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MotoGP, 'Colpo d'ala' della Yamaha per Quartararo a Portimao

Ormai il vaso di Pandora è aperto: l'aerodinamica ha fatto irruzione nel motociclismo e solo una riscrittura dei regolamenti (ma non per motivi estetici o di supposta sicurezza) potrà rallentare questa corsa

MotoGP: 'Colpo d'ala' della Yamaha per Quartararo a Portimao

Fabio Quartararo si aspettava un colpo d'ala da parte della Yamaha ai test di Portimao ma ora, pare abbia detto, intendevo in un altro modo!

Scherzi a parte, ecco come si è presentata nel primo pomeriggio la M1 di Iwata sul circuito portoghese, con un'ala posteriore di dimensioni veramente imponenti. Peraltro a differenza di quella provata per la prima volta da Savadori sull'Aprilia al Mugello e poi, successivamente, da Aleix Espargaro che è praticamente a zero incidenza, questa presenta diversi gradi di inclinazione e quindi è in grado di generare una deportanza importanza anche a moto dritta.

L'ala posteriore provata dall'A'prilia sulla RS-GP, infatti, funzionava prevalentemente in frenata, quando l'affondamento della sospensione anteriore faceva assumere, grazie all'elevazione della coda, una incidenza tale da aiutare l'aderenza del retrotreno ed impedirne il sollevamento. “L’idea è quella di aiutare a creare un po’ di carico soprattutto nella fase di staccata, così da provare a ridurre il saltellamento della ruota posteriore, rendendo la moto più ancorata al suolo e favorendo così l’ingresso in curva. Ma siamo ancora all’inizio e dobbiamo capire bene anche come intervenire a livello di assetto”, aveva detto Romano Albesiano.

Questa, invece, pare funzionare fin da subito, anche e soprattutto in accelerazione e potrebbe offrire grip al posteriore nella fase di accelerazione. Certo esistono molti dubbi che riesca a funzionare al cento per cento dell'efficienza in una zona di aria perturbata quale è la schiena del pilota, ma tant'è: ormai nel tentativo di recuperare decimi, migliorando l'aderenza, sembra che l'unica soluzione sia l'aerodinamica.

Ovviamente il csrico, la cosidetta deportanza, si paga: siamo curiosi di capire quanti Km/h di velocità massima perderà la M1 sul lungo rettilineo di Portimao. A quando un manettino sul manubrio per far stallare l'ala posteriore con un DRS* come si usa ormai in F.1 quando si è in scia all'avversario?

Come scrivevamo alla sua apparizione nel motociclismo (e come del resto è accaduto nelle auto), una volta aperto il vado di Pandora dell'aerodinamica, è impossibile richiuderlo, a meno di scrivere nuovi regolamenti che, a questo punto, decisamente si impongono. Ma non per questioni di estetica o si sicurezza, come sono stati fatti passare all'esordio degli spoiler sulla carenatura o dei cucchiaia sotto, ma semplicemente perché bisogna domandarsi se veramente il motociclismo, o meglio l'oggetto motociclcletta, ne ha bisogno. OK, e ora andiamo tutti a costruirci un alettone in garage e andiamo a comandare!

P.S. Se qualcuno spiega agli ingegneri di Iwata la funzione eventuale di un bel nolder sul profilo d'aria, siamo a posto.

* DRS è un acronimo per Drag Reduction System.

 

 

 

 

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