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MotoGP, Johann Zarco: "non ho paura della Honda, mi trovavo bene a guidarla"

Nel 2019 sostituì Nakagami per tre gare: "In Ducati sono stato aperto a provare cose nuove, a volte più degli altri piloti. E se qualcosa non funzionava, non ero così stressato. A volte i giovani corridori, se qualcosa non funziona, la mettono subito da parte"

MotoGP: Johann Zarco: "non ho paura della Honda, mi trovavo bene a guidarla"

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Johann Zarco si appresta a prendere parte alla seconda metà della stagione da separato in casa Ducati vista la sua decisione di passare alla Honda. Da Barcellona in avanti è probabile che Dall’Igna non lo utilizzerà più come tester avanzato durante i Gran Premi, per ovvi motivi di riservatezza. Una procedura normale fra le case quando uno dei piloti cambia casacca.

Il francese, comunque, non sempre preoccupato del lavoro di sviluppo che lo aspetta.

“Sappiamo che la Honda ha il potere di investire se deve cercare di trovare le soluzioni, e sarò orgoglioso se riuscirò a trovare una strada con loro - ha dichiarato, poi ha aggiunto - Sono ancora convinto che quello che può vincere con la moto, non appena la moto sarà migliore, sarà Marc perché rimane un pilota incredibile quando si sente bene”.

Quello di Johann in LCR sarà un ritorno, visto che sostituì Takahaki Nakagami nelle ultime tre gare del 2019.

"Quella volta ho avuto un buon feeling con la Honda - ricorda, e aggiunge - Per questo non ho paura e sono molto più pronto rispetto al passato".

Ricordiamo infatti che il pilota francese ruppe il contratto con KTM al Red Bull Ring, lo stesso anno.

“Ho avuto una brutta esperienza con KTM [arrivando da Tech3 Yamaha, nel 2019, ma ora sono molto più maturo, quindi credo di poter gestire le situazioni difficili e di essere pronto anche per le situazioni positive quando arriveranno. Sto cambiando le cose e sono molto più consapevole di quello che succede. Preferirei vincere, ma mi piace anche capire come possiamo fare bene con la moto. In Ducati sono stato aperto a provare cose nuove, a volte più degli altri piloti. E se qualcosa non funzionava, non ero così stressato. A volte i giovani corridori, se qualcosa non funziona, la mettono subito da parte. Con qualche anno in più le cose cambiano. Penso che questo mio atteggiamento sia stato utile, me lo ha detto Gigi Dall’Igna”.

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