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MotoGP, Bezzecchi: "Pedrosa vola, nessuna sorpresa: lui era uno dei fantastici 4!"

"Ho dato tutto per quasi tutta la gara, ma non è servito a un cavolo! E poi è diventata pura sopravvivenza. Domani sarà una bella bega con tutti"    

MotoGP:  Bezzecchi: "Pedrosa vola, nessuna sorpresa: lui era uno dei fantastici 4!"

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Marco Bezzecchi ci ha provato fino alla fine ad ignorare il dolore alla mano sinistra infortunata a Barcellona, ha tentato di tenere il passo imposto da Jorge Martìn nella Sprint Race. Ma quando si è reso conto di aver speso tutte le energie, ha deciso di mollare ed accontentarsi di un secondo posto che vale in ogni caso moltissimo. Martìn e Bezzecchi oggi hanno letteralmente incantato, lasciando lontani gli altri rivali e facendo di fatto gara a parte, confermando di essere presente e futuro luminosissimo di una Ducati che ha piazzato anche Bagnaia sul podio. 

Il Bezzecchi che si è presentato ai giornalisti dopo la gara è di certo provato, stanco dopo una Sprint intensa dal punto di vista fisico e mentale, ma non ha perso la voglia di scherzare e si è divertito a raccontare tutto quello che ha vissuto, le attese per domani con il Gran Premio ed anche l'idea dietro al casco che indossa per questo weekend in Riviera. 

"Non mi sento benissimo, ma almeno sono felice - ha raccontato - In partenza mi sono sentito fortissimo, magari era l’adrenalina o gli antidolorifici. Mi sono avvicinato a Martìn, ma poi mano a mano che mi avvicinavo ho avuto n po’ di dolore alla mano specialmente nei cambi di direzione. Nel settore 1 ho fatto alcuni piccoli errori, quindi in alcuni giri ho perso del tempo, ho dovuto metterci tanta energia per reggere. Gli ultimi tre giri ho sentito davvero tanto dolore, davvero".

Sorpreso da Dani?
"Mi aveva già sorpreso a Jerez, anche se lì aveva già fatto i solchi in pista. Qui direi che mi ha sorpreso di più, ci ha girato meno. Sappiamo tutti chi sia, non si può dire nulla su di lui, è uno dei Fantastici 4 è normale che vada forte".

Domani pensi di soffrire di più?
"Con la media la moto è più morbida da guidare, quindi spero che questo mi aiuti. In FP1 quando la usavo ho sofferto meno con la mano, ma domani sarà il terzo giorno in sella quindi non lo so proprio. Mi aspetto di soffrire onestamente, sono mentalmente preparato a questo".

Hai pensato di poter battere Martìn oggi?
"Quando ho visto Jorge scappare, ho visto che Pecco stava perdendo tempo e per me l’unico obiettivo è diventato solo di lasciare i rivali dietro lontani. Certo, sono rimasto concentrato su Jorge davanti, ma il mio vero obiettivo era non fare avvicinare Pecco. Mi dispiace che stesse soffrendo, lo capisco perfettamente e penso che stia peggio di me. Ma alla fine per il mio risultato è stato meglio così".

Avresti potuto spingere di più in condizioni normali?
"Ho spinto dalla partenza fino a che potevo, volevo solo dare il massimo fino a che potevo. Il mio device anteriore è rimasto bloccato perché non ho staccato abbastanza forte alla prima curva. Poi in curva 4 l’ho sbloccato e mi sono detto che avrei potuto spingere, anche se nel frattempo avevo perso qualche metro. Ci ho provato fino alla fine".

Ad un certo punto sembrava che Martìn fosse a tiro. 
"Anche io ho pensato che l’avrei potuto attaccare, in staccata mi sentivo forte. Ma non gli sono arrivato abbastanza vicino. Fino a che non ho sofferto troppo ho dato tutto quello che avevo e mi sono avvicinato. Dopo quando il dolore è aumentato ho iniziato a fare un po’ più di fatica più che altro. Nel T4 facevo qualche piccolo errore, ed oggi un decimo perso è tantissimo. Ho fatto qualche 1’32 e lui mi andava un pelo via. Alla fine cercavo di usarlo come aiuto per restare concentrato per non far avvicinare troppo quelli dietro".

Pensi di prendere qualcosa di più forte domani prima della gara per il dolore?
"Più di così non so cosa fare, non è che prendo cose troppo pesanti. Penso che basti così, spero che la moto sia meno fisica con la media".

C'è un po' di pressione a correre qui a Misano?
"Bello correre qui a Misano. Ma bisogna cercare di fare in modo che sia una gara come tutte le altre. Ma poi quando fai il giro d’onore e vedi tutti i tifosi che fanno i matti è bellissimo. Il trucco però è cercare di rendere le gare tutte uguali".

Ci racconti l'idea dietro questo casco speciale?
"Il casco, diciamo che è un’idea che mi è venuta assieme ai ragazzi di Sterline. Guido Meda mi ha dato questo nomignolo, Simply The Bez. Tanti hanno iniziato ad usarlo, anche tantissimi tifosi. Io sono un grande appassionato di musica, quindi abbiamo pensato di ricreare sul casco una specie di copertina di un album. Però non volevo fare un casco retrò. Quindi ho fatto un casco nuovo, e l’ho messo anche su Spotify! C’è una playlist fatta da me".

Ad un certo punto hai girato molto più forte di Martìn. 
"Si, perché ho fatto molto forte il Tramonto, ed ho visto che lui lì è andato un po’ lungo. Poi nel curvone con un riferimento visivo è più facile. Certo, ho fatto 1’31’3, ma alla fine non è servito a un cazzo!".

Domani pensi sia possibile replicare?
"Mi piacerebbe fare un podio ovviamente, ma non sarà semplice. Martìn è forte, ma penso che domani Pecco sarà già della partita. Poi non dobbiamo dimenticarci delle Aprilia, di Binder, di Pedrosa che vola. Bella bega domani".

 

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