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MotoGP, Oliveira: “Serve responsabilizzare i piloti perché rispettino gli avversari”

“Lottiamo con moto da quasi 200 kg a 300 km/h, quindi non si può andare dritti e lasciare i freni. Non so di preciso quando potrò rientrare, ma credo ancora di potere diventare campione”

MotoGP: Oliveira: “Serve responsabilizzare i piloti perché rispettino gli avversari”

La fortuna non è stata dalla parte di Miguel Oliveira in questo inizio di campionato. Dopo un primo incidente sofferto nel GP del Portogallo, il 28enne del team RNF ha vissuto un’altra battuta d’arresto a Jerez, dove è rimasto coinvolto nella caduta di Fabio Quartararo, riportando la lussazione della spalla sinistra, una frattura all’omero e la lesione dei legamenti. Un infortunio che lo ha tenuto lontano dalla pista a Le Mans e che potrebbe costringere il pilota Aprilia a saltare anche il prossimo appuntamento al Mugello, in programma nel weekend del 09-11 giugno.

“L'infortunio che ho riportato alla spalla non ha tempi di recupero certi, quindi non so quando potrò rientrare. La priorità è tornare al 100%. Il recupero era previsto in cinque o sei settimane, ma potrebbe richiedere più tempo, ha spiegato Miguel ai microfoni dell’emittente portoghese “Radio Renascença”.

Un momento delicato ma che non basta a spegnere le ambizioni iridate di Oliveira, convinto di poter ambire al Mondiale nonostante i 73 punti di ritardo dal leader della classifica Francesco Bagnaia.

“La possibilità di vincere in MotoGP non è tramontata del tutto. Quest’anno abbiamo visto dei piloti inattesi riuscire a fare molti punti nel fine settimana, ma sarà diverso quando la situazione si stabilizzerà e ci sarà più prevedibilità - ha affermato il portoghese - È ancora possibile diventare campione quest'anno. È difficile dirlo stando qui seduto e infortunato. Ho ancora tanto da fare, ma ci credo”. 

In un avvio di stagione segnato dagli incidenti, il 28enne non poteva poi non esprimersi sul comportamento dei piloti in pista e sullo Steward Panel, più volte criticato per via del suo operato.

È importante responsabilizzare i piloti affinché rispettino gli avversari. Stiamo lottando  con moto che pesano quasi 200 kg e viaggiano a 300 km/h, quindi non si può andare dritti e mollare i freni. Ci deve essere responsabilità - ha chiosato Oliveira - Ho fiducia nel fatto che gli Steward penalizzino quando accadono queste cose, ma c’è stata certamente una mancanza di coerenza e di uniformità nelle sanzioni”.

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