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SBK, Bautista e Ducati mostrano la propria forza a Portimao, Rea l’unico a tenergli testa

L’ANALISI – Alvaro è stato un rullo compressore sul passo con la SC0, ma Johnny ha fatto capire di non essere da meno, mentre Toprak ha nascosto le carte

SBK: Bautista e Ducati mostrano la propria forza a Portimao, Rea l’unico a tenergli testa

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A Portimao è andato in scena l’ultimo test della Superbike prima di partire alla volta dell’Australia, dove a fine febbraio scatterà il Mondiale. Una due giorni in cui Alvaro Bautista e la Ducati hanno mostrato la propria forza, in particolare al mercoledì, dove lo spagnolo ha siglato il giro record della pista in 1’39”035 con la gomma SCX, abbassando di oltre sei decimi il precedente che apparteneva a Rea.

A parte la prestazione sul giro secco, ciò che stupisce ancora una volta del numero 19 è il suo passo gara con SC0. Come accaduto a Jerez settimana scorsa, Bautista si è rivelato imprendibile, dimostrandosi una sorta di martello a tutti gli effetti. Per maggiori informazioni basta vedere i cronologici, dove Alvaro ha espresso un ritmo sull’1’39” alto – 1’40”1 basso, senza mai andare oltre.

I numeri evidenziano al meglio lo stato di forma del portacolori Aruba e il livello a cui ha portato l’asticella. Se l’alfiere Ducati traccia la strada da seguire, la concorrenza non rimane certo con le mani in mano. È il caso soprattutto della Kawasaki, che si presenterà al via del Mondiale con una nuova omologazione.

Sta di fatto che a Portimao Johnny Rea ha dato importanti cenni di vitalità con la ZX-10RR. In Giappone hanno lavorato alacremente durante l’inverno, consegnando nuove componenti al nordirlandese, le quali sono riuscite a dare gli effetti sperati. Nel confronto con Bautista, il Cannibale è infatti riuscito a tenere il ritmo dell’1’39” alto, allineandosi di fatto al ritmo dello spagnolo.

C’è però un aspetto importante che va sottolineato: nelle giornate di martedì e mercoledì i piloti hanno trovato a Portimao delle condizioni meteo praticamente perfette, consentendo loro di spingere e spremere le gomme al massimo. La vera realtà dei fatti la conosceremo più avanti, ovvero quando sull’asfalto troveremo temperature attorno ai 50 gradi che ci accompagneranno durante gran parte dell’arco della stagione.

Infine Toprak, ovvero l’ultimo dei fantastici tre. In Algarve il turco ha preferito coprire le carte, lavorando sulle componenti nuove, senza andare alla ricerca di una vera e propria simulazione, che ci consentisse di capire il passo. Nel suo cronologico è comunque possibile notare alcuni 1’39” alto e 1’40” basso, che lasciano però diversi interrogativi in merito a quanto fatto dal pilota Yamaha.

Di sicuro a fine febbraio in Australia scopriremo la verità.   

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