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MotoGP, VIDEO Lucchinelli: "Rispettate Marquez! Tornerà a vincere su una moto diversa"

"Un pilota con otto titoli va comunque rispettato, in passato ho visto una tifoseria antisportiva. Se gli potessi fare da manager? mi è sempre piaciuto, è un pilota che non si lamenta e che sa affrontare le difficoltà".

MotoGP, VIDEO Lucchinelli: "Rispettate Marquez! Tornerà a vincere su una moto diversa"
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Il Pro Day organizzato da Vmoto a Misano ha coinvolto volti noti e piloti del passato e del presente. Tra questi Marco Lucchinelli, Lucky, con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere a cavallo tra il mondo delle corse del passato e quello odierno, e con un occhio di riguardo ai piloti di oggi, Marquez in primis.

Oggi si grida Pecco! Pecco!, ma una volta si gridava Marco! Anche tu avevi un soprannome, Lucky.
"Si dovrebbe tornare a usare il nome ed il cognome, il soprannome va bene se usato poche volte, non così insistentemente come nelle attuali telecronache!".

Cosa ne pensi delle moto di oggi?
"Io insegno guida sicura, penso che le moto di oggi siano diventate troppo potenti. Bisogna insegnare a saperle utilizzare. Ormai vendono moto da professionisti".

C'è qui anche Tetsuya Harada, storico rivale di Capirossi.
"DI lui ricordo lo stile di guida impeccabile, "da ingegnere", un pilota da cui prendere esempio, anche per noi che correvamo a livello professionale".

Il circuito di Misano è cambiato, oggi si gira al contrario.
"E' contronatura - scherza Marco - è l'unico curvane tra tutti i circuiti in cui invece di allargare bisogna chiudere! Era più bello quando si usciva forte, sfruttando la scia o in frenata".

Questo però può dare la possibilità ai piloti di sfoggiare doti particolari.
"Si, ma per fare una sfida davvero alla pari bisognerebbe togliere molta elettronica. Se io fossi forte in partenza ora con l'abbassatore lo sono tutti. Discorso simile si potrebbe fare per l'anti-impennata. E' la moto che deve adeguarsi alla pista, lasciamo stare i circuiti come sono. Per fortuna il Mugello non lo hanno ancora rovinato. Non voglio fare la figura del vecchio, ma credo che ormai le moto vadano troppo forte, se succedesse qualcosa sul rettilineo del Mugello rischi di atterrare a Imola".

Oltre alla moto, avevi anche un'altra passione, canticchi ancora una delle tue canzoni?
"Devo essere sincero, dopo la storia di mio figlio ho smesso per un po', ma di quelle mie che non conosce nessuno ce ne ho ancora ma non posso dirtele" - scherza poi il pilota.

C'è qualcosa che non hai mai detto di un pilota dell'attuale MotoGP?
"Penso di non averlo ancora mai detto, ma bisogna rispettare Marc Marquez. C'è stato un periodo in cui il pubblico ha tifava come nel calcio, si vedevano quelle cose come la bara o i fischi sotto al podio. Quello non è un comportamento sportivo, Marc ha vinto otto titoli e va rispettato. E' un pilota con le palle, mentre con la sua attuale moto gli altri piloti sono tutti in ospedale. Forse come pilota anche lui esagera nel spingersi sempre al limite, ma credo che buona parte della colpa sia della moto".

Pensi che abbia ancora possibilità di vincere il titolo?
"Si, ma soltanto se cambia moto. Adesso lui è come quando io passai dalla Honda alla Cagiva. E' demoralizzato ma sa di essere ancora competitivo, ha vinto lo scorso anno con un braccio girato, di cosa stiamo parlando?" - continua caustico.

Ti piacerebbe fargli da team manager?
"Non nascondo che mi è sempre piaciuto, anche quando gareggiava Valentino io ho sempre apprezzato le sue belle gare, ma lui fin da piccolo mi è piaciuto perché si lamenta poco, anche dopo l'incidente non si è mai lamentato dei suoi risultati ed è andato avanti con le varie operazioni. Ecco a me piace quel tipo di carattere. Sento spesso anche le critiche sulla questione delle scie. Ci sono sempre state, come le sfrutta lui le hanno sfruttate altri sia oggi che in passato".

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