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MotoGP, Quartararo: "Mi piacerebbe dire cosa penso dei commissari, ma non ora"

"Avremo un incontro con gli steward a Le Mans, certe cose devono cambiare per poter prendere decisioni migliori. Non avevo modo di evitare l'incidente, mi sono trovato nel mezzo. In gara sono anche stato veloce, ma poi mi pianto dietro i rivali"

MotoGP: Quartararo: "Mi piacerebbe dire cosa penso dei commissari, ma non ora"

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Fabio Quartararo ha capito già dal venerdì che questo fine settimana a Jerez non sarebbe stato facile. Le qualifiche di sabato hanno confermato questa sensazione, relegandolo alla 16a casella dello schieramento di partenza. Una casella mai occupata dal francese da quando ha debuttato in MotoGP, ma anche lo specchio delle difficoltà della Yamaha quando si tratta di estrarre il massimo potenziale disponibile dalla M1 con gomme nuove in qualifica. 

Quartararo sperava però di poter almeno tentare di imbastire una rimonta e dopo un warm up convincente aveva la certezza di avere un buon passo in vista della gara. Pronti via, ed alla terza curva si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Stretto a sandwich tra Oliveira e Bezzecchi, non ha potuto evitare il contatto con entrambi con il portoghese che ha avuto decisamente la peggio. Bandiera rossa e ripartenza, con la notifica da parte dello Steward Panel di dover scontare un long lap penalty. Ciliegina sulla torta, la necessità di ripetere il long lap penalty per aver toccato la linea bianca in uscita dalla sezione di pista preposta al long lap. 

Alla fine Quartararo ha portato la Yamaha in top ten, con un decimo posto che alla luce di quanto esposto, appare quasi un buon risultato. La classifica iridata inizia a diventare pesantissima, con il francese a -47 dal battistrada Pecco Bagnaia. Tutto sommato nulla è perduto, ma per pensare di entrare in lotta per il mondiale serve senza dubbio un cambio di passo che per ora appare una chimera. 

"Ho un bell’ematoma - ha raccontato Quartararo - non c’è niente di rotto per fortuna, non devo curarlo in alcun modo ma fa male. Bezzecchi era davanti, io ero nel mezzo e non avevo alcun modo di evitare questo incidente. Ho provato a frenare ed ho urtato uno dei due, anche se non so chi per primo. So solo che poi Miguel ha tirato la mia frizione nell’impatto e la mia moto ha impattato quella di Bezzecchi. Non avevo alcun modo di evitarlo".

Sei rimasto sorpreso dalla decisione di penalizzarti?
"Si, sono rimasto sorpreso dalla penalità. Anche perché non c'è stata data alcuna spiegazione sul perché di questa penalità. Siamo andati in Race Direction per avere una qualche spiegazione e non c’è stata, nulla di chiaro. Dal nostro punto di vista, non abbiamo visto nulla di strano e credo sia chiaro che non fosse una manovra da punire. Ma poi l’ho anche sbagliata e ne ho fatte due…"

Vi fanno fare la Sprint Race in nome dello spettacolo e poi vi penalizzano se siete aggressivi. 
"Alla fine nelle Sprint Race, quando vuoi vincere partendo molto indietro come è successo a me in questo GP, è super importante guadagnare posizioni in partenza. Naturalmente fai del tuo meglio e qualche volta succede quello che è successo ad esempio ieri a Morbidelli. Io non volevo superare tutti, cercavo di restare in piedi ma ho capito subito che sarebbe stato impossibile". 

Ti sei reso conto di aver sbagliato il long lap penalty?
"Non mi ero proprio accorto di essere uscito dalla linea. Mi sono voltato per vedere se c’era qualche pilota che arrivava da dietro, ma è andata così. Difficile capire cosa sia successo". 

Come giudichi l'operato degli Steward?
"Mi piacerebbe dire cosa penso, ma a Le Mans avremo una discussione per cercare di capire come sia possibile prendere questo tipo di decisioni al meglio". 

Eppure in gara eri veloce.
"Stamattina sono stato velocissimo con le gomme medie nel warm up, come non mi era mai capitato. Ho fatto 1’37’1 con tanto carburante. Il problema resta il giro secco. Oggi sono stato dieci giri bloccato dietro Augusto Fernandez e non c’era modo per me avvicinarmi e tentare il sorpasso. Per me in gara sono stato circa un secondo più lento di quanto sarei potuto essere da solo. Stamattina col freddo ho fatto 37’1 e va bene. Ma so che il nostro passo era più alto, ma non sono mai riuscito a girare in gara come avrei voluto. Appena mi sono trovato da solo in gara, magari dopo un sorpasso, non facevo in tempo ad abituarmi e prendere ritmo che mi trovavo davanti un altro pilota. Questo è il nostro grosso problema. Sono veloce, lo sento. Guido bene, ma ci sono situazioni che non riesco a controllare". 

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