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Moto3, Simoncelli: "La gara a Termas svanita come foglie dopo una folata di vento"

"Riccardo Rossi è acceso o spento, un peccato non riuscire ad aiutarlo a essere più concreto. Arbolino è diventato da uomo a bambino con me, mi ha fatto ricordare perché lo chiamavo l'artista delle moto"

Moto3: Simoncelli:

Paolo Simoncelli non si accontenta di un asettico comunicato, ma dopo ogni Gran Premio scrive un diario in cui racconta tutto quello che è successo nel fine settimana appena passato. Risultati, impressioni, emozioni, un modo per fare vivere agli appassionati il weekend della Sic58 Squadra Corse, e non solo.

Vi lasciamo alle sue parole dopo il GP di Argentina.

Una gara che ho visto svanire come foglie dopo una folata di vento d’autunno.  Sono deluso, deluso e dispiaciuto, dopo una rimonta esagerata, dalla 19ª posizione fino a giocarsi il podio, Rossi all’ ultimo giro vanifica tutto con una manovra senza senso anzi, con un intero ultimo giro senza senso fatto di staccate “non staccate”.

Riki é come un’ interruttore  “on-off”, acceso o spento, tutte le gare in cui stava facendo delle cose bellissime (Jerez, Sepang, Thailandia in cui è arrivato a podio ma poteva vincere) non è riuscito a conquistare i risultati ambiti. Quando la moto va e il pilota anche, il problema si fa ancora più grande perché non si sa come venire a capo della questione. É un peccato non riuscire ad aiutarlo ad essere più concreto, come si insegna a fare la scelta più sensata al momento giusto? Ormai un po’ di esperienza e di senso tattico dovrebbe averla appresa. Da una parte penso che sia stato bravo a fare una tale rimonta, dall’altra è che di base non dovrebbe partire 19º in griglia (Posizione dovuta da un suo momento "off" il sabato). Gare che finiscono così ti lasciano per giorni incazzato come una iena e con un senso di impotenza, almeno per me, difficile da descrivere. 

Toba ha fatto una buona gara, è stato lì e si è classificato in una discreta 7ª posizione, è vero che ne sono caduti tanti davanti ma è anche vero che lui è rimasto in piedi. Stiamo iniziando a conoscerci, lui a capire che il team lo apprezza, che non deve dimostrarci niente ma che deve solo pensare a correre bene. I rookie i primi giri si sono fatti notare a suon di carenate e sorpassi al limite, qualcuno dovrebbe spiegargli che non servono a nulla, se non a perdere metri preziosi dai primi che intanto continuano beati la loro corsa. Vero é che se i miei piloti partissero davanti questo problema non si porrebbe, possiamo rimanere qui a dirlo e ribadirlo ma alla fine questo è: fa tutto parte dello spettacolo. 

Arbolino è un bambino diventato ragazzo con me e vedere la perfezione di gare come quella che ha fatto domenica, mi fa rivivere quella gara del Mugello 2014. Partendo ultimo per una sanzione che ora non ricordo, conquistó la vittoria in volata davanti a un pubblico in visibilio e a me e un Fabio Balducci estasiati. Ieri mi ha fatto ricordare perché l’ ho rinominato “Artista delle moto”. Bravo Tony! (E a onor del vero anche Suzuki é venuto grande con noi…)

Adesso qualche giorno nella bellissima Patagonia e poi ne riparliamo ad Austin!”.

 

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