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MotoGP, Bagnaia re della Sprint Race, ma Bezzecchi vince sulla lunga distanza

L'ANALISI - Pecco e Marco sono separati da un solo punto in classifica, ma il loro percorso nei GP è stato opposto. Al sabato c'è chi si esalta (come Binder) e chi spronfonda (come Quartararo)

MotoGP: Bagnaia re della Sprint Race, ma Bezzecchi vince sulla lunga distanza

Dopo 5 Gran Premi Bagnaia e Bezzecchi sono divisi da appena un punto, 94 quelli di Pecco contro i 93 di Marco. Pochi in assoluto contando che in ogni fine settimana ce ne sono in palio 37 (ne abbiamo parlato QUI), ma vale per tutti. Quello che spesso si dimentica è che con il cambio di format e l’introduzione delle sprint race, c’è stato un cambio epocale nelle regole della MotoGP e i piloti devono ancora abituarsi.

Innanzitutto la qualifica vale doppio, perché decide lo schieramento per le due gare, poi i modi di intenderle devono essere diverse e nessuno ha ancora capito come farlo al meglio. Non lo diciamo noi, ma i numeri, che trovate qui sotto.

Bagnaia diceva bene domenica scorsa di essere “fortunato che ci siano le sprint”. Se è ancora in testa alla classifica, lo deve proprio ai punti del sabato. Considerando che se ne prendono solo la metà, il campione del mondo è stato il migliore interprete della gara corta. Con due vittorie e 4 podi, ha raccolto 44 punti contro i 50 della domenica (arrivati da due vittorie). Il suo inizio di stagione è stato strano, con 3 cadute in 5 gare, e quei numeri dicono che Pecco ha sprecato tante occasioni. Senza la sprint race sarebbe 2° in campionato e a 26 punti da Bezzecchi.

Proprio Marco è stato il migliore la domenica, con due vittorie e 3 podi. Anche a lui è mancata un pizzico di costanza, ma soprattutto i punti del sabato per superare Pecci. A parte la sprint dell’Argentina, dove è salito sul podio, il pilota della VR46 non ha mai brillato nella gara corta, racimolando appena 17 punti, meno di un quinto del totale. Da questo punto di vista ha pagato i risultati in qualifica, infatti a Termas de Rio Hondo, l’unico GP in cui si è qualificato in prima fila, ha fatto raccolto l’unico podio del sabato.

Binder e Martin sono il suo opposto. Un po’ come Pecco, Brad e Jorge hanno raccolto quasi in più nella sprint che nella gara lunga: 38 punti su 81 il sudafricano, 36 su 80 lo spagnolo. Entrambi sono molto veloci sul giro secco, sanno essere esplosivi e partono bene: tutte qualità che servono nella sprint, salvo poi perdersi sulla distanza.

Il contrario di Zarco, che in tutta la sua carriera (fin dai tempi della Moto2) ha avuto come punto di forza la gestione delle gomme. Infatti Johann il sabato ha portato a casa appena 8 punti in 5 gare, mentre la domenica è salito 2 volte sul podio e il suo bottino sale a 58. Un discorso simile vale anche per Maverick Vinales (12 punti nelle sprint, 37 nelle gare normali) che soffre da sempre nei primi giri, oltre al fatto che l’Aprilia ha qualche problema nello scatto.

Più in linea nelle due gare è Luca Marini: 38 punti la domenica e 16 al sabato, quindi poco meno della metà, in linea con il punteggio dimezzato. Come lui anche Miller e infatti entrambi contato un podio sia nella sprint sia nella gara lunga.

Possiamo invece dire senza pericolo di smentita è che Quartararo non digerisce assolutamente la gara corta. Però dovremmo fare un appunto: forse più che lui è la Yamaha a non digerirla. La M1 infatti non riesce a esprimersi nel giro secco e poi soffre nel gruppo: due problemi che si ingigantiscono nella corta distanza, quando c’è meno tempo per recuperare e fare strategia. Infatti Fabio ha messo in cassaforte appena un punto dei suoi 49 totali nella sprint.

Nella tabella qui sopra abbiamo preso in considerazione i primi 10 piloti in classifica e l’ultimo è Alex Rins. Il discorso su di lui, però, è bene diverso: i 9 punti delle sprint e 25 dei 38 delle gare lunghe arrivano tutti da Austin, l’unica pista in cui è riuscito ad esprimersi ad alti livelli sulla Honda.

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