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SBK, Mauri: “Era il 2020: Bassani ci mise soli 20 giri per convincermi a puntare su di lui”

Parla il patron Motocorsa: “Al test di Estoril gli dissi: “Se mi distruggi la Panigale solo per fare il tempo ti stacco le ossa. Bassani è pronto per la moto ufficiale. Lui resta la priorità per il 2024, ma il problema è l’ingaggio perché adesso i costi sono arrivati a superare il milione di euro”

SBK: Mauri: “Era il 2020: Bassani ci mise soli 20 giri per convincermi a puntare su di lui”

La domenica di Imola non se la dimenticherà tanto facilmente il team Motocorsa. Una prestazione da sballo quella di Axel Bassani, arrivato ad un soffio dalla vittoria in occasione di Gara 2. Il pilota veneto è senza dubbio la punta di diamante della squadra, ma alle sue spalle c’è un gruppo di lavoro che durante la settimane e in ogni weekend fa di tutto per metterlo nella posizione migliore.

A comandare le operazioni è Lorenzo Mauri, che nel 2021 decise di scommettere su Axel e in queste due stagioni sta raccogliendo i frutti di quanto seminato. All’indomani dello straordinario podio ottenuto al Santerno è proprio col boss di Motocorsa che abbiamo scambiato alcune battute.

“Che dire, penso che la domenica di Imola rimarrà una giornata per sempre impressa nella storia di ognuno di noi – ha esordito – sul subito non te ne rendi nemmeno conto, poi arriva il lunedì dove sei più lucido e realizzi quanto fatto. Non posso che ringraziare tutto il mio gruppo di lavoro, quelli che ci hanno sostenuto, gli appassionati, gli sponsor e ovviamente Axel. È lui che alla fine ha fatto la magia”.

Cosa hai pensato quando l’hai visto in testa con la tua moto a Imola?
“Ero davvero teso, mi mancavano le parole, perché pensi da dove sei partito quando siamo arrivati in Superbike. Poi guardi fuori dal muretto e vedi Axel lì davanti con la nostra moto a giocarsi la vittoria. Alla fine ho pianto, perché l’emozione era fortissima. Axel in pista ci ha fatto emozionare ed era incredibile vedere tutto l’entusiasmo all’interno del nostro box da parte dei nostri sponsor e appassionati. Non abbiamo vinto perché Toprak è stato grande, ma penso che tutti siano andati a casa felici”

Lorenzo, ti ricordi quando hai scelto Axel.
“Assolutamente sì. Era il 2020 e dopo l’ultima gara di Estoril avevamo tre piloti da valutare. Il primo sulla lista era Bassani poi ne avevamo altri due con cui avremmo dovuto girare al Mugello. Sta di fatto che il lunedì di Estoril Axel sale sulla moto con un asfalto a tratti umido, perché la notte prima aveva piovuto. Dopo 20 giri arrivò a sei decimi dal tempo realizzato da Mercado nel weekend. Gli dissi subito al mio ingegnere di pista: “Prendiamo lui, è già pronto”.

Ci mise quindi poco a convincerti.
“Certo. Ricordo ancora cosa gli dissi prima di salire in moto: “Se mi distruggi la Panigale per fare il tempo ti stacco le ossa”. In quell’occasione io non volevo che Axel andasse alla ricerca del tempo sul giro. Volevo solo che mi dimostrasse come guidava la moto e nulla più. C’è un’altra cosa che mi viene in mente”.

Di cosa si tratta?
“Dopo il terzo giro passò sul traguardo tirando su un polverone. In quel momento pensai: “Adesso arriva alla curva 1 che l’asfalto è umido e me la butta a terra”. Invece arrivò in curva 1 con grande fluidità sui cordoli e come detto finì il primo giorno a sei decimi dal crono Mercado. Non avevamo dubbi: Axel era il nostro pilota”.

Che pilota è Bassani?
“Io e Axel discutiamo spesso, ci scanniamo. Io sono un rompiscatole, ma lui è uno bello tosto. Io lo considero un perfezionista come pochi, perché lui non si accontenta mai, ma vuole sempre di più. È un pilota di talento e penso sia evidente a tutti, sotto il casco ha una determinazione e una tenacia come pochi. Axel fuori dalla pista è l’amico di tutti, quando mette il casco si trasforma”.

Lorenzo, ultimamente si parla molto dei costi della SBK. Abbiamo sentito dire che per la moto di Iannone servono 800 mila euro sul piatto. Tu cosa ne pensi?
“La cosa che dico è questa: io 800 mila euro li spendevo nel 2021, adesso non riesco a stare entro il milione di euro. E aggiungo che io non ho una mia hospitality, ma usufruisco di quelli di altri team. Con i costi di oggi e il pacchetto che offriamo ad Axel, io vado oltre il milione di euro. Questo perché cerco di dare ad Axel il supporto migliore in modo da annullare il gap dalla moto ufficiale”.

Axel sarà ancora con te il prossimo anno?
“La priorità è quella. Con Axel abbiamo imboccato una strada due anni fa e adesso ci si intende con uno sguardo. Il problema però è l’ingaggio, perché quello è il nodo principale. Visti i costi che ho da sostenere, io al momento non so se potrò garantirgli o meno uno stipendio per il 2024. Ovviamente io non voglio che Axel mi porti una valigetta, assolutamente no e su questo tema voglio essere ben chiaro. Il fatto è che i costi sono sempre più importanti e di conseguenza da qualche parte bisogna tirare la cinghia. La mia speranza è che Alberto Vergani, manager di Axel, possa venirci incontro con il sostegno di qualche azienda intenzionata a investire nel nostro progetto. Come ho detto noi vogliamo continuare con Axel, ma il discorso legato all’ingaggio è il team centrale”.

Quando si risolverà la situazione?
“Sinceramente non lo so. Speravo prima di Most, ma temo si vada oltre la fine di luglio. Axel è arrivato ad un livello veramente elevato e personalmente credo sia pronto per una moto ufficiale. Aspettiamo quindi l’evoluzione del mercato”.  

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