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MotoGP, Espargaró: “Tanti infortuni non sono un caso, lo stress è insostenibile”

“Il calendario è della Dorna e dobbiamo accettarlo: se non ti piace puoi andare in SBK o cambiare mestiere. Non possiamo andare avanti così, ma non sono io l’uomo che deve cambiare le cose. Ci avevano promesso cinque settimane di sosta, tre non sono abbastanza”

MotoGP: Espargaró: “Tanti infortuni non sono un caso, lo stress è insostenibile”

A meno di una settimana dall’India, il Motompondiale è sbarcato in Giappone per il quattordicesimo appuntamento del campionato. Un periodo denso di appuntamenti per i piloti della MotoGP che tra poco più di due settimane saranno chiamati ad affrontare il primo trittico di gare di questo intenso finale di stagione. Un antipasto di ciò che li aspetta la prossima stagione, come è emerso dal calendario 2024 diramato nelle scorse ore, che non ha incontrato il favore di Aleix Espargaró.

“Cosa ne penso? L’ho già detto prima di oggi: il mio pensiero non conta, è il calendario della Dorna e se non mi piace posso decidere di stare a casa o di fare un altro lavoro. Bisogna correre - ha chiosato Aleix - Certamente preferirei che ci fossero meno gare e che non ci fossero le Sprint Race, ma se mettono in calendario 22 gare devi farne 22. La sola cosa che non mi piace è che ci hanno promesso cinque settimane di sosta in mezzo con quattro weekend liberi, non per andare a fare festa a Ibiza, ma perché i fine settimana di gara sono davvero impegnativi adesso. Ci sono molti infortuni, come si può vedere da quello che è successo a mio fratello, e poter dividere il campionato in due parti per recuperare, stare con la tua famiglia e staccare la mente aiuta sul fronte della sicurezza, per questo tre settimane per me non sono abbastanza, Non sono niente. Sarà dura”.

Proprio come quest’anno, il GP dell’India è stato inserito a fine settembre e promettere di mettere ancora una volta a dura prova il fisico dei piloti, con il mix dato dal caldo, l’umidità e l’impegnativo tracciato di Buddh. Un aspetto che non sembra impensierire troppo il pilota Aprilia, preoccupato più che altro dall’intensità complessiva della stagione.

“Non mi importa molto dei luoghi e delle gare. Questa è la MotoGP: non puoi pretendere di essere al massimo livello di uno sport e fare cinque gare. A me ad esempio non piace fare quattro gare in Spagna, cinque nella penisola Iberica, preferirei andare in Cina magari. Ma questo è il calendario che abbiamo e dobbiamo rispettarlo. Penso solo che sarebbe bello avere una pausa estiva più ampia per poter recuperare a livello mentale e dagli infortuni - ha osservato il catalano - Non è un caso che ci siano così tanti infortuni. C’è una ragione: con il nuovo regolamento del campionato, il calendario con tante gare e le sprint, lo stress per i piloti è diventato insostenibile. Non possiamo andare avanti così, ma non sono io che l’uomo che deve cambiare le cose. Il calendario va accettato. Se non ti piace puoi andare in Superbike. A me non piace, ma ci sono tante cose nella vita che non mi piacciono”.

Tornando al presente, anche quello in Giappone si prospetta un fine settimana non dei più semplici per la Casa di Noale anche se non quanto l’India, per via delle temperature un po’ meno elevate.

“Fa caldo per essere a Motegi. Facciamo molta fatica nelle gare particolarmente calde, abbiamo problemi con il calore. Quindi a livello di temperatura dell’asfalto potrebbe essere un bene, ma non per il motore e il resto - ha spiegato il maggiore dei fratelli Espargaró - È da quattro o cinque stagioni che abbiamo questo problema e continuiamo ad averlo. Ci stiamo lavorando perché sappiamo che ci aspettano altre gare con temperature molte elevate, ma non è così semplice perché devi ricostruire la moto. Speriamo di riuscire a migliorare con la specifica per il 2024, perché ci rendiamo conto dei problemi che ci causa il caldo”. 

Il pilota iberico non vuole fasciarsi la testa prima del tempo, ma sa che Motegi e le prossime gare saranno una grossa sfida per la RS-GP.

“Non sono ottimista o pessimista, ma si tratta di essere realisti: non è il miglior tracciato per noi. Cerco di non essere mai pessimista a parte in Austria, ma se guardiamo il layout del tracciato è certamente più simile all’Austria che all’Argentina, perché è una pista Stop&Go e noi abbiamo problemi a fermare la moto. Quindi è chiaro che non sarà semplice - ha proseguito Aleix - L’anno scorso, arrivando da Aragon, siamo partiti con la nostra attuale messa a punto e abbiamo perso molto tempo, mentre quest’anno partiremo con il set-up che abbiamo provato a sviluppare per le piste Stop&Go, che è un po’ diverso a livello di bilanciamento e peso della moto. Speriamo ci aiuti sin dall’inizio”.

Pur non essendo ancora state provate in Giappone, le nuove regolazioni hanno già iniziato a dare riscontri positivi sulle precedenti piste Stop&Go.

Sì, soprattutto in India - ha chiosato Espargaró - Ero molto competitivo in gara anche su un circuito con tanti Stop&Go e sono molto orgoglioso del passo avanti che abbiamo fatto. Anche in Austria non è andata male, anche per Maverick. Il setting non è fantastico, ma va meglio”.

Anche i piloti Honda si sono riscoperti stranamente competitivi in India, ma cosa ci si puù aspettare dalle RC213V in Giappone? 

“Dall’esterno, penso che la Honda sia una moto che ha problemi con il grip e forse può essere forte su circuito Stop&Go, che ti permette di non stare tutto il tempo sulla gomma posteriore - ha risposto il pilota Aprilia - Marc è uno dei migliori, se non il migliore, in frenata, quindi potrebbero essere competitivi a Motegi, dove hanno la motivazione extra di trovarsi sul tracciato di casa”.

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