è un 8 volte campione del mondo. Vedere i suoi dati sarà di stimolo e di aiuto, bisognerà poi vedere cosa riuscirà a fare” chiude la questione.

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