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MotoGP, VIDEO - Albesiano: "La RS-GP è nata bene: ok, dove la miglioriamo?"

"Quando Oliveira a Valencia è sceso dall'Aprilia l'ha definita subito facile, una moto sana. Ma sappiamo dove intervenire. Le Case giapponesi saranno sempre più contaminate dall'approccio europeo"

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Romano Albesiano tra poco vedrà la sua creatura, la RS-GP 2023, scendere in pista per la prima volta a Sepang. Un momento fondamentale per capire la bontà del lavoro svolto durante l'inverno, per comprendere fino a che punto sia possibile accarezzare il sogno iridato sfuggito nella scorsa stagione ed accarezzato quasi fino a Valencia. Intanto l'ingegnere può consolarsi con le parole di Miguel Oliveira, che sceso per la prima volta dalla 'sua' moto a Valencia dopo il primo test ha promosso a pieni voti il progetto di Noale. 

Dopo aver parlato con Massimo Rivola, abbiamo avuto l'opportunità di scambiare due chiacchiere anche con Albesiano durante la nostra visita a Noale, strappandolo al flusso di riunioni in cui è ovviamente risucchiato in questo momento topico della preprazione per la nuova stagione. Con Romano abbiamo parlato di presente, di futuro ed anche delle eccellenze di Noale, di tutta quella esperienza e passione che c'è in Aprilia Racing. 

Ma la prima domanda riguarda lo stato attuale dei fatti, quando ormai a mente fredda è possibile capire il valore della crescita di Aprilia dimostrata nel 2022. Eco coaa significa tutto questo per Albesiano. 

"Significa che la scommessa fatta nel 2014, forse pazza e azzardata, alla fine è stata una scommessa centrata. L’azienda ha fatto un grande sforzo per raggiungere la competitività, ha messo a disposizione le risorse per raggiungere questo livello e possiamo dire che l’Aprilia ce l’ha fatta, perché è riuscita a raggiungere un alto livello di competitività in MotoGP ed era un obiettivo non facile. E’ un po’ una chiusura di un cerchio, magari parziale perché si può definire chiuso solo quando vinci. Ma considerando che siamo partiti dal 2014 in cui vincemmo il mondiale SBK, può essere considerato quasi un cerchio chiuso". 

A Noale c'è una passione incredibile combinata a grande competenza, è stato bello vedere tutto questo con i miei occhi. 
"E’ una tradizione che definirei quasi noalese. Qui in 30 anni di storia nel motociclismo è stato fatto di tutto. Sia nel campo delle corse, con risultati straordinari, che in quello nel prodotto. Io ho visto entrambi gli aspetti e posso dire che in entrambi pur essendo due campi diversi ci sono molte similitudini. Nel racing poi c’è l’esaltazione di tutto questo. E’ passione pura e vorrei definirla una scuola quella di Noale. Qui, in questo paese, c’è qualcosa di davvero particolare e legato alla storia del motociclismo ed anche molto al presente". 

Secondo te è giusto definire ancora oggi l'Aprilia come il Davide della MotoGP?
"Per risponderti bene, dovrei sapere esattamente quali sono le risorse degli altri, cosa che ovviamente non posso sapere. Diciamo che quando abbiamo iniziato sicuramente eravamo un Davide, per certo. Oggi credo che noi abbiamo quello che serve per fare bene, ma poi non basta mai ovviamente. Raddoppi il numero di persone, ti generano più idee, fai più prove, costruisci più sale prove. E’ chiaro che più metti legna nella fornace, più risultato arriva. Ma credo che a questo punto siamo dimensionati per fare molto bene". 

Temi che i giapponesi possano allontanarsi dalla MotoGP?
"Io prevedo, senza l’ambizione di indovinare, più una contaminazione dei giapponesi con una mentalità europea per raggiungere competitività. Non credo che Case come Honda e Yamaha, che hanno una storia di corse, possano pensare di abbandonare questo mondo della MotoGP. Credo che possano piuttosto sposare una mentalità meno conservativa e giapponese, ma forse più europea. Yamaha lo sta già facendo, in qualche modo anche Honda. Un processo che sta iniziando e forse sta anche accelerando". 

Cosa ti ha detto Oliveira appena è sceso dalla moto a Valencia?
"Miguel è andato forte. La parola che ha usato è facilità. L’ha definita facile e sana, dolce da guidare. Non ha rilevato comportamento anomali. Chiaro che stiamo parlando di una pista sola, in una sola giornata e con una pista con tantissimo grip. Adesso dovremo provare in condizioni magari peggiori, con maggiore stress per capire cosa succede. Però è stato un ottimo debutto e sentirsi dire certe cose ha fatto molto piacere. Dopo ci siamo chiesti quasi ‘ok, allora dove miglioriamo?’. Sappiamo in realtà dove migliorare, però il feedback è stato molto positivo". 

La RS-GP sarà una evoluzione, ma tu pensi che in futuro le MotoGP possano somigliarsi troppo tra di loro, un po' come accade in Formula 1?
"Delle cose diverse le vedrete, anche da noi. Ma chiaro che sono test, quindi vedrete cose abbastanza diverse che porteremo proprio per provarle. Il processo di convergenza tra le forme arriverà, perché se prendete ad esempio gli aerei di linea, hanno tutti la stessa forma perché è quella che funziona. Arriverà, però sono convinto che siamo ancora in un momento in cui per la complessità del tema e la relativa giovinezza di questa disciplina, almeno per le moto, ci vorrà del tempo. Però credo che se non cambiano i regolamenti, si debba per forza arrivare a qualcosa di simile. Adesso in realtà non c’è molta somiglianza tra le moto. Noi ad esempio siamo molto contenti delle nostre soluzioni, ma in realtà non abbiamo mai neanche provato le soluzioni di alcuni avversari. Dai nostri studi, siamo sulla strada giusta, ma è fatale che prima o poi si debba arrivare a qualcosa di più convergente. Di recente abbiamo anche visto concorrenti provare soluzioni simili alle nostre e questo è parte del processo". 

Cosa ti aspetti dal 2023?
"Sarà un campionato bellissimo e imprevedibile. Noi abbiamo fatto una moto che è una evoluzione ed ha dei numeri migliori di quella dello scorso anno, almeno sulla carta. Però stiamo parlando di una categoria in cui la classifica è strettissima. Anche se i rivali sono migliorati un po’ di più o di meno, la classifica può cambiare parecchio. Sono fiducioso e teso. Sarà sufficiente quello che abbiamo fatto? Speriamo di si. Siamo decisamente più forti come gruppo, c’è RNF e sono fiducioso anche per questo. Ma sono anche consapevole del livello della concorrenza". 

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