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Moto3, Simoncelli: "Serve un asso nella manica per ribaltare la partita"

"Mi chiedo come mai non otteniamo i risultati sperati. Toba è consistente ma ha avuto sfortuna, Rossi a volte sembra più un influencer che un pilota"

Moto3: Simoncelli:

Le vacanze sono iniziate e Paolo Simoncelli si è preso qualche giorno per mettere nero su bianco i suoi pensieri di questa prima parte del 2023. Non tutto è andato secondo i piani per la sua SIC58 Squadra Corse e Paolo non è tipo da nascondersi dietro a un dito, quindi ha analizzato la situazione con lucidità e senza auotoindulgenza.

Vi lasciamo alle sue parole.

Siamo giunti alla prima pausa della stagione, non senza difficoltà… E’ doveroso fare il punto della situazione, dopo otto gare disputate e dodici ancora a disposizione per provare a cambiare le carte in tavola, per riscrivere tutto. Lo faccio volutamente a una settimana di distanza dall’ ultimo GP non per mancanza di tempo, ma perché volevo misurare le parole, perché non è tempo di giudizi affrettati ma di respiri profondi e riflessioni, stavo pensando di darmi allo yoga

Ad Assen la prima fila ci ha caricati di aspettative che si sono poi sgretolate tra il quinto e il sesto giro della domenica.

Abbiamo Toba che é abbastanza consistente, lavora sodo è concentrato ma sta avendo un po’ di sfortuna. Ha carattere e determinazione, é tosto e lo ha dimostrato schierandosi domenica in griglia e facendo una bella gara nonostante una commozione cerebrale. Non è più cosa da piloti di oggi. Tutto dovuto ad un incidente che inizialmente ci era sembrato sciocco, dal controllo é poi emersa una leggera perdita di memoria. 

Rossi alterna buone prestazioni ad altre decisamente da dimenticare, il suo “on/off” ancora persiste…  A volte si palesa il Rossi forte e talentuoso che io vedo in lui, altre invece sembra che il suo talento rimanga chiuso nei box e venga sostituito da uno spirito che ripercorre più i tratti dell’influencer piuttosto che quello di un pilota.

Ad ogni modo ci sono infinite dinamiche dietro ogni Gran Premio, ognuno di noi può cercare le scuse che vuole, come in una “cena con delitto” può accusare chi preferisce: moto, team o pilota… ma quello che succede é sotto gli occhi di tutti. Personalmente sto cercando di fare mente locale, mi chiedo come mai non otteniamo i risultati sperati,  spero solo che questo periodo di pausa ci serva per superare questo momento di stallo. Oggi non voglio criticare, giudicare ne fare polemica, siamo una squadra a cui io tengo tantissimo e sono convinto che dai nostri problemi ne usciremo confrontandoci.

Qualcosa é da aggiustare, qualcuno deve capire cosa vuol fare da grande…  Ma questo sport é prima di tutto passione, dedizione e tanto sacrificio, per tutti. Siamo un team, una famiglia con cui dobbiamo convivere ben ventiquattro settimane all’anno. Siamo gli ingranaggi di una macchina potenzialmente perfetta ma se uno di noi non gira succede come ad Assen, abbiamo un exploit che poi sfuma come nei migliori numeri da circo.

Io sono ancora convinto di noi, della voglia di fare bene del Team, ma questi ragazzi devono essere spronati in qualche modo e nulla potrebbe più di un bel risultato. Bisogna tirar fuori un asso dalla manica per poter ribaltare la partita, o adesso o mai più, la squadra che ho fortemente voluto e schierato nel Mondiale 2023 deve dimostrare che questo è un gioco a cui noi sappiamo ancora giocare.

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