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SBK, Lorenzo: “Rea deve rischiare di più per vincere, come Marquez con la Honda”

“Ho vissuto una situazione simile nel 2011, tutto è più complicato quando ti mancano due o tre decimi e devi prenderti più rischi se vuoi vincere. Razgatlioglu in MotoGP? Non ha nulla da perdere, deve fare un tentativo”

SBK: Lorenzo: “Rea deve rischiare di più per vincere, come Marquez con la Honda”

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A due settimane dalla trasferta ad Assen, il Mondiale Superbike torna in scena questo weekend in Catalunya, per il quarto Round della stagione (QUI gli orari del fine settimana). Un appuntamento atteso da Jorge Lorenzo, come ha ammesso lo stesso pilota maiorchino ai microfoni del sito ufficiale del campionato.

“È bello rivedere la WorldSBK al Montmeló, che è una pista davvero interessante - ha chiosato il 35enne - Mi piacciono molto le gare del Mondiale SBK. Lo seguivo quando ero bambino, all'epoca di piloti come Fogarty, Slight, Russell, Haga, Corser ed Edwards. È stato un periodo d'oro per la SBK e sembra che ora il campionato stia crescendo molto. Gare interessanti, piloti interessanti e adesso gli spettatori assisteranno a un grande spettacolo al Montmeló”. 

Un Round in cui il protagonista più atteso non può che essere il campione in carica Alvaro Bautista, idolo di casa e leader indiscusso del campionato, grazie alla perfetta sinergia instaurata con la sua Panigale V4R. Un binomio su cui si è espresso lo stesso Lorenzo, in attesa di conoscere il futuro dello spagnolo, nella conferenza stampa prevista nella giornata di domani.

“Quando tutto coincide è come trovare l'abbinamento ideale per te. Tutto ti viene facile. Il suo stile di guida si adatta alla perfezione alla Ducati SBK, che è molto forte sul rettilineo - ha commentato Jorge - Bautista è piccolo di statura, quindi può essere molto veloce sul rettilineo ma anche competitivo in curva. È un obiettivo molto difficile da raggiungere per il resto delle squadre e dei piloti, quindi spero che rimangano insieme ancora per molto tempo, perché si sposano alla perfezione”.

Tra le pedine più pregiate sullo scacchiere del mercato piloti della Superbike c’è poi il campione turco Toprak Razgatlioglu, il cui nome è stato più volte accostato alla MotoGP dopo il test sulla Yamaha M1 sostenuto dal 26enne. Uno scenario visto di buon occhio dal cinque volte iridato nel Motomondiale, grande conoscitore della classe regina del motociclismo, dove ha militato per dodici stagioni, riuscendo a vincere tre Mondiali proprio con la Casa di Iwata.

Cosa ha da perdere? Penso che troverà sempre le porte aperte nel Mondiale SBK, per tornare nel caso in cui non riuscisse a diventare un vincitore o un campione in MotoGP, ma deve provarci. Ha un talento così grande che deve fare un tentativo e cercare di trovare la migliore opzione possibile, nella migliore squadra possibile. Se non dovesse essere all'altezza, come Ben Spies ad esempio, che non è stato così bravo come tutti si aspettavano, può tornare in WorldSBK - ha affermato il pilota spagnolo - Credo che troverà il modo per essere competitivo su una MotoGP. È questione di tempo. Ovviamente, le moto in MotoGP sono diventate molto complesse, rispetto a 20 anni fa bisogna gestire così tante cose che tutti i piccoli dettagli sono diventati molto importanti e c'è bisogno di tanta esperienza per capire tutto e mettere insieme tutti i pezzi per essere competitivi. Avrà bisogno di un po' di tempo, ma non potrebbe essere così aggressivo con una MotoGP come lo è con una SBK, perché è un tipo di moto completamente diverso”.

Chi sembra aver ritrovato competitività dopo un inizio sotto alle aspettative è il binomio formato da Jonathan Rea e la Kawasaki. La Ninja #65 ha ritrovato slancio nella nella trasferta di Assen, ritrovando un podio che le mancava dalla prima gara dell'anno, ma ciò non è bastato al sei volte iridato per battere Bautista e riportare alla vittoria la Casa di Akashi. Un momento difficile quello del Cannibale, come sa bene lo stesso maiorchino.

Mi sono trovato un po' in questa situazione in passato, soprattutto nel 2011. La Honda ha fatto un netto passo avanti con il cambio Seamless che l’ha resa molto veloce sul rettilineo, mentre io cercavo di rischiare un po' di più con la Yamaha e ho avuto diverse cadute - ha raccontato Jorge - Ho avuto un terribile incidente a Phillip Island e ho perso parte di un dito. Tutto diventa più complicato quando hai bisogno di due o tre decimi in più. Come Marquez con la Honda e sembra che sia successo anche con Rea, soprattutto perché Bautista e Toprak sono ottimi piloti e hanno un pacchetto molto forte. Se la tua moto è un po' più debole e hai rivali molto forti, devi prendere più rischi se vuoi vincere”.

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